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Prophets of Rage - Prophets of Rage
02/12/2017
( 1031 letture )
In quanto ad attivismo politico, pochi musicisti in ambito metal sono stati più incisivi dei Rage Against the Machine: la lotta contro ogni forma di discriminazione, contro il capitalismo, contro la globalizzazione è stata tematica fondamentale dei testi delle loro canzoni, importanti almeno quanto il loro incendiario mix di heavy metal, funk e rap. Era dunque facilmente immaginabile che, nonostante il passare degli anni, Tom Morello e soci non avessero alcuna intenzione di darla vinta ai loro nemici di sempre e, anzi, hanno approfittato dell'infuocata campagna elettorale americana per formare i Prophets of Rage, una continuazione del loro storico progetto con un Zack de la Rocha in meno, ma due membri dei Public Enemy ed uno dei Cypress Hill in più.

Il risultato finale è discreto ed a tratti coinvolgente, anche se, nel complesso, manca un po' di mordente e non risulta sempre convincente: musicalmente parlando, Prophets of Rage non si discosta particolarmente dalle coordinate sonore che hanno reso celebri i RATM e, anzi, potremmo definirlo la naturale continuazione del sound di The Battle of Los Angeles, risalente all'ormai lontano 1999; la presenza alla voce di Chuck D e B-Real, in compenso, calca ancora di più la mano su sonorità hip-hop, come è manifestamente evidente già dall'introduttiva Radical Eyes: introdotte da uno dei riff squadrati cui ci ha abituato negli anni il buon Tom Morello e sostenute a dovere dalla sezione ritmica, le linee vocali dei due frontman sono rap al 100% ed offrono agli ascoltatori un esempio valido (seppure un po' scolastico) di rap-metal. Unfuck the World, già nota come singolo, convince sicuramente di più, grazie ad una buona alternanza fra parti più pesanti ed altre più melodiche e linee vocali che, rispetto al pezzo precedente, risultano più variegate e meno scolastiche. Si rivelerà, a bocce ferme, il brano migliore dell'album. Legalize Me, che si gioca più che mai sulla sezione ritmica, presenta un ritornello onestamente poco riuscito e, in generale, può esser considerata un passaggio a vuoto, prontamente riscattato da Living on the 110, sulla quale Wilk e Commerford mostrano come si possa essere grandi musicisti anche senza eccedere in virtuosismi tecnici. Anzi, forse proprio per quello! The Counteroffensive è una breve intro elettronica senza arte né che lascia presto (fortunatamente) spazio ad Hail to the Chief, che viceversa vale il prezzo del biglietto grazie all'eclettico lavoro svolto da Morello alla sua chitarra, nonché, anche stavolta, alla bravura di bassista e batterista, davvero il valore aggiunto di questo album. Take me Higher presenta un groove intrigante e sufficientemente coinvolgente, mentre Strength in Numbers e Fired a Shot si segnalano nuovamente per i peculiare effetti sonori impressi da Morello alla sua chitarra: nella prima somiglia quasi ad una...gallina che chioccia più che ad uno strumento, nella seconda regala un suono stridulo che puntella le vocals dei due rapper; nel complesso, tuttavia, la prima ci sembra più riuscita della seconda, che non riesce a far presa a dovere. Who Owns Who, purtroppo, manca a sua volta di quella furia cieca che dovrebbe animare pezzi di questo genere, ma Hands Up, a dispetto di un ritornello davvero troppo banale, rimette a posto le cose, permettendoci di accostarci con fiducia sufficientemente ripagata alla conclusiva Smashit.

Come detto, il debutto dei Prophets of Rage è un disco a tratti coinvolgente e ben composto, nonché ben suonato; manca tuttavia in diversi punti di sufficiente presa, che è un peccato mortale per canzoni composte con il preciso intento di smuovere le coscienze e suscitare rabbia. Inoltre, benché i musicisti ex-RATM facciano come sempre un lavoro egregio, non aggiungono davvero nulla di nuovo alla loro lunga ed onorata carriera; i due vocalist, dal canto loro, fanno il loro sporco lavoro in maniera onesta, ma a tratti si percepisce la mancanza della rabbia di De la Rocha, che pure non è certo un virtuoso del microfono (e che, a scanso di equivoci, personalmente non apprezzo granché). In conclusione, il disco è sicuramente sufficiente, ma si poteva e doveva fare di più.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
51 su 8 voti [ VOTA]
Vox Populi
Lunedì 11 Dicembre 2017, 22.54.48
17
Li ho visti dal vovo all' Ozzfest. Una tortura, una porcheria musicale ( musicale ???) senza limiti. Merda assoluta. il Rap metal dovrebbe essere illegale.
King diamond
Sabato 9 Dicembre 2017, 15.18.21
16
Bah, pensavo avrei letto una recensione e commenti sul disco ed invece mi sono ritrovato al bar sport sotto casa a sentire i dotti anziani insultarsi senza neanche sapere perché..
Giaxomo
Giovedì 7 Dicembre 2017, 15.28.53
15
@TheSkull: ok, hai ragione. Comunque ci tenevo a dirti che il post n.10 non era assolutamente rivolto a te, non sentirti preso in causa! Discorso chiuso e chiuso OT. Ci sentiamo in un’altra sede 😉
TheSkullBeneathTheSkin
Giovedì 7 Dicembre 2017, 15.22.08
14
@Giaxomo: non è questione di come la penso è questione che non è questa la sede, per me puoi dire ciò che ti pare e fidati, dato che nel weekend ho sfiammato per bene sul tema, che anche a me fa bollire il sangue leggere certe frasi di un'incurabile superficialità preadolescenziale. Ma sarebbe il caso di lasciar stare, tutti, soprattutto quando (e c'eri di mezzo tu) si riesce a rasentare l'insulto vicendevole anche fra un utente che dice "scarsino" riferito ad un album ed un altro che lo definisce "ciofeca". Lungi da me l'intenzione di zittirti, ma provo ad inviarti questo messaggio perchè sono sicuro che, a bocce (palle) ferme, hai i neuroni per condividerlo. Con altri il fiato non lo sprecherei
jaw
Giovedì 7 Dicembre 2017, 15.19.33
13
Pensavo fosse una web di musica, comunque si puo anche dire, tralasciando quella italiana che va bene soltanto quando gioca la nazionale e poco altro, che se ad esempio uno sputa su quella americana va bene perche' considerato simbolo del potere, se uno fa la stessa cosa con quella palestinese, per dire, e' razzista. Come sempre due pesi, due misure
Giaxomo
Giovedì 7 Dicembre 2017, 15.08.33
12
@TheSkull: le divagazioni sono più che pertinenti alle affermazioni fatte da Horvath, se la pensi diversament, no problem, accetto il tuo pensiero.. Dopo, bah, se accetti lo “sproloquio” successivo bene, altrimenti a tagliarlo / censurarlo ci penseranno i redattori. Ho detto che non l’ho ascoltato e perché; esempio: B-Real passa le giornate a sfondarsi gli ultimi neuroni di ganja circondato da troie mulatte e siliconate. Bene, beato lui, invidia alle stelle, ma di certo tutto ciò non mi invoglia ad ascoltare, o peggio ancora, ad acquistare questo CD. Un po’ come se i Kiss o Rolling Stones scrivessero un album sulla fame nel mondo, per dire. Manco se rivoluzionassero il rock lo ascolterei. Dai ragazzi, va bene il “de gustibus”, vanno bene “gli sterili (gretti? Come li chiamate?) pregiudizi”, ma a tutto c’è un limite, per cortesia. Mi pare di aver detto pure l’alternativa a quest’album...per cui..
TheSkullBeneathTheSkin
Giovedì 7 Dicembre 2017, 14.39.42
11
@Giaxomo: fai come vuoi, ma se ascolti il disco poi potrai parlarne con cognizione di causa, senza divagare su temi che solo in apparenza sono pertinenti (ergo, la denuncia è denuncia e basta, non ha perforza un orientamento). A mio avviso ci sono alti e bassi ed un paio di filler, ma non bisogna cercare qui il fantasma dei rage, bisogna lasciarsi entrare in testa "110" che rappresenta al meglio questa nuova (si fa per dire) band. Obiettivamente il disco non è di quelli epocali ma si lascia ascoltare, meglio di qualunque sproloquio a sfondo politico da qualunque pulpito provenga.
Giaxomo
Giovedì 7 Dicembre 2017, 14.26.38
10
@Horvath: Bravo. Io ho fatto russo e polacco e da quello che dicevano i professori durante i vari seminari / cicli di conferenze di ugro-finnistica (in generale sempre molto interessanti), le condizioni socio-economiche dell’Ungheria erano nettamente “migliori” rispetto a quelle di Polonia, Russia o Romania (nonostante non facesse parte in senso stretto dell’URSS). Spero di andare il prima possibile a Budapest. @Gigetto spero tu non sia uno di quegli energumeni di scienze-di-non-cosa che pensa di innescare la seconda “Rivoluzione di Velluto” occupando l’aula dove io devo (pretendo) far lezione. Ti voglio bene Gigetto, hai pure un bel nick, lo stesso che avevo affibbiato al mio barista di fiducia a Lisbona, ma dimmi che non sei uno di questi individui. Se vuoi ti posso consigliare una cinquantina di romanzi o altri scritti che ti faranno cambiare idea. E tranquillo, te lo dice uno di sinistra, non di Scientology. Volemmose bene, ché ieri Alfano ha pure detto di non ricandidarsi! Dell’album in questione non so che dire, ma per coerenza non credo nemmeno di ascoltarlo.. Quel pugno alzato accostato al binomio di Morello / B-Real è vero quanto le tette di Belen. Per cui, questi 40 (?) / 50 (?) minuti credo di dedicarli per la centesima volta all’omonimo dei RATM o ai due successivi, o alla discografia dei Cypress Hill, qualora ne avessi tempo. Di roba nuova e deliziosa in giro se ne trova sempre, se proprio vogliamo restare in tema “odio il sistema, odio i bianchi, i bianchi sono tutti razzisti, capitalisti e porci, i negri sono miei amici e sono buoni e sono vittima dell’imperialismo” e tutto ‘sto odioso ripetersi di frasi fatte (quelle che dice Max Cavalera da 20 anni a ‘sta parte), boh, buttatevi sull’ultimo dei Body Count. Max Cavalera ci butta ogni tanto un “fottetevi tutti”, dimenticavo.
bob
Giovedì 7 Dicembre 2017, 13.53.47
9
D'accordissimo col commento numero 5.
Horvath
Giovedì 7 Dicembre 2017, 12.50.19
8
Gigetto il mio nickname è il cognome del mio nonno materno, ungherese di Győr costretto a lasciare il suo paese e le sue radici grazie agli invasori che hanno spolpato la sua Patria. Fosse ancora vivo ti potrebbe raccontare molte cose delle "magnifiche sorti e progressive" di vivere sotto il comunismo. Se vuoi essere davvero "coerente" ti consiglio di lasciare questo paese capitalista e di sceglierne uno dove non esiste l'economia di mercato. I più consigliati? Venezuela, Corea del Nord, Bolivia, Angola, Zimbabwe... tutti paesi conosciuti per le floride condizioni delle loro economie. Mandaci poi una cartolina, mr coerenza.
gigetto
Giovedì 7 Dicembre 2017, 11.57.49
7
Che bello leggere i commenti dei camerata LOL Secondo loro per avere ideali di sinistra bisogna per forza vivere con le pezze al culo. Per essere di destra, invece, scommetto che non bisogna essere per forza imprenditori, anzi un clochard che vota a destra è virtuoso! La coerenza col culo degli altri è insomma tipica anche della vecchia camerata, con tanto di moderne parole del 1800 ("zecche", ecc.).
Elluis
Lunedì 4 Dicembre 2017, 15.17.29
6
Sono molto curioso di sentire questo album, ho sentito qualcosa e mi ha stuzzicato, ma voglio ascoltarlo per bene. I RATM li ho ascoltati tantissimo in passato e li ho davvero apprezzati tanto, ma sulla loro battaglia contro tutto e tutti non ci ho mai creduto, loro che erano anti sistema ecc. ecc., intanto fin dal loro primo album sono sempre usciti per la Sony, e quasi da subito sono stati inseriti nei vari festival mondiali come headliners o cmq in posizioni molto alte, oltretutto i biglietti dei loro concerti sono sempre costati come quelli dei Metallica o degli Iron Maiden, quindi non venissero a fare quelli che sono "Against", perchè i dollaroni piacciono a loro come a chiunque altro.
Metal Shock
Lunedì 4 Dicembre 2017, 11.50.57
5
Mah, tentativo di riportare in auge i Rage Against the Machine ma, al di là delle voci che in due non fanno Zack DeLaRocha, proprio sembra un ripetersi di riff e cose vecchie, senza quel guizzo che possa fare la differenza. Per me una sufficienza stiracchiata, non un disco da comprare.
Jan Hus
Domenica 3 Dicembre 2017, 14.38.41
4
Non bisogna non essere ricchi per essere di sinistra. L'importante è che la ricchezza non sia frutto di reati e sulla ricchezza si paghino le tasse. Se, oltre a questo, decidi di privarti della ricchezza per vivere del solo necessario, sei un Santo. Altrimenti non sei un Santo, ma non sei per forza un'ipocrita. Il talento va premiato, anche a costo di far diventare ricco uno talentuoso di sinistra, che non sia un Santo.
Horvath
Domenica 3 Dicembre 2017, 14.22.36
3
Radical chic, ovvero: "un'espressione idiomatica mutuata dall'inglese per definire gli appartenenti alla borghesia che per vari motivi (seguire la moda, esibizionismo o per inconfessati interessi personali) ostentano idee e tendenze politiche affini alla sinistra radicale o comunque opposte al loro vero ceto di appartenenza [...] Un atteggiamento frequente è l'ostentato disprezzo del denaro, o il non volersene occupare in prima persona quasi fosse tabù, quando in realtà si sfoggia uno stile di vita che indica un'abbondante disponibilità finanziaria o improntato al procacciamento dello stesso con attività che, qualora osservate in altri, un radical chic non esiterebbe a definire in modo sprezzante, come volgarmente lucrative". Zecche rosse tutte uguali... cuore a sinistra e portafogli a destra. Vai a smuovere le coscienze dall'alto del tuo villone a Los Angeles, va là...
evil never dies
Domenica 3 Dicembre 2017, 11.23.13
2
Si, Ok come i RATM e tutta la ipocrisia di sinistra, alla fine fanno parte del sistema e il Business è il loro Dio ." .... ma pensano di essere meglio" (cit. Frankie HI NRG Quelli che ben pensano, grande pezzo)
TheSkullBeneathTheSkin
Sabato 2 Dicembre 2017, 14.07.36
1
Barry, c'hai preso. Parola per parola, condivisibili anche i brani in evidenza. Devo dire che mi sarei aspettato anche i due pezzi in studio dal precedente ep in scaletta, secondo me avrebbero insaporito il tutto ed alzato un po' il voto... un 78 con prophets of rage come bonustrack abusiva!!!
INFORMAZIONI
2017
Fantasy Records
Rap Metal
Tracklist
1. Radical Eyes
2. Unfuck The World
3. Legalize Me
4. Living On The 110
5. The Counteroffensive
6. Hail To The Chief
7. Take Me Higher
8. Strength In Numbers
9. Fired A Shot
10. Who Owns Who
11. Hands Up
12. Smashit
Line Up
Chuck D (Voce)
B-Real (Voce)
Tom Morello (Chitarra)
DJ Lord (Giradischi, Cori)
Tim Commerford (Basso, Cori)
Brad Wilk (Batteria)
 
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