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Bestia Arcana - Holókauston
16/12/2017
( 954 letture )
Sono americani dal Colorado, hanno un nome italiano, e suonano un black metal di matrice classica, violentissimo e tipicamente Norse. Con questo Holókauston, uscito per Daemon Worship, i Bestia Arcana tornano sulle scene dopo una pausa di ben sei anni e fanno subito un bagno di sangue. Chitarre in stile motosega su tempi velocissimi, batteria furibonda con doppia cassa martellante, velocità media dei brani allucinante e suoni “industrial” vi accompagneranno infatti dall’inizio alla fine del disco, in un percorso fatto di odio, distruzione e buio totale. La violenza è tangibile al punto che, anche quando il rullante finalmente scandisce tempi più umani (accade in alcuni frangenti sparsi lungo l’intero disco e soprattutto nella coda di Iniquity) sembra comunque di subire un attacco da parte di un’entità malvagia e distruttiva. Se le tematiche occulte e di stampo satanista sono indubbiamente la base di quasi tutte le produzioni di un certo tipo di black metal e in alcuni casi appaiono evocative e quasi liturgiche, qui assistiamo non tanto all’evocazione del Maligno e alla sua successiva apparizione, bensì piuttosto alla furia cieca del Principe delle Tenebre che si abbatte sui suoi stessi seguaci seminando orrore e morte. Come se chi lo ha adorato avesse sbagliato qualcosa nelle formule arcane, e il risultato fosse l’implosione del mondo come lo conosciamo e la trasfigurazione in un altro universo astrale, con leggi e regole a noi sconosciute. Lavori come questo non sono per tutti: non esiste un attimo di respiro, la nera fiamma brucia gelida nell’oscurità e non esiste un minimo appiglio o una speranza. Anche quando l’ultima traccia conclude il lavoro, il silenzio stesso che ricompare dopo essere stato sommerso da questa eruzione di lava nera, è pesante e minaccioso.

I soli quattro pezzi, nonostante una durata media che si attesta intorno ai 10 minuti, possono scorrere in modo abbastanza agevole senza annoiare chi è consapevole del genere trattato, grazie ad alcune concessioni a synth e intermezzi atmosferici, come nella parte finale dell’opener Hellmouth. Con l’ingresso in formazione del batterista Menthor (già membro di Nightbringer ed Enthroned), il gruppo ha scelto anche una produzione più “calda” e rifinita, guadagnando un tocco di “umanità” che da un lato rende i Bestia Arcana meno freddi e devastanti rispetto ai loro esordi, e dall’altro eleva il livello generale dell’opera, rendendo Holókauston un gradevole ascolto per gli amanti di queste sonorità.

Nonostante questo però, pur essendo meno grezzo e intransigente del precedente To Anabainon Ek Tes Abyssu, Holókauston non brilla certo per varietà, per usare un eufemismo. Il limite di queste scelte è sempre lo stesso: non è certo facile scrivere questo tipo di black superando il confine dell’oltranzismo, riuscendo inoltre ad offrire qualcosa che permetta al disco di distinguersi da altri tritacarne simili, per evitare l’effetto “sentito uno sentiti tutti”, tanto più che qualcuno potrebbe avere da ridire anche sulla voce, spesso trattata con effetti, e comunque più vicina a territori death metal che allo screaming black più tradizionale.

L’album in generale è suonato molto bene e ha una sua personalità, ma giudicare dischi di questo tipo è complicato almeno quanto ascoltarli. Da un lato non si può non apprezzare la coerenza e la dedizione alla causa di act come Bestia Arcana che dimostrano una ferocia agghiacciante insita proprio nella scrittura prima ancora che nell’esecuzione dei pezzi. Dall’altro è inevitabile risentire della sensazione di asfissia tipica di chi vive in uno spazio angusto, ristretto e immutabile come le segrete di un vecchio maniero inespugnabile. Il fatto di esservi rinchiusi per propria scelta piuttosto che forzatamente non cambia l’effetto ottenuto: puntare unicamente sulla furia cieca ed estrema riduce drasticamente gli orizzonti e le possibilità. Come dire, qualcuno deve pur suonare questo tipo di black, ma non è detto che non si annoi a farlo. D’altra parte, non si può cercare evoluzione o contaminazione navigando verso queste precise coordinate, e il rischio di non vedere dove finisca la coerenza e inizi l’immobilismo è il prezzo da pagare per aver deciso di esiliarsi in questa prigione senza pretendere nemmeno una piccola finestra dalla quale filtri un tiepido raggio di luce. E dire che Howling si concede anche una sostanziosa parentesi atmosferica dal sapore ambient, ma l’intento del gruppo è un altro: suonare la colonna sonora perfetta per musicare le visioni Apocalittiche di Giovanni mettendo in risalto, ovviamente, la componente luciferina.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
80 su 3 voti [ VOTA]
Doomale
Sabato 20 Gennaio 2018, 20.09.13
3
Interessante, interessante...da approfondire con calma. Si sente comunque lontana un miglio la mano di Naas Alcameth...Echi di Akhkys..Nightbringer...Si lo metto in lista.
Kenos
Venerdì 22 Dicembre 2017, 11.23.00
2
A mani basse, il disco black dell'anno e comunque uno dei più impressionanti degli ultimi tempi.
Ad Astra
Domenica 17 Dicembre 2017, 4.06.33
1
Uno disco eccelso, hanno preso il loro passato e lo hanno migliorato. Bello
INFORMAZIONI
2017
Daemon Worship
Black
Tracklist
1. Hellmouth
2. Obscurator
3. Howling
4. Iniquity
Line Up
N.A. (Voce, Chitarra, Basso, Tastiera)
Menthor (Batteria)

Musicisti Ospiti
T. Kaos (Voce)
Ophis (Voce)
 
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