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Pink Floyd - The Division Bell
23/12/2017
( 2108 letture )
A sette anni di distanza da A Momentary Lapse of Reason, primo album senza Roger Waters, considerabile quasi come un album solista di David Gilmour, seppur affiancato da prestigiosi turnisti, il leader dei Pink Floyd prende nuovamente in mano le redini della situazione. Dopo aver radunato gli stessi musicisti (o quasi) e aver richiamato Richard Wright, il quale era stato allontanato da Roger Waters ai tempi di The Final Cut a causa di divergenze artistiche, il trio (con il fido Nick Mason alla batteria) torna in studio e pubblica il qui presente The Division Bell. Il filo conduttore dell'album che sottende a gran parte delle composizioni è la difficoltà di comunicazione nei rapporti interpersonali, riferimento neanche troppo velato alle vicissitudini e alle incomprensioni sorte all'interno del gruppo. Il titolo, anch'esso un richiamo al tema generale, si riferisce alla campana usata nel parlamento inglese per segnare l'inizio di una votazione, ovvero un momento di discussione. Musicalmente parlando, i Pink Floyd accantonano le tematiche e le sonorità cupe che avevano caratterizzato il periodo di The Wall e The Final Cut in favore di atmosfere più rilassate, quasi al confine con la musica ambient.

L'opener strumentale Cluster One, usata anche come introduzione durante i concerti del sontuoso tour che seguì all'uscita del disco (immortalato sul doppio CD Pulse) è una parentesi minimalista fatta di tastiera e chitarra, certamente godibile ma non memorabile come i leggendari assoli di Gilmour. Si migliora con la ritmata e blueseggiante What Do You Want From Me, che leggenda vuole sia stata ispirata da un litigio tra il cantante/chitarrista e l'allora moglie Polly Samson, co-autrice di gran parte dei testi presenti su The Division Bell. Su Poles Apart, introdotta da un delicato arpeggio di chitarra che lentamente sfocia in una sofisticata ballata, appaiono due dediche, se così vogliamo definirle, sotto forma di strofe: la prima e la terza sono verosimilmente indirizzate al compianto Syd Barrett:

Did you know... it was all going to go so wrong for you / And did you see it was all going to be so right for me / Why did we tell you then / You were always the golden boy then / And that you'd never lose that light in your eyes. The rain fell slow, down on all the roofs of uncertainty / I thought of you and the years and all the sadness fell away from me
And did you know. I never thought that you'd lose that light in your eyes.


La seconda invece, dal tono decisamente più duro, sembrerebbe rivolta verso Roger Waters :

Hey you, did you ever realize what you'd become / And did you see that it wasn't only me you were running from / Did you know all the time but it never bothered you anyway / Leading the blind while I stared out the steel in your eyes.

Chiude il tutto un assolo di chitarra come quelli a cui i Pink Floyd ci avevano abituati, e sembra che finalmente il gruppo riesca ad esprimersi genuinamente, senza costrizioni di sorta e con una ritrovata armonia. La sensazione permane nel brano successivo, Marooned, vago richiamo strumentale al finale di Comfortably Numb guidato dai prestigiosi bending di Gilmour, a riprova del fatto che per emozionare l'ascoltatore non bisogna essere il chitarrista più veloce o tecnico del mondo. Si continua con i riferimenti in A Great Day for Freedom: nel libretto campeggia infatti una pagina di giornale con il titolo in bella mostra. Si tratta di un articolo scritto subito dopo la caduta del muro di Berlino, ma in questo caso il muro da abbattere è anche quello dell'incomprensione e della mancanza di dialogo, in cui i più maligni vedono un’altra frecciata per Waters. Il brano rimane in linea con le sonorità tranquille dell'album, ma è da segnalare la magniloquenza dell'arrangiamento, che non lascia spazi vuoti. A metà del disco arriva l'unica traccia che porta la firma di Richard Wright, che in questo frangente appare anche in veste di cantante, ovvero Wearing the Inside Out. Grande risalto è dato ai controcanti, che si contrappongono alla voce di Wright. La successiva Take it Back, uscita anche come primo singolo, è stata fortemente criticata dalla stampa specialistica a causa del suo riff di chitarra, che ricorda lo stile di The Edge degli U2. A conti fatti, però, il brano funziona, malgrado la ripetitività del ritornello. In Coming Back to Life ritorna invece il rapporto travagliato tra Gilmour e Polly Samson. In questo caso però, la voce del frontman si avvale del delay per cantare un pezzo fatto di sentimenti positivi, che innalza lo spirito ad ogni ascolto. Keep Talking gioca nuovamente col riff di In the Flesh?, e ancora una volta il fulcro della questione sono i problemi comunicativi, come si evince dal ritornello. Non a caso, probabilmente, l'assolo è affidato alla talk box di Gilmour, e la voce sintetica di Stephen Hawking apre e chiude il brano. Tornano le sonorità leggere nella ballata Lost for Words, momento tranquillo e riflessivo prima del vero pezzo da 90, la conclusiva High Hopes. Uscito come singolo insieme a Keep Talking, è il brano più intenso del lotto, grazie al suo lento incedere e al suono della "Division Bell" che ne scandisce il tempo. Coadiuvati dall'orchestra, i Pink Floyd tirano fuori dal cilindro uno dei brani meglio concepiti della loro lunga e ricca carriera.

Giunti alla conclusione di un'opera di questo calibro, bisogna trarre le dovute considerazioni. Al tempo della sua pubblicazione, The Division Bell è stato fortemente criticato da più fronti: i fan di Roger Waters non lo consideravano neppure un album dei Pink Floyd, Waters stesso lo ha sempre deprecato, mentre la critica musicale gli addossava la colpa di non essere un disco al pari dei precedenti. La verità molto spesso sta nel mezzo, e se è ovvio che non si tratta di un album al livello di The Dark Side of the Moon o Wish You Were Here, non per forza significa che sia da buttare. Dal canto suo, Gilmour ha sempre dichiarato che sebbene i Pink Floyd non avessero più molto da dire, continuavano a farlo nel migliore dei modi. E in effetti, come dargli torto? Col passare degli anni, il disco è stato rivalutato e chi ha deciso di dargli una seconda possibilità ha potuto godere delle chicche inserite al suo interno. Nonostante le opinioni discordanti, insomma, va riconosciuto il valore di un album che pur non essendo un concept e pur essendo in una certa misura distante dallo stile che ha reso noti i Pink Floyd negli anni '70, resta comunque un ottimo episodio all'interno della loro ampia e gloriosa discografia.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
83.75 su 16 voti [ VOTA]
Macca
Giovedì 28 Dicembre 2017, 22.05.31
32
Migliore rispetto al precedente, e sicuramente anche a Final Cut che è forse l'unico mezzo passo falso dei PF (pur essendo un album dal forte impatto emotivo e pur contenendo momenti di musica spettacolari come alcuni tra i migliori assoli di Gilmour). Cosa dire della già stracitata High Hopes, di Marooned, Wearing The Inside Out e di What Do You Want From Me? Un ottimo album di rock a tinte progressive con l'inconfondibile tocco di David Gilmour a donare al tutto un'aura speciale. Voto 83
klostridiumtetani
Giovedì 28 Dicembre 2017, 16.44.24
31
Sicuramente per uno che conosce i Pink Floyd dall' inizio, questo disco non dice molto e può anche far storcere il naso a molti, ma resta il fatto (il semplice fatto) che è Grande Musica. Scusate se è poco.
Ste
Giovedì 28 Dicembre 2017, 15.35.39
30
Disco splendido dimostrazione papale che la band riesce a sfornare ottimi dischi anche senza l'ex padre-padrone Waters; dato che 3 componenti su 4 sono presenti è inutile stare a dire la solita frase bollita "morti dopo Final Cut" che per inciso è un disco mediocre e non dovrebbe nemmeno essere considerato come PF sotto molti aspetti vista la totale assenza come contributo da parte degli altri membri. Tornando a questo TDB che dire, album dalla forma invidiabile; suono, armonie, songwriting, copertina c'è tutto. Sinergia e lavoro di squadra, produzione ad hoc ed un climax musicale splendido. Di fatto è difficile dire quale sia il pezzo migliore dato che stanno su tutti sullo stesso piano, certamente. High Hopes domina indiscussa al capolinea sia del disco che della carriera del gruppo per quello che potremmo eleggere -senza far torto a nessuno- come uno dei dieci pezzi migliori in assoluto dei Pink Floyd. Assolo commovente forse il più bello, autentico ed emblematico partorito da Gilmour. 85/100
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 27 Dicembre 2017, 10.46.25
29
E', in effetti, l'ultimo disco dei Pink Floyd, che poi hanno chiuso con un emozionante ma volutamente fatto a collage, The Endless River. Mi era piaciuto all'epoca e mi piace ancora, così come il precedente A Momentary... Certo, lo si è ripetuto molte volte, non ha lo stesso valore dei grandi capolavori degli anni '70, anche perché quelli erano fatti (appunto) negli anni '70 e l'impatto che avevano avuto, se contestualizzato all'epoca, aveva una valenza più dirompente. Ma va riconosciuta qui, la capacità di Gilmour di comporre ottimi pezzi. Ed è indubbiamente musica targata Pink Floyd, si sente. Poi, ha voluto mettere l'ultima canzone dei Pink Floyd (quella su Endless, è più una canzone di Gilmour che non dei Pink Floyd...) con una vera perla come High Hopes, che come qualcuno ha citato, vale l'intero album. Un grande gruppo che ha fatto solo grandi album. Au revoir,
jaw
Martedì 26 Dicembre 2017, 23.20.51
28
Per me i Floyd finiscono con the final cut, detto questo sia questo che A momentary sono sempre buoni, entra in ballo anche il fatto su come la musica debba essere consumistica o arte. Li nessuno puo mettere il dito. C e gente che si copre di ridicolo molto spesso, perche' dice di non essere commerciale, bene allora suoni nel garage e non pubblichi nulla
ledb
Martedì 26 Dicembre 2017, 23.01.36
27
D'accordo, non sarà il loro massimo capolavoro. Ma per me il voto è strameritato. Già solo High Hopes e il suo assolo lo varrebbero. E comunque anche Keep Talking, Marooned e Wearing the Inside Out fanno la loro porca figura. È un disco che mi ha lasciato tanto e che ascolto con frequenza, col passare degli anni non l'ho mai trovato scialbo, forse proprio per via delle differenze che lo contraddistinguono dai lavori precedenti.
Testamatta ride
Martedì 26 Dicembre 2017, 11.18.49
26
Chiudere la discografia dei Pink Floyd (che han scritto la colonna sonora del mondo, come disse non ricordo chi) con un pezzo come High Hopes, con il lungo assolo finale di lap steele tra l'altro, e' stato veramente perfetto per 20 anni. Peccato che poi ciò sia stato sostituito da Louder than words (carina ma non di livello assoluto secondo me, sarebbe stata meglio su un album solista di Gilmour). Comunque al di la del valore della musica (sono sempre giudizi soggettivi) The Division Bell ed il relativo tour hanno avuto il merito di far avvicinare al gruppo una nuova generazione e di dare l'imput per approfondirne il passato, come fu per me che all'epoca avevo 15 anni. Stesso merito che si puo' ascrivere ad A momentary lapse of reason 7 anni prima per i ragazzi di allora affamati di conoscenza. Due parole sulla copertina? A conti fatti forse la loro più bella e tra le più belle in generale nella musica.
davide
Martedì 26 Dicembre 2017, 10.38.44
25
ben detto Mario Merola bisogna essere proprio degli storditi incompetenti per dire che questo album è un aborto
Mario Merola
Martedì 26 Dicembre 2017, 8.17.45
24
@Marc se questo e' un aborto tu che sei?la musica che ascolti tu cos e?Ma taci.Fuma erba coma solo sai fare e datti all ippica...la musica nn e' x te.
duke
Domenica 24 Dicembre 2017, 19.08.39
23
non sara' certo un dei loro migliori album....ma la classe c'e'...anche se sembra di ascoltare roba gia' ascoltata...un plagio di loro stessi.....ce ne fosse di dischi cosi in giro di sti tempi...
Marc
Domenica 24 Dicembre 2017, 17.11.26
22
Un aborto
sadwings
Domenica 24 Dicembre 2017, 16.17.19
21
Molto bello non c è nulla da dire 90
Hellion
Domenica 24 Dicembre 2017, 15.54.17
20
Li vidi, per fortuna, a Torino. Echi di un tempo che fu.
davide
Domenica 24 Dicembre 2017, 14.41.02
19
sarò di parte visto che i pink Floyd sono da sempre il mio gruppo preferito e sicuramente il merito è per la chitarra di GILMOUR marooned e high hopes stratosferiche high hopes il mio pezzo preferito di tutti i tempi secondo solo a comfortably numb voto album 95
Metal4ever
Domenica 24 Dicembre 2017, 13.33.16
18
Secondo me è un disco più che discreto, 4/5 pezzi ottimi, tra cui spicca la gemma "High Hopes, ma il resto abbastanza noioso e privo di spessore. Opinione mia, eh.
P2K!
Sabato 23 Dicembre 2017, 23.25.58
17
Un ottimo disco per QUESTI Pink Floyd (tralasciamo paragoni ingombranti con il più nobile dei passati). Se si fossero fermati qua sarebbe stato una chiusura molto più che degna. E invece si fece uscire "The Endless River" e si insozzò la discografia dei Pink Floyd fin li ineccepibile
Giorgio
Sabato 23 Dicembre 2017, 20.52.06
16
Che bei tempi e che ricordi...
Giorgio
Sabato 23 Dicembre 2017, 20.51.08
15
Comprai The Divisione Bell a busta chiusa nel lontano 1994 ... I tempi del liceo.Comprai il disco in un negozio della città dove frequentato il liceo e ricordo che mi presto` i soldi l autista del pullman che glieli restituì all arrivo a casa.Dopo mangiato,sono corso in stanza a studiare x il giorno dopo e posai i CD ancora con il celofan sulla scrivania davanti ai miei occhi e,mentre ripetevo ad alta voce guardai il CD fremendo dalla voglia di inserirlo nello stereo di casa disteso sul letto.Finito di studiare mi stesi infatti sul letto e fu amore a primo ascolto.Tengo molto a questo CD.voto 90
Rob Fleming
Sabato 23 Dicembre 2017, 20.02.12
14
Bell'album, ma anch'io ritengo che A momentary lapse of reason sia più bello. Però con questo album riuscii a coronare il sogno di vederli dal vivo (fecero tutto Dark Side). 80
Matocc
Sabato 23 Dicembre 2017, 19.51.12
13
High Hopes è tutto... che pezzo miracoloso!
Steelminded
Sabato 23 Dicembre 2017, 19.40.04
12
Zess, dai però dipende... a me i capitoli Barrett, incluso Ummagumma (anche se era già fuori) non piacciono e The Diviso in Bell è un buon lavoro... magari 85 un po' esagerato, ma ci sono cose molto buone qui.
Zess
Sabato 23 Dicembre 2017, 19.30.07
11
Se questo è da 85, Piper deve prendere 9000 minimo. Per me orribile.
lisablack
Sabato 23 Dicembre 2017, 19.12.59
10
Ho ancora la t shirt di The Division Bell, me la regalo' un'amica patita dei Pink Floyd..bel disco ma il precedente per me è superiore, comunque siamo su ottimi livelli non è mica robetta da poco..
Lo Struzzo
Sabato 23 Dicembre 2017, 17.44.27
9
Per me è un album veramente bello, non il più bello ma l'85 è decisamente indovinato. High Hopes è la canzone della mia esistenza.
Vitadathrasher
Sabato 23 Dicembre 2017, 16.37.50
8
In assoluto è un buon album ma che non mi acchiappa come il precedente, che è pure meglio del fantomatico, pompatissimo the wall con quella voce non voce di rogerw.
Joker74
Sabato 23 Dicembre 2017, 16.05.08
7
Proviamo ad immaginare per assurdo che lo stesso lavoro sia stato realizzato da un gruppo non chiamato Pink Floyd, non dico si griderebbe al capolavoro, ma sicuramente ad un plotter di ottima fattura sì.
LORIN
Sabato 23 Dicembre 2017, 15.20.14
6
Disco molto bello. Diverso da tutti i precedenti ma di altissima qualità.
Galilee
Sabato 23 Dicembre 2017, 15.16.10
5
Ho sempre amato molto i Pink, ma per me questo e il precedente sono due palle grosse come una casa. Salvo qualche song che in effetti non è niente male. Il resto non lo reggo. Voto 70.
rik bay area thrash
Sabato 23 Dicembre 2017, 15.11.00
4
Un album che mi riporta nel 1994 .... vicissitudini di vita e un brano marooned che resterà in quello spazio mai vissuto tra infinito e realtà.
tino
Sabato 23 Dicembre 2017, 13.50.17
3
High hopes e il video sono da pelle d'oca
Alex Cavani
Sabato 23 Dicembre 2017, 12.29.16
2
Basta ascoltare High Hopes. E potrebbe finire tutto qui, poi invece c'è anche il resto che è da pelle d'oca.
Korgull
Sabato 23 Dicembre 2017, 12.02.28
1
Mi riporta con la mente al'estate del anno in cui uscí...grande anche solo per quello. Per il resto disco immane con alcuni passaggi da pelle d'oca che ancora oggi mi emozionano come allora
INFORMAZIONI
1994
EMI
Prog Rock
Tracklist
1. Cluster One
2. What Do You Want from Me
3. Poles Apart
4. Marooned
5. A Great Day for Freedom
6. Wearing the Inside Out
7. Take It Back
8. Coming Back to Life
9. Keep Talking
10. Lost for Words
11. High Hopes
Line Up
David Gilmour (Chitarra, Voce, Tastiera, Basso)
Richard Wright (Tastiera, Voce)
Nick Mason (Batteria, Percussioni)

MUSICISTI OSPITI:
Tim Renwick (Chitarra)
Guy Pratt (Basso)
Bob Ezrin (Tastiera, Percussioni)
Gary Wallis (Percussioni)
Jon Carin (Programmazione, Tastiera)
Dick Parry (Sassofono)
 
RECENSIONI
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