Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Voivod
The Wake
Demo

Panni Sporchi
III
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

22/10/18
MORBID MESSIAH
Demoniac Paroxysm

23/10/18
BAD BONES
High Rollers

26/10/18
BLOODBATH
The Arrow of Satan is Drawn

26/10/18
HOLY SHIRE
The Legendary Shepherds of the Forest

26/10/18
ICARUS WITCH
Goodbye Cruel World

26/10/18
FIFTH ANGEL
The Third Secret

26/10/18
KMFDM
Live In The USSA

26/10/18
CARCHARODON
Bukkraken

26/10/18
EISREGEN
Fegefeuer

26/10/18
WESTFIELD MASSACRE
Salvation

CONCERTI

22/10/18
HALESTORM
ALCATRAZ - MILANO

25/10/18
KILLING JOKE
CAMPUS INDUSTRY - PARMA

26/10/18
HOLY SHIRE + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

26/10/18
THOMAS SILVER + SMALL JACKETS
GRIND HOUSE CLUB - PADOVA

26/10/18
AEVUM + GUESTS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

27/10/18
LIFE OF AGONY
ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)

27/10/18
INFERNAL FORCES
LIVE CLUB - TREZZO SULL`ADDA (MI)

27/10/18
GLI ATROCI
SOUND CLUB - MILANO

27/10/18
AFFLUENTE + GUESTS
GRIND HOUSE CLUB - PADOVA

27/10/18
BARBARIAN + INGROWN
CSOA ANGELINA CARTELLA - REGGIO CALABRIA

TT Quick - Metal of Honor
10/12/2017
( 237 letture )
Emergere nell’affollato e competitivo circuito delle band che si esibivano nei migliori bar del New Jersey. Fatto. Farsi notare dal guru e talent scout per eccellenza dell’heavy metal ottantiano Jon Zazula, convincendolo a farsi mettere sotto contratto con la sua Megaforce Records in compagnia di nomi del calibro di Metallica e Anthrax. Fatto. Essere amati e rispettati dai colleghi che ti citano negli anni a seguire fra le loro influenze, ricordando con nostalgia i tuoi dischi leggendari. Fatto. Avere un successo planetario visto quanto raggiunto qui sopra. Non fatto.
La beffarda storia dei TT Quick è riassunta purtroppo in queste poche righe, un destino ingrato e sfortunatamente comune a tantissime altre band che avrebbe avuto tutte le carte in regola e il talento “per farcela” senza riuscirci mai.

Dopo un omonimo EP d'esordio uscito per la label sussidiaria Avalanche nel 1984 i quattro sono pronti per il grande salto del full lenght di debutto due anni più tardi, un LP destinato alla leggenda per una nicchia di cultori del genere. Metal of Honor con la sua copertina tipicamente ottantiana in cui risalta l’iconico logo della band è un distillato di canoniche 10 tracce di puro hard’n’heavy ottantiano, roccioso, grezzo e maledettamente coinvolgente. Niente glitter, capelli cotonati e mielose ballad tanto in voga in quegli anni, ma un sound granitico che inasprisce la strada aperta dagli AC/DC con infusione di metallo in arrivo dai maestri Priest e anche, soprattutto, da certi teutonici che incroceranno la strada della band in modo inaspettato molti anni più tardi.
Le caratteristiche migliori delle tracce sono date dall’ugola al vetriolo del grande Mark Tornillo acerbo, rozzo e aggressivo al punto giusto, coadiuvato dal riffing al fulmicotone di David Di Pietro citato fra le influenze da gente come Zakk Wylde e David “Snake” Sabo.
La title track racconta già tutto: riff in cemento armato con un basso pulsante e il drumming quadrato di Eric Ferro che guidano al refrain, con gli urli di Tornillo che squarciano le orecchie; impossibile da dimenticare, il tutto benedetto da un grande solo. Un’atmosfera più cupa anima Front Burner mid tempo in cui si sente moltissimo l’influenza dei soliti tedeschi guidati da Udo e in cui risplende nuovamente lo schizofrenico assolo di Di Pietro; il titolo di Hard as a Rock parla da solo e non necessita di ulteriori disamine, curioso il solo bridge che porta al refrain con una linea estremamente melodica. Un drumming errante apre la strada all’ennesimo riff tritasassi in Child of Sin che punta tutto sul groove e l’atmosfera cupa, tenore completamente diverso e piede ben affondato sul gas nella classica street song Asleep at the Wheel meno originale, ma comunque coinvolgente. Un drum fill apre la singolare Come Beat the Band molto seventies e leggera vicina al sound dei primi Crue, a seguire arriva l'immancabile momento semi acustico Hell to Pay con una bella incursione elettrica nel chorus. Una versione maledettamente più grezza e rocciosa di Whitesnake e Kiss alberga in Queen of the Scene e Glad All Over in cui manca un po’ della personalità delle tracce iniziali, con un sound più classicamente ottantiano. Chiude il disco Siren Song, in cui Tornillo dimostra tutta la sua versatilità cimentandosi con una soave e dolce melodia, prima di lanciarsi nuovamente sulle coordinate che gli competono.

Dopo questo Metal of Honor la carriera dei TT Quick si dissolse velocemente non arrivando a raggiungere le vette che l’alta qualità di questo esordio avrebbe fatto presagire. Uno solo dei quattro componenti è riuscito a rivalersi con gli interessi sul beffardo destino: Mark Tornillo dal 2009 è con pieno merito entrato in pianta stabile nella band che tanto ha contribuito a forgiare lo stile dei TT Quick, gli Accept. La rinascita della leggendaria combriccola guidata da Wolf Hoffmann passa anche dal contributo non secondario di questa band oscura, che, non solo per questo, va riscoperta e apprezzata.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
1986
Megaforce Records
Heavy
Tracklist
1. Metal of Honor
2. Front Burner
3. Hard as a Rock
4. Child of Sin
5. Asleep at the Wheel
6. Come Beat the Band
7. Hell to Pay
8. Queen of the Scene
9. Glad All Over
10. Siren Song
Line Up
Mark Tornillo (Voce)
David Di Pietro (Chitarra)
Walt Fortune (Basso)
Eric Ferro (Batteria)
 
RECENSIONI
60
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]