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Nervecell - Past, Present... Torture
04/12/2017
( 298 letture )
È una lunga gavetta, quella dei Nervecell che, da ben diciassette anni lottano con le unghie e con i denti per riuscire a imprimere il loro nome nell’universo death. Impresa dura di per sé, nel loro caso ancora più irta d’ostacoli; infatti, il terzetto in questione proviene da un luogo insolito e insospettabile per questo genere di musica: Dubai. In questo consiste il vero primato del gruppo, quello cioè di essere stati i primi a essersi affermati nel panorama extreme al di fuori dei ristretti confini degli Emirati Arabi Uniti.

L’esperienza di sicuro non manca loro, avendo suonato molto in tour come band di supporto a giganti quali Metallica e Morbid Angel, ma quanto vale davvero la loro prova solista? Il punto di forza maggiore di Past, Present…Torture è sicuramente dato dall’ottima produzione, che consente una resa ottimale dell’album conferendogli una tale potenza sonora che in molti invidierebbero. Questo terzo album mostra una band fortemente coesa al suo interno, dove a ognuno spetta un ruolo preciso e si sente a proprio agio nel portarlo a compimento. Per quanto godibile e di facile ascolto però, traccia dopo traccia, pare avvertire la tragica sensazione che l’album inizi ad appiattirsi sempre più su se stesso, cadendo quasi sempre nel sentito e risentito. I modelli messi in campo sono troppo ridondanti, come le certamente belle melodie dai caratteri mediorientali che, una dopo l’altra, finiscono un po’ per stancare verso la fine. Ci si aspetterebbe molto più che sentire una band che si limita a situarsi sulla falsariga di grandi esponenti del settore. Sono cioè ancora troppo evidenti e pesanti le fonti d’ispirazione utilizzate: su tutti, è bene citare Morbid Angel e Nile. Il salto di qualità dato dall’abbandono dei modelli per tentare l’affermazione di una propria originalità è fallito alla grande, ed è proprio questo il limite più evidente del lavoro in studio. La nave galleggia ancorata al porto dei maestri, quando dovrebbe navigare sicura in mare aperto, accettando l’imprevedibilità di un’eventuale tempesta. Anche perché i tre musicisti avrebbero capacità da vendere, negarlo è impossibile visti i tecnicismi presenti nell’album. Giunti alla decima canzone, si è ormai stanchi dell’ascolto, da tanto esso è ripetitivo e piatto. Peccato. Credo che la stessa consapevolezza sia venuta agli stessi musicisti, in fase di assemblaggio del disco. Ne darebbero conferma i due intermezzi puramente strumenti inseriti in passaggi chiave ed equidistanti fra loro, sicuramente utilizzati per tentare di alleggerire un ascolto altrimenti ampolloso e immancabilmente distratto. È difficile valutare un simile lavoro, su quali criteri dovrebbe basarsi il giudizio finale? Sulla prestazione musicale del gruppo? Quest’ultima conferirebbe di certo un voto molto alto, ottimale, vista la capacità di ognuno dei componenti. Guardando l’album dalla prospettiva triste dell’originalità invece, come già detto approfonditamente, esso sarebbe da insufficienza solenne. Ma una valutazione focalizzata esclusivamente su un unico frangente sarebbe una valutazione parziale, e per questo ingiusta. Complessivamente l’album funziona, è ben suonato e ben prodotto, pecca d’originalità ed è sicuramente troppo piatto, non è un capolavoro ma non è nemmeno il più brutto album death della storia. Molto probabilmente, un ascolto lo merita.

A parte qualche bel riff, come il più che convincente riff d’apertura di Abyssviand, ben poco rimane impresso nella memoria dell’ascoltatore: ci sono album in grado di scrivere la storia, lasciando un segno indelebile impresso nella polvere dei secoli. Sul versante opposto, invece, incontriamo delle opere che, pur essendo architettate molto bene e altrettanto magistralmente eseguite e prodotte, purtroppo non trovano in sé la forza di imprimere anche solo un flebile solco. Past, Present…Torture appartiene a questa seconda categoria, purtroppo.



VOTO RECENSORE
61
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Giaxomo
Lunedì 4 Dicembre 2017, 18.19.05
3
Vi stimo, veramente. Io al posto tuo/vostro avrei scritto quattro parolacce e forse mezza riga.
Henry Littlehome
Lunedì 4 Dicembre 2017, 17.41.02
2
@Giaxomo ahah grande, mi hai strappato una risata XD effettivamente non sempre è facile, ma si cerca fino all'ultimo di scovare il salvabile in mezzo a oceani di sterilità...così, giusto per andare veramente a fondo in ogni questione!
Giaxomo
Lunedì 4 Dicembre 2017, 17.23.11
1
È per questo che siete la mia webzine preferita. Riuscite a scrivere così "tanto" anche dinnanzi a tutta questa inutile batteria (modo "polentone" per dire "monnezza") che potreste, tranquillamente, risparmiarci. Bravo Enrico, complimenti a te, e solo a te.
INFORMAZIONI
2017
Lifeforce Records
Death
Tracklist
1. Intro
2. Aadvent
3. Proxy War
4. D.N.A. (Diruo Nocens Acervus)
5. Abyssviand
6. Hypnosis
7. Malice Within
8. Dawn of Decimation
9. Habitual Deceit
10. Maqabre
11. Tree of Lies
12. Treading Beneath
13. Past, Present…Torture
Line Up
James Khazaal (Voce, Basso)
Barney Ribeiro (Chitarra)
Rami H. Mustafa (Chitarra)
 
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