Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

A Perfect Circle
Eat the Elephant
Demo

Arch Echo
Arch Echo
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

27/04/18
DRAKKAR
Cold Winters Night

27/04/18
HEARTWIND
Higher And Higher

27/04/18
GRA
Väsen

27/04/18
DISCOMFORT
Fear

27/04/18
SPITEFUEL
Dreamworld Collapse

27/04/18
TRI STATE CORNER
Hero

27/04/18
BLOOD TSUNAMI
Grave Condition

27/04/18
PERPETUAL NIGHT
Anâtman

27/04/18
SAATE
The Conjouring

27/04/18
MIDAS FALL
Evaporate

CONCERTI

27/04/18
TEMPERANCE - Release Party
OFFICINE SONORE - VERCELLI

27/04/18
ENSIFERUM + EX DEO - ANNULLATO!
HIROSHIMA MON AMOUR - TORINO

27/04/18
IRON SAVIOR + DRAKKAR + AIRBORN + BLACK PHANTOM
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

27/04/18
WEEDEATER
KRAKEN - MILANO

27/04/18
AXEVYPER + GUESTS
EXENZIA - PRATO

27/04/18
DEE CALHOUN + LOUIS STRACHAN
TBA - TORINO

27/04/18
FACING THE ORACLE
LEGEND CLUB - MILANO

27/04/18
FRONTIERS ROCK FESTIVAL (warm up)
LIVE CLUB - TREZZO SULL ADDA (MI)

27/04/18
GOATH + MALVENTO + NECROMORBID PRISON OF MIRRORS
CIRCUS CLUB - SCANDICCI (FI)

28/04/18
FRONTIERS ROCK FESTIVAL (day 1)
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

Tales of Gaia - Hypernova
11/12/2017
( 478 letture )
I Tales of Gaia sono una band spagnola sulle scene già dal 2010, con al corrente, prima di questo Hypernova, l’EP Breaking Dawn, uscito nel 2015. Dopo alcune difficoltà per lo più legate a un cambiamento di cantante, i Nostri entrano in studio forti di un contratto con Fighter Records per la registrazione del loro primo full-length. Con copertina e tematiche legate alla Sci-Fi, la band propone un power metal tanto veloce quanto melodico, pesantemente farcito di tastiere e orchestrazioni. Dodici brani per cinquantasei minuti di musica, caratterizzati -intro a parte- da una batteria su ritmi sempre sostenuti e veloci, da una voce altissima e squillante e da basso e chitarre ancorati su tradizioni sostanzialmente classiche. Assolutamente niente di nuovo dunque, anzi, i Tales of Gaia si pongono su un filone e un genere musicale che annovera già diversi gruppi e sta a noi vedere se la band può effettivamente essere considerata degna di rappresentarlo, attraverso le proprie doti di songwriting ed esecuzione.

Il risultato, a dirla tutta, è un po’ insipido: la band dimostra di avere delle buone qualità dal punto di vista compositivo ed esecutivo, ma registra più di qualche limite. Innanzitutto qualche canzone è fatta di un grado di già sentito e banalità quasi imbarazzanti, che si concretizzano bene nell’opener Keep the Dream Alive, per altro scelta anche come singolo (ma in quasi tutte le tracce ci si può imbattere in almeno qualche passaggio che sa di riempitivo). Inoltre, sempre dal pezzo d’apertura, emergono le altre due maggiori pecche di Hypernova: la voce di Néstor Català al primo impatto fa quasi venire i brividi, a tratti sgraziata ed eccessivamente alta, mentre la batteria di Sergi Sabater è sì veloce, ma la monotonia già da subito prende il sopravvento. Sappiamo tutti bene che quando in un disco sbagli l’opener hai con molta probabilità sbagliato mezzo album, ma bisogna dire che la band riesce almeno in parte a risollevarsi, in primis già con la successiva Soldiers of Light, scarsa di personalità, ma comunque dotata di buone linee melodiche e di una ben calibrata vena epico/romantica. Nel corso dell’ascolto, poi, tutto sommato ci si riesce ad abituare abbastanza facilmente alle linee vocali di Català, anche se la batteria si dimostrerà monotona più o meno dall’inizio alla fine e già dopo qualche traccia si percepisce una saturazione nei confronti del pesante utilizzo delle tastiere. Tuttavia, come detto, nel cammino ci si imbatte in più di qualche traccia gradevole: Hyperspace, con un buon ritornello, City of Dreams, dai toni più solari e quasi “happy”, che inconsciamente ci si può anche trovare a canticchiare, o Knights of Heidelberg, forse la migliore del lotto, pomposa, epicheggiante e chitarristica (oltre che strumentale).

Alla fine, non si può parlare di Hypernova come di un disco riuscito. Ci sono senza dubbio buone cose, ma anche limiti grossolani che potevano essere ovviati più o meno facilmente. Avrebbe magari giovato una tracklist più asciutta, senza quelle tracce meno brillanti come Keep the Dream Alive o My Right to Live, le tastiere potevano essere utilizzate con maggior parsimonia senza snaturare il sound e sicuramente si poteva fare di più dal punto di vista vocale. Adottati questi accorgimenti, ci si ritroverebbe probabilmente davanti a un disco perlomeno discreto, ovvero quello che ci si augura di ascoltare nella prossima uscita dei Tales of Gaia. Per ora, però, quest’album può essere davvero consigliabile soltanto ai più strenui amanti del genere. Rimandati.



VOTO RECENSORE
57
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Fighter Records
Power
Tracklist
1. Prelude to Salvation
2. Keep the Dream Alive
3. Soldiers of Light
4. Hyperspace
5. City of Dreams
6. My Right to Live
7. Knights of Heidelberg
8. Wings of Fire
9. A Thousand Miles Away
10. Fiamma Ardet
11. Black Symphony (Bonus Track)
12. Black Standards (Bonus Track)
Line Up
Néstor Català (Voce)
Raùl Moriana (Chitarra)
Javi Carrillo (Chitarra)
Miguel Clemente (Tastiere)
Carlos Leonardo (Basso)
Sergi Sabater (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]