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Warrant - Dog Eat Dog
25/11/2017
( 1081 letture )
I Warrant diventano una band spacca-classifica nel biennio 1989-90, quando la loro fama li innalza ad icone mondiali. Grazie a due album come Dirty Rotten Filthy Stinking Rich e Cherry Pie gli americani vendono slavine di copie e ottengono il doppio platino negli States per ognuno dei loro primi due lavori da studio targati Columbia Records. Poi, annusata l’aria con il grunge in arrivo e pronto a devastare preferenze e gusti degli ascoltatori, il quintetto decide di cambiare molto, facendo quasi tabula rasa del passato recentissimo e di immane successo, per energizzare la propria proposta, trasformando alcune coordinate. Ed ecco lo scheletrato nuovo di pacca di Dog Eat Dog che, già dalla copertina, mostra un inasprimento concettuale. Il disco viene prodotto dal grande Michael Wagener, nume tutelare di parecchio hard degli eighties (White Lion, Mötley Crüe, Great White, Alice Cooper, Skid Row, Extreme, Ozzy Osbourne e questi sono solo alcuni nomi), registrato nel aprile ‘92 ai Scream Studios di Studio City, in California in un solo mese. La line-up rimane la stessa, ma viene coadiuvata da musicisti esterni come Scott Humprey (tastiera), Ron Feldman e Scott Warren (Grand Piano), con tutti i pezzi scritti dal compianto singer Jani Lane, proprio come era accaduto nei primi due capitoli a nome Warrant.

46:38 minuti di musica ad alto wattaggio, che parte subito a manetta con la sventola metallica di Machine Gun. La song esplode su chitarre incandescenti, cori potenti e voce che non risparmia nulla di tagliente, ritmo corposo e squassante. Una partenza con il botto che fa lustrare i padiglioni auricolari ancora oggi. The Hole In My Wall è caliginosa, pesante, gioca e flirta con il talk box delle guitar per poi prorompere in un ritornello corale di grande impatto che ricorda il materiale sfascia-chart precedentemente editato, un pezzo riuscitissimo che sposa la durezza all’immediatezza degli arrangiamenti e del songwriting di classe, il solismo della sei corde appare convincente e ottimale con il talk box che impera e comanda, dispositivo assai usato negli anni ‘80. Se April 2031 sfoggia un gigante inciso con coralità eccelse e cantato talvolta filtrato, la struttura strumentale si rivela tosta e agguerrita come in alcuni episodi dei due predecessori full lenght; Andy Warhol Was Right è una gustosa ballad acustica, introdotta dalla morbida voce di un bambino, due giri di tenerezze poi sbocca la potenza di fuoco della formazione e le badilate di solida compattezza vanno dritte al cuore della song, una riuscita alleanza e fusione tra virilità strumentale e nitida melodia, una sorta di logo della band ripreso a tinte forti da Bonfire, che pare un estratto da Cherry Pie per ambientazione, coralità nerborute e sound lucido e affilato. Solismo di Joey Allen e Erik Turner furioso e spella polpastrelli, tutto molto eccitante. The Bitter Pill è ballad pianistica, con batteria in up tempo, che non fa certo gridare al miracolo nemmeno in fase di cori baritonali nel bel mezzo del pezzo, il solo della guitar invece è portentoso, oscuro e carico di sustain. Hollywood (So Far, So Good) è molto hard americano degli anni appena trascorsi sul Sunset Boulevard anche se con una carica d’entusiasmo molto flebile; All My Bridges Are Burning scocca come un dardo su un rullante pieno e detonante, la dirittura del pezzo sfoggia tiro e melodie tritate e spolverate sul timing del brano, Quicksand parte in acustico per poi trasformarsi in torcia elettrica con un bel dialogo in assolo delle due asce anche se la track non appare tra le più significative del lotto. Let It Rain è ballad pregiata con sonorità a dodici corde che poi vira, come sempre, su pennate e saliscendi robustissimi, i cori sono foderati di empireo mentre l’intervento delle due chitarre incenerisce il pulviscolo in volo. One, two, three e la botta d’adrenalina quasi punk è servita, Inside Out è una mazzata nello stomaco per violenza sonora, ritmi trita-montagne, vocalità acidissime, cori pompati e sei corde scatenatissime, mentre il finale viene concesso a Sad Theresa, terza semi ballata in scaletta che alterna veemenza a sofficezze melanconiche, una canzone che nulla aggiunge e nulla toglie a ciò che sono i Warrant di questo "cane che mangia cane".

Nonostante il lancio di ben 4 singoli (Machine Gun, The Bitter Pill, The Hole in My Wall e Inside Out), il CD vendette sensibilmente di meno e si attestò intorno al mezzo milione di copie, conquistando l’oro negli Stati Uniti, raggiungendo solo il numero 25 di Billboard, poca cosa rispetto alle deflagrazioni stellari di Dirty Rotten Filthy Stinking Rich e Cherry Pie, trainati da singoli aurei spinti da MTV, quali: Cherry Pie, I Saw Red, Down Boys, Sometimes She Cries e Heaven. Un ottimo album che conclude la triade discografica più brillante della band, che poi si incanalerà su schizofrenie, lotte per il monicker, vertiginosi e nauseanti cambi di formazione con fughe, rientri, rivoluzioni, e la precoce morte di Jani Lane. Da poco il nome dei Warrant è tornato in auge con un nuovo disco, Louder Harder Faster, un buon manifesto degli anni ottanta ormai andati. Dog Eat Dog rimane un lavoro di spessore con alti standard compositivi e qualitativi, un dodici tracce da riscoprire e ascoltare, apprezzando il tentativo del gruppo di cambiare alcune direzionalità, proiettandosi verso un futuro che mai arriverà.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
92.6 su 5 voti [ VOTA]
Andy
Lunedì 3 Settembre 2018, 0.41.37
17
questo album dei warrant se pur diverso rimane una bomba hard!....grandi songs scritte dal grande jani lane un po di modernismo e un joey allen fenomenale alla chitarra solista...gusto e tecnica sopra le righe!!!
Andrew Lloyd
Sabato 2 Dicembre 2017, 9.24.34
16
Nella maniera più assoluta, Il migliore del gruppo.
jaw
Venerdì 1 Dicembre 2017, 11.27.13
15
Comunque si possono fare tanti discorsi, questo ad esempio non e il classico lavoro di glam street, segue un po la scia di certe cose degli Extreme, ma rimane rock metal. Se parliamo di tempi piu recenti i Niclebeck di Dark Horse sono eccellenti. Poi a me piace un po di tutto nel rock metal, che puo' andare dall aor al death. Quello che non supporto e quando si inseriscono contesti ambient o altre cose che snaturano essenza .
Shadowplay72
Martedì 28 Novembre 2017, 15.57.46
14
Si proprio quello roberto!
roberto
Martedì 28 Novembre 2017, 15.23.01
13
a quel concerto indimenticabile l'ingresso di Darrell a cantare con loro Down boys. RIP Dimebag and Jani....
tino
Lunedì 27 Novembre 2017, 18.12.56
12
Io ammetto che a quel concerto non mi interessarono anzi ricordo che ero in fila per l'acqua perché era un impresa bere a quel concerto li. Poi ho rivisto decine di volte il concerto che avevo registrato su videomusic e ho apprezzato il gruppo. Pubblico scandaloso ma erano altri tempi, alla fine il cantante ha buttato il microfono e se n'è andato schifato. Memorabile darrell dei pantera che sale sul palco senza essere invitato a cantare down boys. Eroici
Metal Shock
Lunedì 27 Novembre 2017, 16.18.31
11
A livello musicale il top raggiunto dalla band che ben dimostra il talento compositivo di Jani Lane. Qui si abbandona il glam/street dei primi due album in favore di un hard rock metal che porta la band ad un`altro livello, purtroppo mai piu` toccato per tanti motivi. Voto 90. Al Monster ero presente anche per loro, ed uno dei pochi ad esaltarli dall`inizio: gli tirarono di tutto, poi attaccarono Balls to the wall e tutti a cantare.....ipocriti!
tiiino
Lunedì 27 Novembre 2017, 15.08.30
10
Non era sure feel good to me?
warrior63
Lunedì 27 Novembre 2017, 14.40.58
9
gran bel album questo..e che tempi
warrior63
Lunedì 27 Novembre 2017, 14.40.33
8
presente al monster...attaccarono con inside out..e che botta!!!
Sha
Sabato 25 Novembre 2017, 22.05.38
7
Non lo ascolterò da almeno 5-6 anni, ma in genere lo.ricordo come un buon album, Machine Gun un pezzo bello tosto.
jaw
Sabato 25 Novembre 2017, 17.41.21
6
Il primo fu bocciato dai magazines di settore, in effetti rispetto ai pesi massimi non era granche' , riascoltandolo oggi e' tipico della scena.questo e' interessante perche' uscito in piena bagarre grunge e rispondevano con uh cd molro articolato. Voto giusto
nonchalance
Sabato 25 Novembre 2017, 17.30.02
5
Anche a me passò sotto-mano..ma, non mi lasciò un gran segno! Nessuno ricorda, invece, che i Dog Eat Dog (quelli di "No Fronts") pubblicarono nello stesso periodo un EP omonimo..?
Shadowplay72
Sabato 25 Novembre 2017, 17.17.52
4
C'ero anche io al monster,e mi ricordo che hanno fatto una grande esibizione.molto piu' potenti dal vivo!
Doomale
Sabato 25 Novembre 2017, 17.15.52
3
Non sono un fan del genere, ma questo album mi è sempre piaciuto un casino e assieme a Cherry pie sono due disconi. Li conobbi proprio con il video di Machine Gun e ricordo suonarono al Monsters of rock di supporto. Gran disco anche 8,5 e piu.
Shadowplay72
Sabato 25 Novembre 2017, 11.24.33
2
Grande album dei warrant.uno dei loro migliori!
roberto
Sabato 25 Novembre 2017, 11.12.48
1
Disco BELLISSIMO, per superiore ai due precedenti..il lato più maturo dei Warrant...in questo disco hanno fatto tutto da soli senza aiutini esterni come in precedenza (tipo Mike Slamer che nei dischi precedenti ha suonato gli assoli). E che assoli in questo disco! Come quello di Quicksand, Let it rain e All my bridges are burning... E poi la sperimentazione in alcuni punti come l'avvenieristica April 2031, o il coro in tedesco di The bitter pill, le parti molto metal di The hole in my wall e Machine gun. Tutto risulta molto scorrevole e mai fuori luogo..Senza tralasciare le ballate dove Jani Lane dimostra tutte le sue potenzialità come songwriter..Anche le parti di batteria sono fichissime... Uno dei 20 dischi più belli in assoluto nella mia classifica personale. Voto 95 P.s. A me i due album col cantante nuovo, seppur carini, non mi fanno per niente impazzire..soprattutto suonano poco "alla warrant"
INFORMAZIONI
1992
Columbia Records
Hard Rock
Tracklist
1. Machine Gun
2. The Hole In My Wall
3. April 2031
4. Andy Warhol Was Right
5. Bonfire
6. The Bitter Pill
7. Hollywood (So Far, So Good)
8. All My Bridges Are Burning
9. Quicksand
10. Let It Rain
11. Inside Out
12. Sad Theresa
Line Up
Jani Lane (Voce)
Joey Allen (Chitarra)
Erik Turner (Chitarra)
Jerry Dixon (Basso)
Steven Sweet (Batteria)
 
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