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Pretty Boy Floyd - Public Enemies
17/12/2017
( 929 letture )
In una stagione di ritorni eccellenti, ecco il come-back dei Pretty Boy Floyd from Los Angeles. I super glamster di fine anni 80 tengono duro e continuano il loro percorso iniziato con un esordio truzzissimo quale Leather Boyz with Electric Toyz (1989), tutto un programma la copertina e l’immagine adottata. Quel debutto li fece notare, anche grazie agli ultimi spiccioli di pesante rotazione su Mtv, prima dell’orda cauterizzante del grunge, portatore di minimalismo musicale e temi antipodici rispetto ai lustrini, sesso e party del glam americano degli eighties. Di quel primo disco è giusto ricordare alcuni buoni pezzi, suonati non con una perizia eccezionale, ma con tiro sanguigno e voglia di emergere, due singoli come Rock and Roll (Is Gonna Set the Night on Fire) e I Wanna Be With You lanciarono le ultime frecciate di un movimento agli sgoccioli, sotto ogni punto di vista. Mollati dalla casa discografica, come tante realtà dell’epoca, tra rivolgimenti interni, beghe legali sul nome, collaborazioni varie (Shameless su tutte), cambiamenti in formazione e scioglimenti, ritroviamo il quartetto, figlio dello scintillio perverso del Sunset Strip, in buonissima forma, con tante esibizioni live, inanellate negli ultimi anni. Arriva questo nuovo documento da studio, con il combo convinto di poter rispolverare un po’ di quello spirito epocale, ormai andato.

Il CD è stato inciso presso gli Highway To Hell Studios e mixato ai Maple Studios, registrato dagli stessi componenti della band, Kristy Majors e Keri Kelli, che si sono sobbarcati anche l’onere della produzione, il sound risulta fresco, mai pomposo, autoreferenziale o melanconico, insomma una release da party in salsa 2.0. Lapilli di buon hard rock si staccano subito dai blocchi dopo l’intro di S.A.T.A., accendendo la miccia con Feel The Heat, spaccato che accalora l’ambiente con le sue chitarre ispide e pungenti e la voce inconfondibile di Steve Summers, un attacco frontale con batteria pestata, cori virili e melodie innescate a bomba, buona partenza. Ritmo spezzato per High School Queen che viene investito da un buon ritornello e fraseggi della sei corde di Kristy Majors che ricordano i Poison di Open Up and Say...Ahh!, up tempo energico per Girls All Over The World, ornata di una strofa corta e un inciso marcato e piacevolissimo, ripetuto più volte, che brilla nel genere proposto con stacchi e controstacchi: solo dell’ascia tipicamente rock and roll e minimale, come è d’uopo per questo quartetto. Mentre American Dream è una bella botta che scatenerebbe la festa con temperature vicine alla fusione, una sorta di inno nerboruto per le generazioni passate e quelle che verranno. We Can’t Bring Back Yesterday parte come un lento che si traduce in un mid tempo con grandi armonie vocali, riportando i neuroni indietro negli anni, come cita anche il titolo, seducente il solismo della chitarra, poi We Got The Power sgomma che è un piacere, con tastiere in sottofondo per doppiare la musica, il pezzo più efficace dell’intero album, ben costruito, suonato forte e potente, con un rullante autorevole e basso poderoso, ricco di soluzioni armoniche d’impatto e lodevoli, tutto veramente graffiante come la seguente Do Ya Wanna Rock. Se Run For Your Life scocca da un riff class metal insistito e trapanante, ripescando gli stilemi del hard glitterato con rossetto, fondotinta, spandex e gnocche seminude, Shock The World è big rock arioso con un refrain catturante a più coralità, Paint It On gode di un incipit solare nel inciso e di un fulmineo solo-guitar, mentre ci si avvia al termine di questo lungo disco. 7 Minutes In Heaven e Star Chaser si dimostrano song incalzanti grazie a chitarre ipervitaminizzate, la seconda, poi, sfodera un gran bel ritornello scoppiettante, mentre So Young So Bad chiude la tracking list con lucido gusto lineare, solare, insomma nessun filler proposto. Public Enemies spicca per essere un lavoro molto ben assemblato e di spessore, tredici canzoni scritte bene, suonate senza indugio con marchi di fabbrica ormai consolidati: le chitarre laviche di Kristy Majors e la voce affilata, aguzza e cartavetrosa di Steve Summers.

Per gli amanti del genere, questo CD è un acquisto consigliatissimo, maledetti Pretty Boy Floyd, chi avrebbe mai previsto il loro passaggio attraverso tre decadi? Pump up the volume…baby!



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
87 su 2 voti [ VOTA]
Alessandro Piria
Giovedì 21 Dicembre 2017, 21.18.30
2
bentornati , mitici!
Enrisixx
Lunedì 18 Dicembre 2017, 0.20.14
1
Grande album glam metal grandi pretty boy floyd
INFORMAZIONI
2017
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. S.A.T.A.
2. Feel The Heat
3. High School Queen
4. Girls All Over The World
5. American Dream
6. We Can’t Bring Back Yesterday
7. We Got The Power
8. Do Ya Wanna Rock
9. Run For Your Life
10. Shock The World
11. Paint It On
12. 7 Minutes In Heaven
13. Star Chaser
14. So Young So Bad
Line Up
Steve Summers (Voce, Cori)
Kristy Majors (Chitarra, Basso, Cori)
Chad Stewart (Batteria, Cori)
Keri Kelli (Cori)

 
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