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Manilla Road - Atlantis Rising
16/12/2017
( 484 letture )
Epic metal vuol dire Manilla Road.
Se c’è una band che ha segnato indelebilmente la storia della musica heavy metal definendo una vera e propria corrente, o sottogenere che dir si voglia, questa è certamente la band capitanata da Mark Shelton. Guardando indietro all’inizio degli anni 80, non si può che constatare l’importanza che i ragazzi di Wichita hanno dato allo sviluppo della musica metal grazie in particolar modo a veri e propri capolavori del genere come il trittico Cristal Logic, Open the Gates, The Deluge.
I tre album citati poc’anzi rappresentano certamente l’apice compositivo dei Manilla Road, tuttavia la discografia, se osservata in retrospettiva, presenta dei passaggi altrettanto importanti, come nel caso dell’album oggetto di questa recensione. Atlantis Rising, edito dalla Iron Glory Records uscì dopo circa dieci anni di silenzio, a causa dello scioglimento avvenuto nei primi anni 90. Successivamente, la band effettuò alcune apparizioni live speciali durante l’edizione 2000 del Bang Your Head e di Wacken e si riunì ufficialmente nel 2001 dando alla luce un nuovo, attesissimo, disco.

Atlantis Rising è un concept album che, come facilmente si può intuire dal titolo, si incentra su uno dei più famosi misteri della civiltà occidentale: Atlantide. Con un appesantimento consistente dei suoni ed un feeling oscuro e profondo come gli abissi, il decimo capitolo della storia dei Manilla Road porta anche una formazione inedita che più precisamente vede Mark Anderson al basso e Scott Peters alla batteria, in sostituzione rispettivamente di Scott Parks e di Randy Foxe, nonché l’ingresso di Bryan Patrick come vocalist a supporto del leader Mark Shelton. Lo spirito di Atlantis Rising è diverso da quello a cui la band del Kansas ci aveva abituato in precedenza, si nota infatti un allontanamento da sonorità puramente heavy classiche per dare più spazio a strutture compositive decisamente più grevi, grezze e cupe che indirizzano tutto l’album verso sonorità che potremmo definire più "estreme". Ne sono un ottimo esempio brani come l’opener Megalodon, Resurrection e Decimation, tutte accumunate da pesanti riff di chitarra e da una sezione ritmica granitica che esaltano un cantato profondo, ma avvolgente. Al contempo, non mancano comunque episodi più assimilabili alla tradizione degli esordi, come nel caso di Lemuria che conserva uno spirito e un andamento più classico.
Ad ogni modo, il legante rimane l’epicità, vero marchio di fabbrica dei Manilla Road. È così che brani come l’emozionante Sea Witch, l’avvincente title-track Atlantis Rising e, soprattutto, la battagliera March of the Gods (probabilmente il picco dell’album), ci ricordano ancora una volta chi sono i maestri dell’epic metal, grazie a linee melodiche di grande sentimento e pathos che si fondono perfettamente con dei testi che traggono a piene mani ispirazione da saghe nordiche e letteratura fantasy. Leggermente meno ispirate a quanto ascoltato prima nella set-list sono le conclusive Siege of Atland e War of the Gods che, seppur ascoltabili, peccano di mordente.

Complessivamente, Atlantis Rising è sicuramente un album interessante, un tassello importante nella discografia dei Manilla Road e di fatto apripista di una nuova stagione della band. L’album paga sicuramente una registrazione e produzione piuttosto basica ed essenziale - da molti giudicata addirittura scadente - ma presenta al suo interno dei picchi meritevoli molto più che di un semplice ascolto. Il materiale di Atlantis Rising è sì oggettivamente inferiore se paragonato a quanto composto nei due decenni che lo precedono ma, seppur non presentando la stessa creatività ed energia, non può mancare nella discografia di ogni defender che si rispetti.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
90 su 2 voti [ VOTA]
Aceshigh
Giovedì 19 Aprile 2018, 14.46.58
4
Per me con Atlantis Rising i Manilla Road hanno concretizzato un grandissimo rientro in pista! Trovo che quest'album rimanga il migliore dalla reunion fino ad oggi, sebbene abbiano sfornato tanta bella musica negli ultimi 15 e passa anni... Voto 90
Korgull
Sabato 16 Dicembre 2017, 18.14.23
3
Sono perfettamente daccordo con te...mai capito se sia voluto oppure non abbiano mai avuto i mezzi registrare dignitosamente. Certo che cosí tagli fuori una bella fetta di possibili fan...
InvictuSteele
Sabato 16 Dicembre 2017, 13.37.08
2
Le produzioni dei Manilla Road sono sempre state insufficienti. Un peccato perché si tratta di una band geniale ma sottovalutata al massimo. Questo disco è ottimo, voto 78
Korgull
Sabato 16 Dicembre 2017, 12.06.43
1
Bello, ma ho sempre trovato la produzione insufficiente
INFORMAZIONI
2001
Iron Glory Records
Epic
Tracklist
1. Megalodon
2. Lemuria
3. Atlantis Rising
4. Sea Witch
5. Resurrection
6. Decimation
7. Flight of the Ravens
8. March of the Gods
9. Siege of Atland
10. War of the Gods
Line Up
Bryan Patrick (Voce, Batteria su traccia 4)
Mark Shelton (Voce, Chitarra)
Mark Anderson (Basso)
Scott Peters (Batteria)

Musicisti Ospiti
Darby Pentecost (Voce su traccia 3)
 
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