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Nereide - Nereide
05/12/2017
( 214 letture )
Il progetto Nereide, inizialmente concepito dal fondatore Roberto Spels come one man band, si trasforma in trio o gruppo a tutti gli effetti con l'ingresso in formazione di Cosimo Barbaro al basso e Giacomo Scoletta nel ruolo di batterista.

La pubblicazione dell'extended play omonimo segna il primo passo ufficiale della band pugliese a seguito dei buoni riscontri live ottenuti specialmente in questo 2017 ormai agli sgoccioli.
Come si può facilmente estrapolare dalla presentazione fornita dal gruppo alla stampa e al pubblico attraverso le varie piattaforme social, Nereide sarebbe la creazione di uno stile unico, variopinto ed innovativo di musica, frutto di elementi musicali diversi provenienti dal post rock o dal progressive metal.
Basandosi su quanto affermato in probabile ma comprensibile stato di eccitazione dai leccesi, il prodotto, in sede di accurato ascolto, rispetta solo in microscopica parte le aspettative ragionevolmente elevate dall'accattivante introduzione di poco sopra.
Per carità, in questo dischetto di appena quattro brani c'è il post rock e c'è il prog (se lo si vuole intendere in chiave di cambi di tempo abbastanza prevedibili e tecnicismi ammirevoli, spesso fine a se stessi), ma la definizione di creazione unica ed innovativa sembra un tantino gonfiata. Niente di personale, solo che ci sono milioni di proposte simili, sia migliori che peggiori.
Tuttavia, trattandosi pur sempre di un EP indipendente generato da ragazzi giovani, determinati e sicuramente talentuosi dal punto di vista strettamente tecnico, è preferibile non cadere in facili stroncature, anche se risulta davvero molto difficile.

Il vero problema di questo Nereide, sorvolando le più che discutibili, marginali ed eliminabili parti vocali, è la scarsa fantasia compositiva che rende il tutto fiacco e in larga parte soporifero o snervante, a seconda dei casi. Un problemone, quindi. Le strutture, per i pochi strumenti presenti, sono secche, vuote, si scava spesso nel nulla. Non è una bella sensazione. Ed è un peccato perché il lavoro è onesto nel suo piccolo e ci sono degli spunti incoraggianti che un minutino abbondante di viaggio se lo fanno. Si possono avanzare degli esempi che, seppur brevi, emanano luce: buono, anzi, interessante è il riff portante di chitarra in Mindful che, a differenza del risultato finale, poteva essere sviluppato, sfumato e sfruttato in funzione di un brano indiscutibilmente più valido; affascinante ed emotiva l'introduzione di recente post rock in The Wave e gratificante la seconda parte di Surmise, anche se tendente alla forzatura. Paradossalmente, nonostante il poco materiale a disposizione, tutto sembra slegato e confusionario ma, allo stesso tempo, con un certo potenziale che necessita di più tempo per brillare. La nota lieta è la conclusiva Polaris, pezzo pienamente sufficiente e risolutivo (guarda caso strumentale) che aiuta per un giudizio finale non così demotivante, anche se dipende dai punti di vista.

Tirando le somme, le idee di base di Nereide sono migliorabili nella loro attuale insufficienza, ma questo lo si era capito. Quanto pubblicato dal gruppo sicuramente non basta per soddisfare l'utente, l'appassionato del genere, figurarsi per bucare il mercato e la concorrenza. Si fosse trattato di demo (è quello che sembra) i riscontri sarebbero stati diversi e in meglio, ma è un EP e come tale deve essere valutato. Troppa fretta: una occasione persa.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
77.5 su 2 voti [ VOTA]
Opera
Lunedì 11 Dicembre 2017, 15.56.49
2
Direi una “recensione” che mira più a criticare la presentazione della band che al sound proposto.
Roberto Spels
Sabato 9 Dicembre 2017, 14.02.31
1
Ciao Davide "Lo Struzzo", ci tenevo a precisare, visto i tuoi "dettagli" nella recensione, che il titolo della traccia N°4 è "POLARS" e non Polaris.
INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Prog Metal
Tracklist
1. Mindful
2. The Wave
3. Surmise
4. Polaris
Line Up
Roberto Spels (Voce, Chitarra)
Cosimo Barbaro (Basso)
Giacomo Scoletta (Batteria)
 
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