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Eagleheart - Reverse
12/12/2017
( 376 letture )
A sei anni dall’ultimo Dreamtherapy tornano a far parlare di sé gli Eagleheart, band proveniente dalla Repubblica Ceca e dedita ad un power metal appariscente. Nati nel cuore dei 2000, i Nostri si portano dietro tutte le inevitabili influenze di quel travolgente fiume di uscite a base di doppia cassa e dintorni tipiche del decennio precedente. Chissà che il nome stesso del gruppo non sia stato preso in prestito proprio da uno degli storici cavalli di battaglia degli Stratovarius.
Reverse è il titolo del nuovo lavoro in studio e, stando alle parole della band, si tratta di un richiamo alla realtà, in opposizione al tema comune dei lavori precedenti che ne rappresentavano invece una fuga. Dodici tracce che corrono a tutta velocità (ad eccezione dell’intro) per poco più di cinquanta minuti di immersione totale in quel magico mondo fatto di melodie catchy, cori e contro-cori, tecnicismi a destra e a manca e chi più ne ha più ne metta.

Un’intro dicevamo, decisamente cinematografica, Awakening, che ci consegna tra le braccia della prima vera e propria canzone del disco: Until Fear Is Gone. In questa c’è già tutto: sound super pomposo e traboccante di raffinatezze varie, alternanza di accelerazioni improvvise e momenti più riflessivi, soli melodici all’ennesima potenza, chorus travolgenti e tanto altro. La prima impressione è davvero ottima, ma il timore di un album come ce ne sono già troppi in giro è forse addirittura maggiore. Da qui in poi, infatti, la band non si schioda da questa struttura compositiva né dai soliti cliché del genere. Un disco dove tutti quanti i brani si attestano sulla media durata e finiscono con l’assomigliarsi davvero troppo tra di loro; nessun intermezzo, nessuna ballata, nessuna suite, nessun tentativo di spostarsi dall’autostrada della classica cavalcata power e via così, pezzo dopo pezzo. Healing the Scars alza un poco la posta in gioco con un ritornello esplosivo, All I Am fa una scorpacciata di tastiere, Palace of Thoughts picchia duro sul riff d’apertura per poi addolcirsi durante il suo svolgimento ed arriviamo quindi alla title-track, che ripropone la combo aggressività/raffinatezza e che scorre via veloce senza lasciare particolari memorie all’ascoltatore. Abbiamo vissuto metà dell’avventura e finora quello che ci siamo portati dietro è un’elevata preparazione tecnica enfatizzata da una produzione davvero eccellente, ma poco altro. Arriva allora Erased from Existence, che rallenta i ritmi nelle parti cantate, ma li velocizza ulteriormente in quelle strumentali, sfornando assoli estremamente tecnici e frenetici. Mind to Decipher, invece, prova a girare le carte in tavola inserendo atmosfere arabeggianti affiancate ad un cantato sporco e nervoso; nonostante questo, però, gli Eagleheart faticano ancora a lasciare il segno. Anche la stessa Endless non si discosta troppo da quanto detto sopra, se non per un altro assolo di chitarra davvero eccellente, mentre Enemy Within si diverte ancora con vorticosi accompagnamenti di tastiera ed un drumming chirurgico prima di sfociare di nuovo in fiumi di scale eseguite a tutta birra. Painting the Shadows by Light, invece, si presenta come un gioiello davvero prezioso, un gran bella canzone dove la tecnica viene finalmente messa al servizio della musica e non viceversa. Il tema del pezzo è diretto ed efficace e di questo ne beneficia ampiamente il ritornello, tra i più riusciti e trascinanti dell’intero lotto. Purtroppo, però, anche un episodio felice come questo in un disco come Reverse rischia di perdersi per strada e di andare a finire nel calderone insieme a tutto il resto. Chiude i conti Erased, una semi-ballad a base di pianoforte e voce che lascia riposare un po’ le orecchie dell’ascoltatore prima di alzare di nuovo il tiro a metà strada.

Il terzo lavoro degli Eagleheart è in definitiva un lavoro ostico e difficile da digerire nella sua interezza. Si tratta di una band che artisticamente parlando può potenzialmente mirare alle qualità dei migliori Kamelot, ma per il momento il divario che c’è tra le due formazioni, in particolar modo in ambito di songwriting, risulta quasi incolmabile. In fin dei conti la buona riuscita di Reverse dipende molto dalle aspettative nei suoi confronti; se si è in cerca dell’album power metal del decennio allora è decisamente meglio guardare altrove, se invece si vuole scoprire una nuova realtà “made in est Europa”, con tutte le carte in regola per crescere ancora e puntare a diventare uno tra i nomi di spicco del genere proposto, allora ecco che il lavoro viene immediatamente rivalutato.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
JC
Mercoledì 13 Dicembre 2017, 6.37.55
1
Uno dei migliori dischi power prog dell'anno; in un genere che un tempo è stato il mio preferito e poi mi è venuto a noia perché fermo sempre sulle medesime coordinate, ho scoperto con questo disco una band capace di suonare fresca e interessante. Buonissima tecnica, belle canzoni. Bravi!
INFORMAZIONI
2017
Scarlet Records
Power
Tracklist
1. Awakening
2. Until Fear Is Gone
3. Healing the Scars
4. All I Am
5. Palace of Thoughts
6. Reverse
7. Erased from Existence
8. Mind to Decipher
9. Endless
10. Enemy Within
11. Painting the Shadows by Light
12. Erased
Line Up
Roman Sácek (Voce)
Michal Kůs (Chitarre, Voce, Tastiere)
Michal Jankuliak (Chitarre, Tastiere)
Vojtěch Šimoních (Basso, Voce)
Filip Smetana (Batteria)
 
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