Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Living Colour
Shade
Demo

In Vain (SPA)
IV
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

14/12/17
HAMKA
Multiversal

15/12/17
AVENGED SEVENFOLD
The Stage - deluxe edition

15/12/17
DIRGE
Alma | Baltica

15/12/17
OBSCURE BURIAL
Obscure Burial

15/12/17
AERODYNE
Breaking Free

15/12/17
NEIGE MORTE
Trinnt

15/12/17
ASKING ALEXANDRIA
Asking Alexandria

15/12/17
MATERDEA
A Rose for Egeria - Deluxe Edition

15/12/17
MISTHERIA
Gemini

15/12/17
MIDNIGHT
Sweet Death and Ecstasy

CONCERTI

14/12/17
GENUS ORDINIS DEI + GIGANTOMACHIA
TRAFFIC CLUB - ROMA

15/12/17
MOLLY HATCHET
BLOOM - MEZZAGO (MB)

15/12/17
SPEED STROKE + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

15/12/17
ELVENKING + ANCESTRAL
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

15/12/17
IFMT WINTER FEST (day 1)
CENTRO GIOVANILE CA VAINA - IMOLA

15/12/17
DEFLORE + DISUMANA RES
ALVARADO STREET - ROMA

16/12/17
JOHN DALLAS + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

16/12/17
CADAVERIA + GUESTS
CRASH - POZZUOLI (NA)

16/12/17
ELVENKING
OFFICINE SONORE - VERCELLI

16/12/17
MICHAEL ANGELO BATIO & BLACK HORNETS
REVOLVER - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

Space Vacation - Lost in the Black Divide
27/11/2017
( 226 letture )
Space Vacation è un nome che potrebbe far pensare alla synthwave di stampo ottantiano che sta nostalgicamente riemergendo (più di qualcuno è rimasto colpito dalla colonna sonora di un film come Drive) o a una qualche vecchia formazione di rock psichedelico. Tuttavia, gli Space Vacation suonano un buon heavy metal da ormai quasi una decina d’anni, e con Lost in the Black Divide giungono al traguardo del quarto album. Sotto la guida della rockeggiante voce di Scott Saphiro e della lead guitar dell’ex Vicious Rumors Kiyoshi Morgan, la band originaria di San Francisco (completata dal molto presente basso di Steve Hays e dalla batteria di Warren Ryan) propone un disco di heavy/speed metal versatile e melodico, dalle salde radici classiche, più inglesi che americane, che non risulta mai particolarmente pesante, dalla velocità abbastanza sostenuta e galoppante, ma mai esasperata. A ciò si aggiungono dei non troppo invadenti inserti di piano e influenze più puramente rock, il tutto amalgamato con un buon gusto compositivo raggiungendo un risultato piuttosto apprezzabile.

I pezzi sono vari tra loro: apre Devil to Pay, dall’animo speed metal nei riff e negli assoli, ma con un ritornello più catchy e melodico. Save Your Breath è il tipico pezzo heavy metal fino all’osso, in cui spiccano gli “ohohoh” e il basso di maideniana memoria, con un ritornello che strizza l’occhio allo speed. Sempre su binari dal voltaggio sostenuto ci sono poi Roll the Dice, in cui comunque non mancano rallentamenti più melodici, The Black Divide, con un piede nello speed e uno nel power americano -ma anche qui non manca il momento più emozionante e melodico negli eleganti arpeggi del bridge- o ancora la conclusiva Through the Door, dal riffing classico, brioso e rimbalzante. Stay Away si distingue per le sue melodie più facili e volendo più zuccherate, di grande presa sull’ascoltatore, nonché nella classe delle chitarre che nel pre-ritornello entrano in perfetta simbiosi con la voce di Saphiro. Con See You Again fa capolino un rock decisamente più leggero e spensierato, che riporta alla mente i Seventies. Live by the Sword è forse la più rocciosa del lotto, dipinta con un velo di epicità e un ritornello in cui l’amore per il classico ha il sopravvento. Si cambia ancora con Enemy, uno dei pezzi meglio riusciti, malinconico a tratti, ma incalzante e con un ritornello dall’azzeccato gusto melodico da semiballad. La vera ballad dell’album è tuttavia Reason or Rhyme, in cui protagonisti, con un’accezione quasi barocca, sono il pianoforte e la voce di Saphiro, che però rischiano di perdersi in un eccessivo manierismo.

In sostanza, Lost in the Black Divide è un disco di buon heavy metal che si rende apprezzabile per l’esecuzione, per le buone doti compositive e per il suo carattere vario. La band si dimostra anche molto abile nel fondere in uno stesso pezzo parti più heavy e speed ad altre dal più spiccato gusto catchy senza che il risultato sia mai snaturato e sempre ancorato (anche se forse a volte fin troppo) ai modelli più classici. Nessun pezzo si può dire sottotono, mentre una manciata di questi viaggia su livelli molto buoni. La produzione a volte sembra deficere in potenza, tuttavia l’album rimane un ascolto che regge sulla lunga distanza, nonostante sia lontano dall’essere qualcosa di veramente memorabile. Gli Space Vacation si rivelano una formazione dalle buone doti compositive ed esecutive, ma che ha ancora bisogno di innescare quella scintilla che gli faccia fare il salto di qualità da semplice gruppo “normale” a vera e propria grande band.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Pure Steel Records
Heavy
Tracklist
1. Devil to Pay
2. Save Your Breath
3. Stay Away
4. See You Again
5. Roll the Dice
6. Live by the Sword
7. Enemy
8. The Black Divide
9. Reason or Rhyme
10. Through the Door
Line Up
Scott Saphiro (Voce, Chitarra)
Kiyoshi Morgan (Chitarra)
Steve Hays (Basso)
Warren Ryan (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Edward Newton (Piano, Organo Hammond)
 
RECENSIONI
70
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]