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Eisley/Goldy - Blood, Guts and Games
22/12/2017
( 925 letture )
Un ennesimo ritorno patrocinato dalla label italica Frontiers. Blood, Guts and Games è la nuova fatica di due vecchie conoscenze di tanti rocker, parliamo di David Glen Eisley e Craig Goldy, che si sono pienamente distinti nella line-up dei Giuffria, una breve, ma incisiva, carriera discografica di quella misconosciuta realtà comandata da Greg Giuffria ai tasti d’avorio. Una band che ancora oggi rimane nell'immaginario collettivo di tanti fans, nonostante la storia di quel grande combo, dal potenziale elevatissimo, non sia mai decollata. La vita dietro il microfono di Eisley è proseguita con alti e bassi, un unico lavoro con i Dirty White Boy, qualche tentativo solista non fortunatissimo, ultimi suoi segnali,The Lost Tapes del 2001, poi il silenzio assoluto, tanto che si pensava si fosse ritirato a vita privata, dopo alcune esperienze perpetrate anche come attore. Craig Goldy, invece, ha continuato a produrre musica, il suo nome è legato indissolubilmente a quello di Ronnie James Dio, con la partecipazione a ben 4 dischi, e relativi tour, con i Dio appunto, tra l'86 e il 2004, ma parallelamente ha tenuto in vita la sua band personale, i Craig Goldy's Ritual, e proprio con Hidden In Plain Sight, gettato sul mercato nel '91, la coppia si riunì, con Eisley presente su quella release in veste di cantante, una sorta di binomio musical-amicale di lunghissima data. Da notare che il chitarrista americano è comparso vinilicamente la prima volta nel ‘83 sul long playing dei Rough Cutt, buona band losangelina senza fortuna ma con un grande singer come Paul Shortino, e ha rilasciato l’anno scorso un lavoro benevolo con i Resurrection Kings sempre sotto egida Frontiers. A completare la formazione troviamo alle pelli Ron Wikso, già battagliero con The Storm, Foreigner, Cher, David Lee Roth, e altri.

Il qui presente full length è stato praticamente elaborato e messo in pista dal duo Eisley/Goldy che hanno prodotto, registrato e composto l’intero disco che consta di 10 tracce messe a punto in due studi californiani, mentre Alessandro Del Vecchio, uomo Frontiers, si è occupato di mixare e masterizzare il tutto. Eisley/Goldy, oltre ai rispettivi ruoli cardine, si spartiscono anche il lavoro alle tastiere ed al basso, oltre che nelle parti di chitarra addizionali, nel caso di Eisley, confezionando una sorta di continuazione di quanto proposto in passato da Giuffria e House of Lords, un hard/AOR elaborato con tante tastiere e una chitarra sfavillante soprattutto in fase solistica. The Heart Is A Lonely Hunter apre i giochi con la voce nerboruta del singer a comandare le operazioni e le chitarre di Goldy a procurare intensità, con le key sempre presenti, Don’t Belong Here Anymore si srotola da un vocalizzo di Eisley subito tamponato dalla chitarra fulminea del suo compare; la voce di Glen, in alcuni momenti, sarà per il tono o per un fattore di voglia di rivincita, appare un po’ forzata e sforzata, e ciò accade per parecchi tratti dell’intero timing; la song in se stessa non procura particolari brividi, un’onesta composizione nel solco del genere, con la voce che si dipana attraverso sfumature alla Coverdale. Lies I Can Live With è una brutta canzone, atmosfere AOR, sofficità varie ma il ritornello fa acqua da tutte le parti, bocciatura senza dubbi. No More Prayers In The Night parte lenta e sussurrata e cammina sullo stesso sentiero tracciato dal songwriting appena ascoltato, riprende quota rispetto alla precedente canzone ma diventa difficile trovare spunti che facciano strabuzzare le orecchie, capiamoci, Goldy è magico alla sei corde, Eisley spinge sulle sue doti canore, anche se la sua voce proprio non riesce ad entusiasmare, ma è la scrittura che latita. E che regala all’ascoltatore il classico già sentito centinaia di volte, si salva solamente l’intervento di Goldy strappalodi e applausi. Love Of The Game procede sullo stesso binario di song anonime, Wings Of A Hurricane finalmente scuote l’aere sotto le mazzate di un bel mid tempo energico della batteria e un riff carico dell’ascia, per una track più diretta che avrebbe goduto di maggior tiro senza i troppi inserti di tastiere, bello il solo doppiato di Craig Goldy che poi sciorina lava bruciante neoclassica, seguito da un eccellente intervento del Hammond. Life, “If Only A Memory” è un lentone che non convince per nulla, soprattutto per le dissonanze musical-vocali, Soul Of Madness è AOR puro fuso con la voce di Eisley che accoppia grinta alla Ronnie James Dio con le spolverate di tastiere e le stilettate chitarristiche; Track Thirteen vive su un riff settantiano di Goldy per uno sviluppo finalmente convincente e pregnante, una delle direttrici vigorose che, a parere nostro, avrebbe dovuto prendere l’intero album, che si chiude con lo slow di Believe In One Another, un lento pianistico che nulla aggiunge allo sviluppo del progetto.

Sinceramente riteniamo questo Blood, Guts and Games un’occasione buttata, viste le forze messe in campo, l’esperienza e le capacità dei musicisti coinvolti, un disco che non vola mai alto, anzi, tocca dei picchi di poca creatività che lasciano perplessi. Le chitarre di Goldy sono roboanti, i soli magnetici ed eruttivi, la voce di Glen Eisley non convince del tutto o perlomeno riscuote pollice alto solo ad ondate, il lavoro alla batteria è buono ma il risultato finale delude e non poco. Era lecito attendersi molto di più da vecchi leoni come questi, troppi brani non convincono e appaiono irrimediabilmente piatti, con una direzione musicale che brilla solamente nei momenti più hard e sensibilmente di meno, in quelli più AOReggianti. Un vero peccato!



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. The Heart Is A Lonely Hunter
2. Don’t Belong Here Anymore
3. Lies I Can Live With
4. No More Prayers In The Night
5. Love Of The Game
6. Wings Of A Hurricane
7. Life, “If Only A Memory”
8. Soul Of Madness
9. Track Thirteen
10. Believe In One Another
Line Up
David Glen Eisley (Voce, Cori, Tastiere, Basso)
Craig Goldy (Chitarra, Tastiere, Basso)
Ron Wikso (Batteria)
 
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