Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Audn - La band
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

23/04/18
NO FUN AT ALL
Grit

23/04/18
SHRINE OF THE SERPENT
Entropic Disillusion

26/04/18
AETRANOK
Kingdoms Of The Black Sepulcher

27/04/18
TOTALSELFHATRED
Solitude

27/04/18
SPITEFUEL
Dreamworld Collapse

27/04/18
DRAKKAR
Cold Winters Night

27/04/18
BLOOD TSUNAMI
Grave Condition

27/04/18
FACING THE ORACLE
Haunted One

27/04/18
MIDAS FALL
Evaporate

27/04/18
FOREIGNER
Foreigner With The 21st Century Symphony Orchestra & Chorus

CONCERTI

22/04/18
ROSS THE BOSS
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

22/04/18
NE OBLIVISCARIS + ALLEGAEON + VIRVUM
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

24/04/18
ROGER WATERS
UNIPOL ARENA - BOLOGNA

24/04/18
DARK TRANQUILLITY + EQUILIBRIUM + BLACK THERAPY + MIRACLE FLAIR
LARGO VENUE - ROMA

25/04/18
DARK TRANQUILLITY + EQUILIBRIUM + BLACK THERAPY + MIRACLE FLAIR
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

25/04/18
CRASHDIET
LEGEND CLUB - MILANO

26/04/18
DARK TRANQUILLITY + EQUILIBRIUM + BLACK THERAPY + MIRACLE FLAIR
ZONA ROVERI - BOLOGNA

26/04/18
ENSIFERUM + EX DEO
LIVE CLUB - TREZZO SULL’ADDA (MI)

26/04/18
SPOIL ENGINE + LOSTAIR
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

26/04/18
DEE CALHOUN + LOUIS STRACHAN
BLUE ROSE CLUB - BRESSO (MI)

Audn - Farvegir fyrndar
08/12/2017
( 1056 letture )
Se dico Islanda, voi mi dite…?
Aurore boreali? Geyser? Vulcani? Cascate? Sole di mezzanotte? Ghiacciai? La nazionale di calcio? Belle donne bionde?
Musicalmente?
Sólstafir? Skálmöld? Björk? Sigur Rós? Of Monsters and Men? Gli spesso anonimi artisti dell’Eurovision con quella bandiera particolare?

Va detto, non fa spesso parte della cultura generale la conoscenza di quella parte di metal scandinavo non figlia delle due grandi, storiche madri Svezia e Norvegia. Se la vicina Danimarca ha saputo tuttavia spiccare con singoli nomi di grande rilievo (King Diamond, Mercyful Fate, Artillery, Hatesphere, Panzerchrist, Saturnus, per citarne alcuni), il meno noto resto della Scandinavia che risponde al nome di isole Faroe e Islanda non si distingue certo per essere comune argomento di conversazione del metallaro comune.
Focalizzandoci in questa sede sulla “Terra di ghiaccio”, dove risiedono poco più di 330 mila persone, una anche semplice ricerca in rete riporta dati che fanno comprendere anche al più profano dei lettori come la scena metal islandese sia tutt’altro che limitata o poco prolifica. Circa un ottantina le band attualmente attive con almeno un’uscita alle spalle, fiorente l’underground esteso a quasi tutti i generi, sempre più popolare, anche internazionalmente, il festival Eistnaflug che, ogni luglio, è punto di ritrovo dei metallari isolani grazie alla sua location unica e il giusto mix tra artisti emergenti, nomi noti della scena nazionale e alcuni ricercati act dall’estero (che nel 2017 sono stati, per mantenere viva la varietà, i Neurosis, i Bloodbath, gli Akercocke, i The Dillinger Escape Plan, gli Anaal Nathrakh e Max & Iggor Cavalera). Se dunque l’intraprendenza non manca, nonostante l’isolamento geografico e quelle classiche difficoltà nel trovare il giusto spazio e i giusti palchi per generi così estremi, che non si affievoliscono del tutto nemmeno a queste latitudini, una delle occasioni che negli ultimi anni ha saputo dare maggiore visibilità ai progetti di recente formazione è la Wacken Metal Battle, che ogni anno vede in gara i migliori talenti ancora privi di contratto discografico e selezione un vincitore che si faccia portatore del tricolore isolano alla finalissima di Wacken.

Proprio da questo evento, nel 2016, è salito alla ribalta il nome degli Auðn (termine islandese per “deserto, terra desolata” e pronunciato all’incirca come öithn), combo formato da artisti d’esperienza e giovani, che è andato a rimpolpare le fila già variegate delle band dedite alla plasmazione della fiamma nera, quali Svartidauði, Misþyrming, Zhrine, Naðra, Dynfari e Sinmara, tutte realtà con comunque non più di una decina d’anni d’attività alle spalle. Vincitori dell’edizione nazionale, nonché del terzo posto alla finale internazionale svoltasi all’interno del grande open air tedesco nel 2016, il quintetto di Hveragerði ha saputo conquistare sempre più consensi, riuscendo infine a entrare di recente nelle scuderie della Season of Mist, label con cui hanno licenziato questo loro secondo full-length, intitolato Farvegir fyrndar (Gli antichi letti dei fiumi, uno dei suoi significati), grazie al proprio black atmosferico che si distacca dalle due frange (una più old school, l’altra maggiormente sperimentale à la Deathspell Omega o con ibridazioni post) che avevano sino a quel momento diviso in maniera piuttosto netta la scena isolana legata a questo genere.
Chi già aveva avuto modo di dare un ascolto alla proposta degli Auðn, in Farvegir fyrndar rintraccerà molti degli elementi che ne avevano caratterizzato la proposta sinora, quali un gelido black suggestivo e i testi interamente in islandese, che tuttavia in questa sede emergono ulteriormente evoluti, in maniera deliberata e calcolata, tanto che la calibrata dualità fa sfilare lunghe tracce quali Haldreipi hugans senza far affatto pesare a chi ascolta il minutaggio più elevato. L’atmosfera proposta appare difatti più stratificata, densa, caleidoscopica nel suo incedere potente e determinato, che ben va a sposare i passaggi più violenti e gli assalti più aggressivi e old school, con i quali si intreccia con un controllo impeccabile. Il quintetto nordico sa infatti mantenersi con i piedi ben saldi all’interno del genere che più evidentemente amano declinare (fin da subito, con gemme quali Lífvana jörð), con qualche inevitabile eco cascadiana, senza tuttavia rinunciare a calcolati intrecci di Norwegian black novantiano più tagliente ed incisivo, di ispirazione Gorgoroth o Burzum (come nelle centrali Prísund e Blóðrauð sól) e qualche inserto inaspettato, come l’intro strumentale a tinte tribali dell’opener Veröld hulin, che nel suo ripetersi cadenzato manda l’ascoltatore in una trance degna dei Primordial, o un fugace occhiolino al blackgaze in Skuggar. La prova vocale di Hjalti Sveinsson appare non disattendere le aspettative, pur rimanendo innegabilmente l’elemento più ‘semplice’ all’interno del lotto, attestandosi su un range che non abbandona pressoché mai un buon screaming e altrettanto validi interventi in growl e cantilenati, che ben supportano l’onnipresente dinamismo dell’album e la cui potenza, pienamente apprezzabile in brani quali Eilífar nætur, non va che ad enfatizzare in maniera consistente l’ottimo lavoro dei due chitarristi.
Unico aspetto parzialmente negativo di quest’uscita è invece la produzione, che appiattisce e semplifica a tratti i vari, sfaccettati livelli del full-length, non permettendo all’ascoltatore di apprezzare al meglio l’ottimo e crescente drumming di Sigurður Kjartan Pálsson, sempre preciso ed efficace, o i tremolo di chitarra, nonché disperdendo le parti di basso, che a tratti fanno quasi dubitare dell’effettiva presenza di Hjálmar Gylfason.

Indubbiamente un album ricco e maturo, specialmente se si considera chi ne sono gli autori, Farvegir fyrndar si configura come una secondo prova forte e convincente, da apprezzare come opera in blocco ancora più che per i suoi singoli capitoli, in grado di far capire come il quintetto islandese abbia le idee chiare in merito a che forma dare al proprio stile, arricchendolo rispetto al passato di elementi peculiari che lo facciano spiccare all’interno dello sfaccettato mondo del black atmosferico. Indicato per gli amanti del genere, consigliato tuttavia anche a chi adora le suggestioni, le atmosfere notturne e le malinconie del grande nord, quest’ultima fatica degli Auðn non tarderà ad ottenere consensi anche tra il pubblico italiano, non da ultimo durante le due date che li vedranno proprio in questi giorni protagonisti, a supporto del più recente progetto di un pezzo da novanta come Gaahl. Un platter da top 10 dell’anno, per quanto riguarda i nuovi frutti della fiamma nera.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
71.33 su 9 voti [ VOTA]
Steelminded
Lunedì 15 Gennaio 2018, 21.22.52
7
Visti dal vivo: convincenti. Il cantante sembrava si desse delle mazzate sui Maroni quando cantava da quanto sembrava soffrire... aspetto di ascoltarli su disco.
Todbringer83
Lunedì 15 Gennaio 2018, 18.17.36
6
Nella mia personale top 20 del 2017. Sicuramente tra le migliori uscite in ambito Black. E' verissimo che cresce con gli ascolti. Blóðrauð sól è un capolavoro di atmospheric black metal figlio di tutta una corrente che all'estremo nord dell'Europa ha fatto la storia. Unica pecca se la devo trovare è la voce il più delle volte prevedibile e monocorde. Nel complesso siamo al cospetto di un lavoro più che positivo. 77
enry
Martedì 12 Dicembre 2017, 19.09.39
5
Lo avevo segnalato tempo fa sul forum, poi però me lo sono perso io, a una certa età dovrei iniziare a prendere nota di tutto. Poco male, mi arriverà a gennaio.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 11 Dicembre 2017, 13.15.53
4
Album bellissimo, per me tra le migliori uscite dell'anno. Sorprendente questa capacità degli Islandesi di tirare fuori band straordinarie che scrivono grande musica. Forse saranno influenzati dalla bellezza clamorosa della loro terra o dal clima che li costringe a stare indoor con più tempo per comporre. Sottolineo anche l'ottima recensione che coglie, a mio avviso, gli aspetti principali dell'album. Tutti i brani sono notevoli ma metto Ljósaslæður, Blóðrauð sól e Skuggar tra i miei preferiti. Au revoir.
ocram
Venerdì 8 Dicembre 2017, 18.57.33
3
molto bello, forse un po' troppo spinto verso la Norvegia, ma di gran classe.
Forbiddenevil
Venerdì 8 Dicembre 2017, 14.31.27
2
Gran disco. Lo adoro.
Doomale
Venerdì 8 Dicembre 2017, 14.11.30
1
Bell'album, ne parlavamo sul forum. Ammetto che ad un primo ascolto mi sembrava abbastanza canonico..invece con gli ascolti successivi si e' rivelato per quello che e', con tante piccole sfumature impercettibili ad ascolti distratti. Alcuni riff davvero ottimi, Bloodraud Sol bellissima. Una gradita sorpresa ( anche se la piccola scena islandese, sorpresa piu non e') e se un etichetta sempre piu potente come la SOM si e' mossa un motivo c'è. 8 pieno
INFORMAZIONI
2017
Season of Mist
Black
Tracklist
1. Veröld hulin
2. Lífvana jörð
3. Haldreipi hugans
4. Prísund
5. Ljósaslæður
6. Blóðrauð sól
7. Eilífar nætur
8. Skuggar
9. Í hálmstráið held
Line Up
Hjalti Sveinsson (Voce)
Aðalsteinn Magnússon (Chitarra)
Andri Björn Birgisson (Chitarra)
Hjálmar Gylfason (Basso)
Sigurður Kjartan Pálsson (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]