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Living Colour - Shade
10/12/2017
( 2121 letture )
I Living Colour iniziarono i lavori per il nuovo album immediatamente dopo l’uscita, nel 2009, di The Chair in the Doorway, ma qualcosa purtroppo andò storto. Il frontman Corey Glover dichiarò che stavano lavorando a qualcosa di molto diverso e preannunciò l’uscita per il 2011, Vernon Reid successivamente disse che il sospirato nuovo album sarebbe uscito per il 2013. Poco tempo dopo, l’uscita di Shade -questo il titolo scelto fin quasi da subito- fu annunciata per la primavera del 2014, ma per ragioni sconosciute la data è stata continuamente posticipata fino al settembre di questo 2017. Sul titolo dell’album, il frontman Corey Glover ha dichiarato: è a proposito del passare del tempo, delle ombre che si allungano. Stiamo cercando di dissezionare e riportare indietro la musica che ci ha formato e creato quello che siamo ora, le nostre radici. Ma oltre ai continui ritardi dell’uscita dell’album, che ai fan della band pareva ormai un miraggio, a contribuire al mistero riguardante questo fantomatico sesto lavoro in studio dei newyorkesi si sono aggiunte anche numerose date annullate in tutta Europa. Ma ora che finalmente l’album è tra le nostre mani possiamo tirare un sospiro di sollievo e goderci un'altra opera di una delle migliori rock band degli ultimi tre decenni.

Le prime cose che si notano in Shade sono i suoi più grandi pregi, primo fra tutti è la potenza di una line-up che nonostante gli anni che passano non accenna a rallentare. I quattro ragazzi di New York pestano oggi più che trent’anni fa e questo non può che essere un enorme punto a loro favore. Inoltre le sonorità sono tornate dure e aggressive come nel loro terzo album, l’ottimo e fin troppo sottovalutato Stain. Forse questo ritorno a sonorità metal è dovuto alla presenza del produttore Andre Betts, già alla console dell’album del 1993, che infatti ricrea in questo nuovo lavoro lo stesso sound pastoso e metallico che contribuisce ad aumentare la portata di un ritorno che già nelle sue note iniziale si annuncia arrembante. Come lo stesso Glover aveva preannunciato, segna un voluto ritorno alle origini, una ricerca delle proprie radici che si concretizza con tre magnifiche cover di tre artisti simbolo della musica nera, ognuno di un’epoca e di un genere di appartenenza drasticamente diversi l’uno dall’altro.
Preachin’ Blues, del leggendario bluesman maledetto Robert Johnson, posta dopo l’opener Freedom Of Expression (F.O.X), sembra nata per essere suonata con chitarre elettriche ultra distorte e Vernon Reid rende omaggio al chitarrista del Delta con una prova pirotecnica. Glover dal canto suo, nonostante abbia passato da un po’ la cinquantina, non ha perso un briciolo della sua potenza vocale e con gli anni ha acquisito una ruvidezza che in questo classico blues calza a pennello. Come On si fa notare per il vincente uso dell’elettronica che riporta direttamente alle sperimentazioni di Stain e Program presenta un altro mix vincente, questa volta con l’hip hop. Who Shot Ya?, uno dei pezzi forte del compianto Notorious B.I.G e che all’epoca causò non poche controversie, è anche uno dei primi diffusi durante la lavorazione di Shade, nonostante il drastico cambio di genere, suona intensa e minacciosa come quando a cantarla era il leggendario rapper di Brooklyn. I Living Colour fanno loro la carica eversiva di un pezzo scritto più di vent’anni fa, ripristinando la sua potenza e attualità e ricucendoci sopra, con la loro tecnica magistrale, un abito del tutto diverso, fatto di riff granitici e vocalizzi potenti.

In sostanza Shade è un album senza cali, che sia il parziale ritorno al funk metal degli esordi nella grooveggiante cover di Inner City Blues di Marvin Gaye o il crescendo straordinario, sostenuto da una sezione ritmica pazzesca, di Always Wrong. Forse è stato anche meglio che i Living Colour si siano presi, volontariamente o no non possiamo saperlo, nove anni per realizzare questo Shade, perché il prodotto finale è di una qualità più alta di quella che era lecito aspettarsi da una band ormai affermata e dallo status quasi leggendario, soprattutto quando la maggior parte dei loro celebri colleghi si limita a far uscire lavori raffazzonati e mediocri. Shade è un ottimo ritorno, un ottimo album in cui, in puro stile Living Colour, confluiscono tutte le sfumature della musica nera, il metal, la politica, la protesta e una sana voglia di divertirsi nonostante tutto.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
85 su 5 voti [ VOTA]
Maz
Venerdì 15 Dicembre 2017, 14.29.28
8
Yessss!!!! Finalmente la recensione di questo "Shade"!!! E' già stato detto tutto sia nella recensione sia nei commenti!!! Posso solo dire che a causa di anni di ritardi nell'uscita del disco in questione temevo che fosse affetto dalla sindrome di "Chinese Democracy"....invece le aspettative sono state ampiamente rispettate....la band è musicalmente molto in forma e propongono musica potente e al passo coi tempi....non da poco direi...onore ai Living Colour band che mi accompagna da sempre nei miei ascolti!!! Stay metallized
Metal Shock
Venerdì 15 Dicembre 2017, 13.07.18
7
Disco fenomenale!!! Un grande ritorno della band con il miglior disco da Stain, con suoni più duri, una produzione ai limiti dell'industrial. Sezione ritmica da paura, Vernon straordinario alla chitarra e Corey fenomenale alla voce. Album da 85/90!!
Lizard
Martedì 12 Dicembre 2017, 22.29.12
6
Grandissimo ritorno. Li aspettavo su questi livelli e ammetto che non ci speravo quasi più. Band enorme, ci voleva.
EVH
Lunedì 11 Dicembre 2017, 20.12.01
5
grandi ....
TheSkullBeneathTheSkin
Lunedì 11 Dicembre 2017, 17.33.55
4
typo (lo trovo)
TheSkullBeneathTheSkin
Lunedì 11 Dicembre 2017, 17.33.28
3
Lo sto ascoltando con calma, è presto per dare un giudizio. Posso dire però che l'ho trovo spaventosamente pesante
angus71
Lunedì 11 Dicembre 2017, 16.39.50
2
concordo, disco belissimo. mi ha colto, sinceramente, di sorpresa. non avevo grosse aspettative
GT_Oro
Domenica 10 Dicembre 2017, 23.32.09
1
Eh, già, il migliore album post Stain. Il voto ci sta tutto.
INFORMAZIONI
2017
Megaforce Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Freedom of Expression (F.O.X)
2. Preachin' Blues
3. Come On
4. Program
5. Who Shot Ya?
6. Always Wrong
7. Blak Out
8. Pattern In Time
9. Who's That
10. Glass Theeth
11. Invisible
12. Inner City Blues
13. Two Sides
Line Up
Corey Glover (Voce)
Vernon Reid (Chitarra)
Doug Wimbish (Basso)
Will Calhoun (Batteria, Percussioni)
 
RECENSIONI
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