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Savage Messiah - Hands of Fate
22/11/2017
( 766 letture )
Dei Savage Messiah si ricorda in particolar modo l’avvincente EP Splitting Venom del 2007 ed i successivi due dischi Insurrection Rising del 2009 e Plague of Conscience del 2011, nei quali rabbia, aggressività e potenza la facevano da padrone, tanto da poter accostare il suono della band inglese ai primissimi lavori dei Metallica e dei Testament. Tempi che appaiono decisamente lontani nonostante i “soli” dieci anni di distanza che separano questo nuovo lavoro dal sopracitato esordio. Hands of Fate, infatti, è un disco con un’attitudine completamente diversa e in cui l’aggressività lascia spazio a una più “facile” melodia che, seppur piacevole, orecchiabile e molto lineare, appare un po' troppo scontata e morbida, facendo storcere il naso ai fans della prima ora. A scanso di equivoci, diciamo subito che Hands of Fate è comunque un disco meritevole di essere ascoltato, almeno per una manciata di volte; prodotto in maniera impeccabile dalla Century Media, vanta tra le proprie file collaborazioni con dei veri e propri pilastri del music business: ci riferiamo allo storico produttore Scott Atkins, al mastering affidato a Dave Collins (noto per le sue collaborazioni con Metallica, Linkin Park e Soundgarden), nonché per le grafiche ad opera di Travis Smith (già attivo con Death, Overkill, Iced Earth e molti altri).

Appare chiaro che con questi ingredienti le aspettative per il quarto album del gruppo londinese siano comprensibilmente piuttosto elevate, ma sfortunatamente non ripagate. Basta infatti ascoltare il brano di apertura, nonché titletrack, Hands of Fate, per comprendere come il suono e più in generale l’attitudine della band siano ormai completamente rivolti verso altri lidi più “semplici” e, diciamolo pure, più “commerciali”, diametralmente opposti all’agguerrito passato heavy/thrash metal della band. Non bastano, infatti, bagliori percepibili in Eat Your Heart Out, nella semi-ballad The Last Confession o nella successiva The Crucible a far decollare un album poco convinto. Sì, perché è proprio la convinzione l’elemento mancante di questo disco. Preso atto della legittima svolta stilistica del quartetto inglese, episodi come la già citata titletrack, Wing and a Prayer o ancora Blood Red Road e Solar Corona, oltre a rimarcare il completo abbandono delle origini musicali, non evidenziano una crescita o un’evoluzione, ma si limitano a restituire un power melodico poco incisivo e, come già detto, privo di convinzione. Decisamente troppo poco per Dave Silver e soci. In particolare, proprio il cantante chitarrista ci aveva abituato a ben altro modo di intendere ed interpretare la musica e qui, complice anche un songwriting debole, seppur non sfigurando, non riesce a trascinare praticamente mai, tanto da mettere in ombra la propria performance complessiva. Un vero peccato, perché i Savage Messiah non sono certo una band alle prime armi e le doti tecniche di ogni singolo componente emergono chiaramente, grazie alle ritmiche sostenute ad opera di Mira Slama al basso e di Andrea Gorio alla batteria e dei refrain e assoli ben eseguiti dal talentuoso Sam S. Junior.

A conti fatti, quindi, il quarto lavoro dei Savage Messiah è destinato a spaccare i fans: per molti di essi questo disco rappresenterà una decisa battuta di arresto, per altri invece l’inizio di un nuovo corso in grado di ampliare l’offerta musicale verso una platea più vasta ed eterogenea. Noi, nel caso non si fosse capito, ci allineiamo alla prima interpretazione e, seppur riconoscendo Hands of Fate come un prodotto oggettivamente ben confezionato e tecnicamente senza sbavatura alcuna, non possiamo ritenerci soddisfatti dal tipo di proposta in esso contenuta.



VOTO RECENSORE
63
VOTO LETTORI
66.8 su 5 voti [ VOTA]
Jorg
Mercoledì 14 Febbraio 2018, 2.26.09
3
63 a questo album? Siete stati fin troppo generosi. Per me non va oltre il 50-55 perché comunque qualcosa di buono c'è ma non basta
AL
Martedì 28 Novembre 2017, 10.57.40
2
mi piacevano un sacco nella versione thrash. ma ora leggo heavy e per di più neppure esaltante. a questo giro salto
rik bay area thrash
Mercoledì 22 Novembre 2017, 21.19.39
1
Come già scritto nella review, chi aveva conosciuto i messiah dei primissimi album, qui rimarrà come minimo sconcertato ;-(. Qui di heavy/thrash non c'è traccia. Questo è heavy ma per essere buoni. Veramente incomprensibile un cambio stilistico così repentino. Grande delusione. (Imho)
INFORMAZIONI
2017
Century Media Records
Heavy
Tracklist
1. Hands of Fate

2. Wing and a Prayer

3. Blood Red Road

4. Lay Down Your Arms

5. Solar Corona

6. Eat Your Heart Out

7. Fearless

8. The Last Confession

9. The Crucible

10. Out of Time
Line Up
Dave Silver (Voce, Chitarra)
Sam S Junior (Chitarra)
Mira Slama (Basso)
Andrea Gorio (Batteria)
 
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