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J.T. Ripper - Depraved Echoes and Terrifying Horrors
10/12/2017
( 108 letture )
Per questi tre ragazzi tedeschi il tempo sembra essersi fermato ai primi anni 80. Depraved Echoes and Terrifying Horrors rispecchia infatti perfettamente un thrash che emetteva i suoi primi vagiti in quegli anni, influenzato fortemente dal movimento punk e dalle ritmiche logoranti. La velocità di esecuzione messa in mostra dai J.T. Ripper, in particolare dal batterista Chris Börner (il quale affonda come una mietitrebbia sulla doppia cassa e macina colpi a raffica sui piatti) è la caratteristica principale della band. I riff di chitarra al fulmicotone, uniti agli assolo da mandar giù tutti d'un fiato e alla voce infernale di Steven Fischer contribuiscono a realizzare un compatto disco speed/thrash che non subisce particolari variazioni nell'arco dei 37 minuti, se non qualche episodio tendente a generi più estremi.

L'iniziale Black Death è sintomatica delle nove bordate sui denti contenute nell'album che ci apprestiamo ad ascoltare. Canzoni con testi legati alla morte, a perversioni e alla guerra che non lasciano spazio a riflessioni mistiche. La succitata opentrack, Seven Comandments e Human Coffin (quest'ultima già presente nel demo del 2012 Death is Among Us) fanno della sezione ritmica e della velocità da essa sprigionata il proprio punto di forza. La terza track in particolare si mette in mostra per i riff intrecciati di Daniel Brandenburg, il quale conclude con un assolo vertiginoso che strizza l'occhio ai Megadeth. La strumentale Darkest Minds è un riassunto delle peculiarità del full-length: velocità, potenza, rabbia e tanta voglia di fare confusione. La seconda parte si apre con brani più corti ma se possibile ancora più duri e veloci dei precedenti. Su Bloody Salvation la voce del singer si fa ancora più cupa e cattiva, mentre la ritmica produce la consueta devastazione sonora. Route 666 riporta in auge i Metallica di Kill 'Em All, mentre in Fallout (Over France) uno "Steffen" sofferente al microfono viene puntualmente sorretto dalla doppia cassa fissa e dalla dinamicità della sei corde. Sul finale il terzetto mette in mostra anche una certa personalità sotto il profilo tecnico, sempre grazie al suo batterista, più simile ad una disumana drum machine che ad un normale musicista, sulle badilate conclusive di Repulsive Desire e sull'uptempo Buried Alive, la quale si conclude con sonorità oscure e macabre degne dei Mercyful Fate.

E pensare che questo album uscì per la prima volta nel 2015 su cassetta in un'edizione limitata di 200 copie sotto l'egida della Into Dungeons Records, sintomo di come i tedeschi ci tengano a mantenere una certa affinità con la produzione thrash ottantiana. Solo l'anno dopo vedrà la luce anche in formato CD grazie alla Iron Shield Records ed è una fortuna altrimenti con molta probabilità ci saremmo persi il disarmante sound dei J.T. Ripper.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
rik bay area thrash
Domenica 10 Dicembre 2017, 20.39.38
1
Veramente notevole un assalto all'arma bianca un attacco speed/thrash senza tregua. Riffing mai troppo monocorde, varietà giusto quello che necessita e una voce tipica del teutonic thrash. L' irruenza del riffing dei jt ripper mi ricorda qualcosa dei destruction di sentence of death. Comunque sembra un album realizzato negli early eighties in tutto e per tutto, e questo è una buona cosa. Ogni tanto si riesce a conoscere un nuovo gruppo e che ha realizzato anche un validissimo album. Evviva. (Imho)
INFORMAZIONI
2016
Iron Shield Records
Thrash
Tracklist
1. Black Death
2. Seven Comandments
3. Human Coffin
4. Darkest Minds
5. Bloody Salvation
6. Route 666
7. Fallout (Over France)
8. Repulsive Desire
9. Buried Alive
Line Up
Steven "Steffen" Fischer (Voce, Basso)
Daniel Brandenburg (Chitarra)
Chris Börner (Batteria)
 
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