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Einstuerzende Neubauten - Kollaps
16/12/2017
( 516 letture )
Quante volte arte concettuale, musique concrète e avanguardia si sono fuse e hanno fatto scuola in maniera così universale nel rock, nel dark, nel hard'n'heavy? Quanti musicisti e artisti, cari a noi tutti, si sarebbero da lì a poco lasciati suggestionare dall'act in questione, come “folgorati sulla via di Kreuzberg”? Il trio berlinese appare per la prima volta su queste pagine e le irradia dello stesso fulgore con cui deflagrò nel lontano 1980, pregno di teatralità e di materia, di riti primordiali e di rumorismo futurista. Quella degli Einstürzende Neubauten è una creatività artistica unica, ancora oggi incredibile, in grado di travalicare i generi e, contemporaneamente, un grido di rivoluzione, di annientamento degli schemi: la libertà di espressione, la ricerca sonora e le contaminazioni del krautrock e della no-wave plasmate al punk e al post-punk, che spazzano via decenni di imposizioni e di razionalità stilistiche.

Christian Emmerich, in arte Blixa Bargeld, omaggio al fondatore del movimento dadaista tedesco, è un polistrumentista appassionato di apparecchiature elettroniche, di registratori a cassetta e di teatro; invocava costantemente “No more drum set” per esasperare la sua voglia di cambiamento, mentre violentava e faceva stridere, con trapani e spranghe, la sua Fender Jazzmaster. Un dandy-punk più radicale del punk. Andrew Chudy, mezzo americano mezzo tedesco, sceglie lo pseudonimo N.U. Unruh in onore della teoria del vuoto universale; è un percussionista-rumorista che, una volta impegnata la propria batteria per sbarcare il lunario, comincia ad autoassemblarsi strumenti da scarti industriali e da oggetti metallici di tutti i giorni. Frank-Martin Strauss, in arte F.M. Einheit, proviene invece dalla scena punk di Amburgo, dove militava dietro le pelli dei mitologici Abwärts, poi convertito al cyber-punk, all'elettronica e alla performance art. Si uniscono per gioco, attorniati da figure chiave dell'underground berlinese, in un fermento fatto di occupazioni, autoproduzioni e concerti autogestiti. Ingombrano palchi più o meno improvvisati di attrezzi pesanti, ferraglia, vetri rotti e amplificatori pronti a fondere; proclamano, rigorosamente in lingua madre, la disfatta della società moderna e la disgregazione delle strutture che ci opprimono: Einstürzende Neubauten, ossia Nuovi palazzi che crollano, a favore di un nuovo primitivismo tribale.

L'album: si aprono le danze, al suono della ferraglia più vibrante e al ritmo meccanico più opprimente: Tanz Debil, ossia la danza subnormale, ha un ritmo ostinato di martellate su una lastra di metallo, risonanze taglienti e elettronica minimale dal sentore Suicide.

Stell dich tot! Öffne meine Venen.

Simuliamo la morte! Apri le mie vene


Steh auf Berlin (svegliati, Berlino) si dischiude con un martello pneumatico sfonda timpani e incede in un pattern ritmico tribale e ossessivo, dal sentore ancestrale. Bargeld si sgola tra impulsi elettronici e svisate di chitarra, tra rumore bianco e astrattismo puro, mentre né UnruhEinheit perdono alcun minimo colpo. Assoluto apice della pièce. Negative Nein (no negativo) gioca di echi e minimalismo alla Throbbing Gristle, abbassa i toni strumentali ma non vuole tarpare l'intensità delle vocals; seguono a ruota gli intermezzi lenti e paranoici di U-Haft-Muzak, incentrata sul tema della reclusione, e di Draußen ist Feindlich (traducibile in il fuori è ostile), con le mille voci e i campionamenti.

Il monito imperante di Hören mit Schmerzen (ascoltare con dolore) ci fa tornare sulle frequenze di inizio album e su ciò da cui, in pochi anni, avrebbero attinto gli Swans, se non fosse per i trapani e per i low-frequency-oscillators tirati allo spasimo. La cover di Je t'aime... moi non plus di Serge Gainsbourg è un distrattivo fatto di toni e risonanze aliene, che introducono il muro di rumore da cui prende il volo la title-track: percussioni cadenzate sovrapposte, ipnotiche, con il ribattere a tappeto di un unico accordo, stonato e vibrante, per otto minuti. L'essenza della musica concreta e industriale.

Schlag schneller, schrei lauter, leb schneller, bis zum Kollaps nicht viel Zeit.

Percuoti più veloce, grida più forte, vivi più veloce, non c'è molto tempo prima del collasso


Sehnsucht (desiderio) allevia i toni con piano e synth; Vorm Krieg è un intermezzo di musichette della Grande Guerra; lo Hirnsäge è una tagliola affetta-cervelli: il teatro anatomico è aperto, non badate alla ruggine, né al calibro delle ferraglie. Abstieg & Zerfall, ovvero digressione e disintegrazione, ci riporta rabbiosamente davanti a una performance futurista, con oggetti di qualsiasi forma e dimensione, bordoni di onde, oscillazioni e risonanze, cori impegnati e sofferenti. Inno al compimento dell'inaudito.

Dopo il collasso: il tutto, la vita. E per trentacinque anni il rimanere riferimento ineccepibile delle avanguardie dei nostri secoli … o forse millenni.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
78 su 1 voti [ VOTA]
LexLutor
Giovedì 21 Dicembre 2017, 15.46.18
9
...perchè ad un certo punto i metallari, dopo il primo amore, si imbattono in sentieri oscuri, labirinti e mostri nascosti ... ed è allora che iniziano a scoprire "cose" stranissime, corrosive e carismatiche... Proprio come Eisturzende...
Lele 12 *DiAnnö
Martedì 19 Dicembre 2017, 6.57.04
8
Parole sante caro @Giorgio...
Giorgio
Lunedì 18 Dicembre 2017, 13.39.59
7
E' vero ciò che si dice 'grammaticalmente' in merito all'Umlaut. Tenete però presente che spesso, ad esempio in ambito musicale, l'uso di quel segno rivela una forte rivendicazione di appartenenza a un certo contesto culturale. Quindi, se il gruppo utilizza una certa grafia, solo quella utilizzata è quella corretta.
Stagger Lee
Domenica 17 Dicembre 2017, 15.00.06
6
Il meglio verrà poco dopo....cmq un grande album.
duke
Sabato 16 Dicembre 2017, 22.29.49
5
gran disco....un' esperienza unica....
Lizard
Sabato 16 Dicembre 2017, 19.33.47
4
Sì Alex esatto, grazie gamba per aver anticipato il chiarimento.
Alex Cavani
Sabato 16 Dicembre 2017, 19.10.55
3
@gamba Non lo sapevo, l'ho sempre letto in quel modo e allora l'ho fatto presente. Ma foneticamente non ho mai rappresentato la umlaut con una "e". Anyway grazie, si impara sempre
gamba.
Sabato 16 Dicembre 2017, 19.00.45
2
quella E ha un senso, quel suono si può scrivere in due modi, o con la ü o con ue, il risultato è lo stesso. comunque un album che ho affrontato poco devo dire, mi sono focalizzata soprattutto sull'ultima parte della discografia.
Alex Cavani
Sabato 16 Dicembre 2017, 15.58.10
1
Bella recensione per un bellissimo disco (non il mio preferito dei tedeschi, ma veramente brillante). Voto giusto per me, ma per opere del genere - discorso analogo sulla rece di Tim Buckley - è sempre difficile dare una valutazione realmente oggettiva, tanto è ostica la proposta artistica. P.S. Occhio solo al nome all'inizio della rece! Dopo è scritto bene, ma nel titolo c'è una "e" birbantella
INFORMAZIONI
1981
Zickzack
Industrial
Tracklist
1. Tanz debil
2. Steh auf Berlin
3. Negativ Nein
4. U-Haft-Muzak
5. Draußen ist Feindlich
6. Hören mit Schmerzen
7. Jet'm
8. Kollaps
9. Sehnsucht
10. Vorm Krieg
11. Hirnsäge
12. Abstieg & Zerfall
13. Helga (outro)
Line Up
Blixa Bargeld (Voce, Chitarra, Tastiera, Effetti)
N.U. Unruh (Voce, Percussioni, Strumenti auto-costruiti)
F.M. Einheit (Voce, Percussioni, Strumenti auto-costruiti)
 
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