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Desolate Shrine - Deliverance From The Godless Void
25/11/2017
( 503 letture )
Non si sono poi fatti attendere molto i Desolate Shrine, che a distanza di soli due anni dall’ottimo The Heart of the Netherworld rilasciano sempre per la Dark Descent Records il novissimo Deliverance From The Godless Void. Guidati sempre da Lauri Laaksonen (in arte LL), i tre finlandesi sono alla quarta uscita in poco tempo, e nonostante restino tutt’oggi un gruppo poco noto, c’è da dire che è notevole come i nostri siano riusciti a crearsi una folta schiera di ascoltatori molto affezionati ma non per questo meno attenti o pretenziosi nei confronti di una delle entità sonore più interessanti e particolari degli ultimi anni.

Classificare la proposta dei finlandesi è tutt’altro che semplice, ed è al tempo steso riduttivo etichettarli death/black o death/doom. Il trio è infatti abile nel mischiare egregiamente death, black e doom metal, creando, oltre ad un’atmosfera degna dell’inferno, una sfida per l’ascoltatore meno abituato a certe sonorità. Con questo, non si vuole affermare che i Desolate Shrine siano un gruppo per “pochi”, ma è bene sapere che il disco è tutt’altro che immediato. I tre costruiscono infatti un muro sonoro su più strati, affidando la guida alle chitarre di LL, vere maestre nel tirar fuori riff tutt’altro che banali. Ma attenzione, non parliamo di riff propriamente di scuola death/black, ma parliamo di arpeggi dissonanti che si sovrappongono a soluzioni più dirette per intrecciarsi al tempo stesso con soluzioni di scuola doom. Capite bene che si tratti di un lavoro in cui le chitarre hanno più tracce, ed in cui ad ogni ascolto, ma anche ad ogni minuto, si coglie qualcosa di nuovo e di intrigante. È un’esperienza che invoglia l’ascoltatore a capire cosa stia succedendo e che riesce a risultare ipnotica, estatica in alcuni momenti (Demonic Evocation Prayer. A rendere il tutto ancora più straniante è la produzione, che grazie ad un giusto bilanciamento dei suoni ed alla dose di reverbero, rende l’ascolto di Deliverance From The Godless Void una vera e propria esperienza onirica. Le voci di RS ed ML, sovrapponendosi di continuo e alternando growl e scream di vario tipo, rendono il lavoro ancora più crudele e tormentato, specialmente nei punti in cui le urla raggiungono l’apice di espressività: impossibile non rimanere toccati, se non farsi rapire, da queste atroci urla. Quando si parla di un ascolto che può essere una sfida, ci si riferisce anche alla durata dei singoli brani: i tre non sono mai andati leggeri, e anche questa volta si ha a che fare con pezzi che vanno dai sei ai nove minuti di durata, ed ogni brano presenta al suo interno scheletri compositivi vari e diversamente stratificati. È il caso della splendida, e sicuramente tra i più rappresentativi brani del disco, The Graeae, costruita su sonorità di stampo doom e che al suo interno vede attimi di quiete attraverso arpeggi puliti ed un inserimento più marcato dei synth. Il gruppo quindi, pur essendo in grado di sfoderare veri e propri assalti sonori nei momenti più aggressivi, dimostra una certa abilità nel sapersi destreggiare su sonorità più lente, perché è proprio lì che il sound sembra quasi prendere vita e trasformarsi nel Male incarnato. A confermare quanto detto ci sono The Silent Star e la spettacolare …of Hell, traccia conclusiva pregna d’atmosfera e che sottolinea la forza espressiva dell’intero lavoro.

Pur non trattandosi di un album di facile ascolto, non ci stupiremmo, e anzi, pensiamo sia giusto, se qualcuno dovesse inserire Deliverance From The Godless Void nella top ten di fine anno. LL si dimostra essere ancora una volta un musicista preparato e in grado di dar forma agli incubi, ai tormenti e tutto ciò che è spiritualmente malvagio. È ormai evidente che i Desolate Shrine, siano ormai una realtà affermata e che assieme ad un gruppo come gli inglesi Abyssal, sano ormai un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza sonora complessa ma che non si perda su se stessa. Un disco che se inizialmente intimorisce per la sua complessità, con il passare degli ascolti rapisce e regala quasi un’ora d’inferno.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
71 su 1 voti [ VOTA]
Todbringer83
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 11.25.28
2
Atmosfere pregne di malvagità, suoni e voci che sembrano sputate dalle viscere della terra. Un'amalgama catacombale molto ben articolato ma che manca di quel quid in più per risultare un lavoro completamente soddisfacente. Ti rapisce per qualche minuto e ti lascia interdetto in altri frangenti. Voto: 71
Doomale
Sabato 25 Novembre 2017, 16.38.55
1
Conosciuti all'esordio. Il precedente era un connubio asfissiante di death e atmosfere black plumbee. Anche quello non di facile ascolto...ce ne voleva..è un veleno sottopelle. Questo mi sembra di poter dire sia sulla stessa linea.
INFORMAZIONI
2017
Dark Descent Records
Death / Black
Tracklist
1. Lord of the Three Realms
2. The Primordial One
3. Unmask the Face of False
4. The Waters of Man
5. The Graeae
6. Demonic Evocation Prayer
7. The Silent Star
8. …of Hell
Line Up
RS (Voce)
ML (Voce)
LL (Tutti gli strumenti)
 
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