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Solitary - The Diseased Heart of Society
09/12/2017
( 380 letture )
I Solitary sono una band proveniente dal Regno Unito, terra che ha partorito decine di band immense nel corso dei decenni; nel thrash metal un nome su tutti è quello degli Onslaught ,che certo non hanno bisogno di presentazioni con il loro sound derivante dalla furia del punk ,mentre altre hanno preferito un sound più americano, di stampo Bay Area come gli Xentrix. I Solitary appartengono a quest'ultima influenza: formatisi nel lontano 1994 hanno dalla loro parte più di vent'anni di esperienza e oggi arrivano a pubblicare il loro terzo album, The Diseased Heart of Society. Il disco in questione è puro thrash metal, sicuramente derivativo, le influenze più evidenti sono quelle di Testament, Exodus, Slayer ma i quattro ragazzi di Preston nel Lancashire sanno picchiare duro, rispettando i dettami del genere.

L'intro di Blackened Skies è composto da chitarre arpeggiate con una buone dose di effetti, ma serve solo per dare ancora qualche attimo di respiro prima dell'attacco di Wait che si presenta con tutta la sua velocità: i riff sono cattivi mentre la voce di Richard Sherrington ringhia con tutta la sua rabbia; la band non si preoccupa dei rimandi indiscutibili delle grandi band del passato componendo buoni riff e dimostrando un'ottima preparazione tecnica durante i solo, sicuramente l'esperienza si sente insieme ad un buon gusto compositivo. In Trigger Point Atrocity gli inglesi danno più corpo alla composizione, il brano è ben concepito, veloce e potente; le chitarre si intersecano benissimo sostenute dalla sezione ritmica composta da Peter Hewitt al basso e dal possente Roy Miller dietro ai tamburi, il cantato ricorda molto il buon Chuck Billy come il brano stesso rimembra i Testament stessi. L'album prosegue con un buon piglio anche se l'originalità qui non è di casa, i brani si susseguono mantenendo una velocità costante con rallentamenti che costringono l'ascoltatore ad un sano headbanging, le influenze sono molto marcate e vi troviamo anche rimandi ai compatrioti Xentrix: il brano The Diseased Heart of Society riporta proprio a quel sound corposo e pesante grazie al 4/4 di Roy Miller che sostiene le chitarre in un incedere devastante; la parte solista è ben progettata e il livello tecnico è molto buono, la seguente Unidentified al contrario è velocissima con ritmiche serrate e il solito buon bagaglio tecnico ma anche qui gli inglesi non riescono a dare quel tocco personale dal momento che il brano è fin troppo alla Slayer. Insomma, i Solitary hanno dalla loro parte una buona tecnica e tanta esperienza ma sono assolutamente carenti di originalità perché ad ogni brano, come nella conclusiva Humanity's Decline, si ha la sensazione del già sentito, di un qualcosa che alla fin fine non porta a nulla se non ad invogliare a rispolverare i grandi classici del passato.

I Solitary non convincono fino in fondo, una produzione forse un po' troppo pompata e un'assoluta assenza di personalità rendono questo The Diseased Heart of Society un disco mediocre e con ben pochi spunti; un peccato perché la band oltre ad una carriera ultra ventennale ha delle buone potenzialità che però non riesce assolutamente ad esprimere.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
UKEM Records
Thrash
Tracklist
1. Blackened Skies (Intro)
2. Wait
3. Trigger Point Atrocity
4. Anthem Of Regret
5. Architets Of Shame
6. The Diseased Heart Of Society
7. Unidentified
8. The Words Define
9. The Edge Of Violence
10. Humanity's Decline
Line Up
Richard Sherrington (Voce, Chitarra)
Andy Mellor (Chitarra)
Peter Hewitt (Basso)
Roy Miller (Batteria)
 
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