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Narbeleth - Indomitvs
29/11/2017
( 491 letture )
Che le piogge ed i venti impetuosi scandinavi potessero lambire anche il cuore soleggiato dell’Havana suona quasi come un ossimoro, eppure i Narbeleth -dietro i quali si cela la mente del mastermind Lord Dakkar- attivi sin dal 2008, sono l’emblema di questo amalgama a dir poco curioso. A giudicare dallo scarno artwork attraverso il quale si presenta la loro ultima creatura in studio, Indomitvs, abbiamo quasi l’impressione di trovarci dinanzi ad una produzione raw black anni Novanta di stampo amatoriale e del resto la proposta dei Narbeleth non si discosta moltissimo da quanto sembrerebbe voler evocare graficamente.

Sin da The Distortion of Life siamo infatti assaliti da un riffing che non avrebbe sfigurato in un lavoro dei primi Watain, tanto serrato quanto incline alla ricerca di soluzioni melodiche efficaci e prive di fronzoli, cui si accompagna una linea vocale algida ma espressiva. La successiva When the Sun Has Died imprime invece un focus maggiore, mediante un riffing in tremolo carico di armonizzazioni accattivanti ed alcuni fraseggi solistici a quella che -pur nei confini del genere in questione- potremmo definire come una certa orecchiabilità. Il ritmo torna piuttosto celere in The Lower Point of the Star, brano nel quale vibra senz’altro una certa verve dissectioniana nel delineare paesaggi aurorali e raggelanti. La composizione è inoltre impreziosita da cori ieratici in grado di conferirle un certo fascino esoterico. Meritano inoltre menzione particolare The First To Rise, scandita da numerosi cambi di tempo nonché da un virtuosismo solistico -unico in tutto il platter- in grado di impreziosire notevolmente la trama a maglie grosse della composizione e Sinister Laberynths of Human Soul, nella quale risuona un arpeggio acustico di matrice latina, costituente l’unico tocco di calore e traccia delle origini di Dakkar in un full-length altrimenti plumbeo e raggelante. Emergono persino non troppo velati richiami all’operato degli Urgehal, soprattutto per quanto concerne il riffing di Via Profane Craft. La scelta di concludere il lavoro con Dauðmellin, cover degli Arckanum, rende ancora più chiare -qualora giunti a questo punto si abbia qualche dubbio- quali siano le coordinate lungo le quali si muove l’operato dei Narbeleth.

Non si potrà dunque rimproverare ai nostri la carenza di evoluzione o originalità in quanto l’aderenza agli stilemi che hanno fatto la fortuna del genere costituiscono proprio la cifra del loro sforzo compositivo, senza alcuna velleità di affidarsi a sonorità più di tendenza. I Narbeleth difatti non intendono programmaticamente inventar nulla di nuovo bensì semplicemente far vibrare, con rinnovata potenza, lo spirito della fiamma nera.
Forte di una produzione grezza e primordiale -ma assolutamente adatta alla proposta qui veicolata- affidata alle sapienti mani di Ole Hartvigsen (chitarrista e tastierista dei Kampfar), Indomitvs attraverso poco più di trenta minuti riesce ad arrivare dritto al cuore dell’ascoltatore, avendo dalla propria soluzioni che, per quanto siano già state ampiamente sperimentate ed abusate nella storia del genere, risultano ben congegnate ed interpretate e, soprattutto, ispirate. Gli appassionati di sonorità black metal old school non potranno che gioire per quello che è in fondo un lavoro piuttosto riuscito e piacevole, così come chiunque abbia seguito la band sin dagli esordi. L’ascolto di Indomitvs è tuttavia consigliato anche ai neofiti che indubbiamente apprezzeranno il micidiale mix di violenza e melodie in esso condensato.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
lisablack
Martedì 5 Dicembre 2017, 14.03.00
2
Interessante..molto devo dire!!
Ulvez
Martedì 5 Dicembre 2017, 9.43.28
1
lo sto ascoltando ora, niente male.
INFORMAZIONI
2017
Folter Records
Black
Tracklist
1. The Distortion of Life
2. When the Sun has Died
3. The Lower Point of the Star
4. Herald of the Dawn
5. The First to Rise
6. Via Profane Crafts
7. Sinister Laberynths of Human Soul
8. Dauðmellin
Line Up
Dakkar (Voce, Chitarra, Basso)

Musicisti Ospiti::
Vindok (Batteria)
 
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