Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Living Colour
Shade
Demo

In Vain (SPA)
IV
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

14/12/17
HAMKA
Multiversal

15/12/17
AVENGED SEVENFOLD
The Stage - deluxe edition

15/12/17
DIRGE
Alma | Baltica

15/12/17
AERODYNE
Breaking Free

15/12/17
DE LA MUERTE
Venganza

15/12/17
DSEASE
Rotten Dreams

15/12/17
ASKING ALEXANDRIA
Asking Alexandria

15/12/17
MATERDEA
A Rose for Egeria - Deluxe Edition

15/12/17
MISTHERIA
Gemini

15/12/17
NEIGE MORTE
Trinnt

CONCERTI

14/12/17
GENUS ORDINIS DEI + GIGANTOMACHIA
TRAFFIC CLUB - ROMA

15/12/17
MOLLY HATCHET
BLOOM - MEZZAGO (MB)

15/12/17
SPEED STROKE + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

15/12/17
ELVENKING + ANCESTRAL
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

15/12/17
IFMT WINTER FEST (day 1)
CENTRO GIOVANILE CA VAINA - IMOLA

15/12/17
DEFLORE + DISUMANA RES
ALVARADO STREET - ROMA

16/12/17
JOHN DALLAS + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

16/12/17
CADAVERIA + GUESTS
CRASH - POZZUOLI (NA)

16/12/17
ELVENKING
OFFICINE SONORE - VERCELLI

16/12/17
MICHAEL ANGELO BATIO & BLACK HORNETS
REVOLVER - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

King Diamond - Voodoo
02/12/2017
( 750 letture )
Il 1998 è stato un anno decisamente denso di impegni per King Diamond, caratterizzato dall'uscita sia di un lavoro a proprio nome, sia da un altro sotto lo storico moniker Mercyful Fate. Tralasciando il discorso sul secondo, probabilmente non il miglior parto del Fato, Voodoo, invece, risulta album di spessore all'interno di una discografia mediamente molto importante e un miglioramento rispetto al precedente The Graveyard. Connotato come da tradizione da un concept che ne governa lo svolgimento e da una commistione musica/testi molto efficace basata su arrangiamenti curati ed una scelta attenta delle parole, il disco presenta alcuni elementi ricorrenti. La casa, le presenze al suo interno ed il cimitero sono infatti elementi non nuovi nelle liriche del Re Diamante, ma vengono qui mixati in maniera molto più articolata. La storia, valorizzata anche dalla presentazione offerta dalla cover firmata da Kristian Wåhlin e dalla prestazione di una formazione nella quale, oltre al cantante, spicca il lavoro di Andy LaRocque, si basa su un racconto ambientato negli anni 30 del secolo scorso all'interno di una casa abitata dalla famiglia Lafayette -coppia in attesa di un figlio più nonno al seguito- nella zona Nord di Baton Rouge, la LOA House. Quella parte della Louisiana, tra l'altro, è storicamente interessata da una versione molto seria del Voodoo (per chi ci crede, ovvio) iniziata nei primissimi anni dell'800 a seguito dell'abbandono francese di Haiti.

Il disco è aperto dall'intro Louisiana Darkness, ottimo per creare subito quel senso di insicurezza sinistra che deve fare da base ad ogni lavoro firmato King Diamond. I tamburi e la voce del Re sono i tratti salienti di una ouverture che si chiude con la moglie che chiede al marito: David, what's the Matter?. Nemmeno il tempo di rendersi conto della domanda, che parte LOA House. I Loa sono gli spiriti del Voodoo che possono collegare i vivi con i morti e dato che il vecchio proprietario dell'abitazione, Jean Le Noir, era un Oungan morto per mano di un malvagio Bocor ed il suo spirito è rimasto ad abitare la casa, vi sono presenti. Brano veloce caratterizzato da un classico riff cupo e valorizzato sia della prestazione del Re, che dagli assoli davvero efficaci. Il suo finale, con quell'Again ripetuto più volte, serve anche a creare pathos subito aumentato dalle tastiere e dai tamburi di Live After Death, che tramite un pezzo che mostra evidenti tracce dell'influenza di Alice Cooper in salsa acida, presenta la figura del Dottor Le Croix, vero riferimento a Bawon Lakwa, Loa haitiano del sesso e della morte. Durante una notte di venerdì in quattro si dirigono verso delle tombe nascoste nella palude. Allo scoccare della mezzanotte arrivano presso la casa, che è costruita sul cimitero dove Jean Le Noir è stato sepolto: il Dottor Le Croix; Madame Sarita, portatrice del serpente; Lula Chevalier misteriosa ragazza che nessuno vede mai e Salem il servitore, cosciente del fatto che i Loa vanno nutriti con sacrifici affinché possano svolgere il loro ruolo. Voodoo mostra Lula già posseduta dal parossismo del rito, descritto da un heavy rovente, mistico ed ipnotico, che scorre fluido e quasi semplice, ma risulta uno degli highlight dell'album. Sarà anche per l'apporto fornito nell'occasione da tale Dimebag Darell? Sicuramente sì, dato che il suo tocco nobilitava qualsiasi cosa, ma non è solo quello. E' anche lo sviluppo fluido della storia a fare la sua parte, con Lula ormai posseduta dal Loa della conoscenza Damballah. A Secret introduce il punto di vista dei Lafayette, che ormai non possono più ignorare la presenza di qualcosa di non terreno nella loro casa. Durante una riunione decidono di adoperarsi per distruggere l'ex cimitero fonte dei loro guai, ma si rivolgono a Salem. Il servo gli spiega che ogni azione contro lo spirito di Le Noir provocherebbe loro enormi guai e l'ira di Wanga, ma i Lafayette non sembrano darsene per inteso. La musica graffia bene, il ritornello incisivo e non elaborato, il lavoro delle chitarre ottimale. E King è il solito sacerdote del canto. Salem è uno dei brani più riusciti: l'incontro notturno tra lui ed il Dottor Le Croix mentre i padroni di casa dormono, al fine di informarlo delle intenzioni dei Lafayette, descrive le reazioni di Le Croix sia dal punto di vista emotivo, che pratico; Wanga li distruggerà. Salem deve recarsi con i soldi del dottore presso la Boutique del Voodoo di Madame Sarita, chiedendole una maledizione del serpente e della Goofer Dust, una polvere maledetta. Tornato al cimitero, Salem si inginocchia davanti ad una delle tombe e vi lascia un po' di quella polvere ed un penny, per poi rientrare in casa mentre i Lafayette sono ancora inconsapevoli di tutto.

La mattina dopo è quella di One Down Two to Go e tutto sembra normale. Salem sta preparando uova per tre e del the, solo che vi aggiunge della polvere del cimitero per eliminare la famiglia che occupa la casa. Nel portare il cibo trova David in preda ad una forte febbre causata dal morso del serpente che lui stesso gli ha procurato e pensa che il processo di eliminazione sia già in atto. Anche Sarah accusa malori, attribuiti alla gravidanza. Un arpeggio suggerisce all'inizio un'atmosfera tranquilla, ma poi tutto muta in suoni taglienti e sinistri nel seguire gli eventi. Assoli intricati di un LaRocque sempre più in palla ed un ritornello proprio made in King Diamond danno valore aggiunto al tutto. Il Goodbye finale introduce Sending of Dead. David peggiora e Sarah chiede a Salem cosa stia succedendo realmente e lui le spiega tutto, ma la donna replica che non crede a queste faccende. Quattro ombre si incontrano. L'immagine del santo Expeditus è davanti al Dottor Le Croix il quale, durante il rito, chiede che Sarah scompaia anche con l'intervento di Baron Samedi, signore della morte e re dell'aldilà e della vita oltre la vita, il quale parla a Salem dicendogli di aver bisogno di un sacrificio prima della mezzanotte, che dovrà essere deposto davanti alla sua croce. Terra delle tombe del cimitero deve essere sparsa sul letto di Sarah. Ancora una volta il Re con la sua voce e gli assoli sostenuti da una sezione ritmica che procede con estrema sicurezza per tutta la durata dell'album, rendono perfettamente la storia raccontata. In Sarah's Night troviamo David preda del delirio nel letto di Sarah. Salem riesce a mettere della Goofer Dust nella mano della donna e gli spiriti dei morti entrano in lei facendola soffrire e trasfigurare. Parla in modo incomprensibile e vomita sangue dalla bocca, ma a quel punto il nonno, che Salem credeva fuori gioco, si presenta nella stanza e la calma, scagliandosi contro i tamburi Voodoo e restando con lei. E la voce di King Diamond che recita il ruolo di Salem è una vera chicca nera all'interno di uno degli episodi più riusciti dell'album, per quanto breve. All'interno di un concept di tal fatta, la presenza di un pezzo intitolato The Exorcist è praticamene scontata. Grande tetraggine e campane a morto introducono una canzone giocata su tempi medi in cui il Re offre probabilmente la sua miglior prestazione. Giunto il Martedì mattina si scopre la scomparsa di Salem, mentre il nonno nutre dubbi circa la sopravvivenza di Sarah e decide di fare intervenire un esorcista di nome Padre Malone, che chiama presso l'Abbazia dei Santi di New Orleans. Il prete accorre a benedire la casa mentre David peggiora a sua volta rendendo necessario l'intervento di un'ambulanza. La brevissima Unclean Spirits vede Sarah esorcizzata nel nome di Cristo, restituendo in pieno il sapore surreale del tutto. Cross of Baron Samedi è cattiva e caratterizzata da un riff pesante che aumenta l'effetto del cantato, opponendosi ad un chorus misterioso e quasi sfumato. Solito, grande lavoro strumentale. Siamo arrivati alla sera di Martedì: Padre Malone è stremato dal rito che ha eseguito, ma Sarah non sembra essere certo migliorata. Intanto, nella stanza di Salem si aggira l'ombra di Lula, la ragazza che nessuno riesce mai a notare. Lula prende la croce chiodata di Baron Samedi che vi era contenuta con l'intenzione di portarla a Sarah, la quale la usa contro Padre Malone per ucciderlo, fracassandogli il cranio. L'intervento del padre che le urla "Sarah; Basta!!" riesce a calmarla mentre si sentono le sirene dell'ambulanza e della polizia. Nei pochi secondi di If They Only Knew aumenta il tasso di paura del racconto, dato che ascoltiamo un poliziotto che racconta al nonno di un tal Salem, guardiano della LOA House morto da tempo e lì sepolto. Aftermath conclude la vicenda circolarmente, riprendendo il tema di Lousiana Darkness. I Lafayette hanno lasciato lo Stato per sempre e Padre Malone non è morto, ma ha ceduto alla follia. Sul suono di malefici tamburi si scopre che Sarah Lafayette ha partorito un figlio che parla al contrario e che sembra abbia detto come prima parola "Voodoo"; e a dirci tutto questo è Salem.

Basato su un concept non originalissimo, se vogliamo, ma molto sentito ed estremamente adatto al personaggio King Diamond, Voodoo non è probabilmente la miglior prova del Re, ma si pone certamente nella parte alta della classifica. Magari nella versione 2009 rimasterizzata da LaRocque. Ciò in funzione della fusione ottimale tra testi e musica, migliore che nella maggior parte del resto della discografia, ed alla comunicazione ottimale delle sensazioni disturbanti che i due parametri veicolano all'ascoltatore. Buona, infine, la proposizione del Voodoo come qualcosa di più articolato rispetto alla solita bambolina trapuntata di spilli dei classici film "de paura" e dei racconti del brivido da treno accelerato. Ottima la parte strumentale ed il Re... bè; il Re è il Re. E questo basta.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
67 su 3 voti [ VOTA]
tino
Lunedì 4 Dicembre 2017, 15.56.21
13
se leggi fra le righe il mio commento l'ho sottolineato prima. Andy è uno dei più grandi chitarristi della storia del rock e l'alter ego di diamond, solo che in pochi lo sanno ed è sicuramente molto sottovalutato rispetto ad altri giganti del genere. Non è colpa sua ma come ho scritto la musica di diamond polarizza l'audience, c'è chi lo ama e chi non lo può sopportare (per la voce) quindi perde in partenza molti ascoltatori potenziali
Diego
Lunedì 4 Dicembre 2017, 15.43.02
12
Ma una parolina di encomio a quel genio e gran chitarrista di LaRocque la vogliamo spendere? Io nutro ammirazione profonda per il Re, ma l'apporto di LaRocque vale almeno il 50%. Lo stesso Andy, in qualità di produttore, ha fatto la fortuna di gruppi come gli Evergrey...Stessa cosa dicasi per i dischi dei MF, che hanno goduto del duo Shermann/Denner.
tino
Lunedì 4 Dicembre 2017, 15.23.11
11
Questo disco è ottimo, non è un capolavoro ma per l’ennesima volta il king ha dimostrato le sue indiscusse doti di compositore producendo l’ennesimo lavoro di alta qualità, pur con una formazione di tutto rispetto ma senza i vari pezzi da 90 dei primi lavori e il solo fido scudiero andy. Il concept è abusato come dice giustamente il raven, però è reso affascinante dal lavoro artistico, dalle composizioni, dai testi e dalle celebri atmosfere diamondiane. Il king con questo e altri lavori del periodo ha continuato come negli anni 80 e 90 a fare da ponte fra le ali più estreme del metal e l’audience più tradizionalmente classic, un periodo di ritorno in auge del metal dopo gli anni di purgatorio dei primi anni 90, un periodo dove le carte le davano i gruppi power, black metal e dove le atmosfere gotiche e oscure erano saldamente in mano alle nuove leve scandinave, spesso e volentieri a trazione femminile. Il king, con tanta umiltà e passione, ha proseguito per la sua strada senza pretese se non quelle di fare l’ennesimo bel disco. Voto 80
ObscureSolstice
Lunedì 4 Dicembre 2017, 13.36.09
10
il secondo disco volevo dire, ma tra il primo Melissa e Don't Break the Oath sono di pari encomiabile importanza storica
ObscureSolstice
Lunedì 4 Dicembre 2017, 13.18.45
9
@Testamatta ride: "Don't Break the Oath dei Mercyful Fate è l'album metal più bello di sempre", sicuramente..puoi dirlo forte e concordo. Ma troppo facile nominare e ricordare sempre solo il primo disco. Di King Diamond si prende tutto, e non si lascia niente, anche gli album meno osannati e più dimenticati hanno qualcosa di magnifico, diverse tracce da hit, una spanna o mezza più sotto ai classici ma sempre oscillano da 75-85 a salire, come per quanto riguarda come anche l'ultimo del 2007 (Give me your Soul..please). Questo disco del 1998 è bellissimo. Che la cantilena degli spiriti dannati del LOA vi prenda..."They never should have come. No, no, no...They never should have come to the "LOA" House...They never should have come. No, no, no...They never should have come. No, no, no...They never should have come. No, no, no...." wuaha..
InvictuSteele
Domenica 3 Dicembre 2017, 12.25.27
8
Grande album, come sempre. Molto snobbato ma sempre ottimo e con una bellissima storia alla base, oltre a una copertina meravigliosa. Voto 78
Raven
Sabato 2 Dicembre 2017, 18.43.02
7
E' un'idea Suppongo sia solo questione di soldi
Testamatta ride
Sabato 2 Dicembre 2017, 18.20.51
6
La solita impeccabile recensione di Ravenna intrisa di conoscenza e competenza....stavolta anche più lunga del solito, giusto? Io concordo con chi afferma che King Diamond non abbia mai pubblicato porcherie (anzi, a mio modestissimo parere Don't break the oath dei Mercyful Fate e' l'album metal più bello di sempre). Ho sempre immaginato che dagli album del Re si potrebbe ricavare una serie televisiva con episodi a se stanti, le sceneggiature sarebbero già prontè del resto.
Korgull
Sabato 2 Dicembre 2017, 16.19.17
5
Il Re Diamante non ha mai fatto un brutto disco e nemmeno uno "di mestiere" e questo non fa eccezzione. Musica ispirata e suonata alla perfezione che ci porta con la mente proprio nei luoghi dove si svolge la trama. Uno degli album meno celebrati ma di qualità indiscutibile di un artista che da troppo tempo non pubblica musica nuova: io sono in trepidabte attesa da troppo troppo tempo.. 😅
ObscureSolstice
Sabato 2 Dicembre 2017, 15.37.00
4
Vodoo, Vodoooo, Vodoo...Vodoooo... la partecipazione di Dime rende ancora più pregevole e fragrante questo disco, che insieme al supremo Andy LaRoque sul palco c'è da stropicciarsi gli occhi e le orecchie per quanta delizia di assoli. Solo il Re Diamante e pochi altri può servirsi di tali massimi musicisti al suo cospetto in un ennesimo disco horrorifico e misterioso come di consueto. Bella prova di John Luke Ebert alla batteria. Sebbene non tra i migliori, ma anche il lavoro meno popolare nei meandri della discografia di King Diamond rimane sempre tra dischi di buona qualità, e a salire
Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 14.31.05
3
degli ultimi album del re diamante,e' forse quello che mi piace di piu'.il capolavoro resta sempre abigail pero'!
Doomale
Sabato 2 Dicembre 2017, 14.25.34
2
Bellissimo anche questo. Dopo il trittico Abigail-Them-Conspiracy, uno dei miei preferiti. Voto giusto
Mauro Paietta
Sabato 2 Dicembre 2017, 13.44.11
1
Album bellissimo, come tutti quelli di King diamond, anche se personalmente, controcorrente, ritengo the graveyard e gimme your soul i migliori
INFORMAZIONI
1998
Massacre Records
Heavy
Tracklist
1. Louisiana Darkness
2. LOA House
3. Live After Death
4. Voodoo
5. A Secret
6. Salem
7. One Down Two To Go
8. Sending Of Dead
9. Sarah’s Night
10. The Exorcist
11. Unclean Spirits
12. Cross Of Baron Samedi
13. If They Only Knew
14. Aftermath
Line Up
King Diamond (Voce, Tastiera)
Andy LaRocque (Chitarra, Tastiera)
Herb Simonsen (Chitarra)
Chris Estes (Basso)
John Luke Hebert (Batteria)
 
RECENSIONI
83
82
78
77
89
85
90
95
85
ARTICOLI
05/09/2011
Articolo
KING DIAMOND
Melissa ed Abigail - Le donne nei testi di King Diamond
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]