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Goatsodomizer - The Curse Rings True
26/12/2017
( 161 letture )
“Fucking nefarious rock’n’roll from the abyss to the streets!”. Questa l’esaustiva biografia dei Goatsodomizer, disponibile sulla loro pagina facebook. Poco altro si sa su di loro, tranne che la band è nata nel 1995 e che questo The Curse Rings True è il loro album di debutto. Quanto basta comunque per inquadrare il genere proposto dagli Svedesi. Un ibrido bastardo di tutto ciò che è retrò, sporco e stradaiolo. Heavy, speed, thrash, punk e rock’n’roll sono uniti alla patina sulfurea tipica dei generi più estremi. Insomma, i Goatsodomizer non sono certo un gruppo d’avanguardia ma, pur sguazzando nel passato, ci mettono del loro.

L’album in questione si compone di una decina di brani brevi e veloci. La struttura, semplice e diretta, è debitrice del primo hardcore punk, mentre l’ossatura portante oscilla fra heavy e speed/thrash primordiale. Il suono è poi pesantemente intriso di influenze rock’n’roll, e talvolta da echi black metal. Con tali premesse, non si può non chiamare in causa band leggendarie come Motorhead e Venom, i primi non a caso omaggiati con la cover di Going to Brazil. Malgrado i molti punti di contatto, i Goatsodomizer riescono a mantenere una propria identità, mobilitando sapientemente le influenze citate. Il vero punto di forza di The Curse Rings True è infatti la discreta capacità della band nel variare i registri, pur mantenendo un suono tutto sommato coerente. Si passa quindi dall’hard rock bastardo e catchy di Sidewalk Sinner al thrash metal velenoso di Gore Galore, fino ad una sorprendente – e riuscitissima – armonica a bocca in Raping My Graveyard. Momenti più leggeri e catchy (Into the Crypt) si alternano a composizioni più pesanti (Scum of the Underworld). Ciò che fa da collante è l’attitudine generale, irriverente e divertente, che fa sì che il tutto non si prenda troppo sul serio. Buona la produzione, grezza e diretta. Lontano anni luce dalle produzioni cristalline in voga oggi, il suono di The Curse Rings True è grasso e viscerale, ma mette comunque in risalto tutti gli strumenti. Basso, chitarra e batteria danno vita ad una pasta calda, sovrastata dalla voce sgraziata di Gustaf “Throatwarrior” Browall.

Un album che pesca a piene mani dal passato, che non inventa nulla ma che non si limita a riciclare. Il risultato finale mantiene una qualità media omogenea, è vario quanto basta visto il genere, e non si prende mai sul serio. The Curse Rings True farà quindi la gioia di tutti coloro che hanno un’anima visceralmente vintage e che gioiscono nel sentire montagne di cowbell in un album metal.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Iron Shield Records
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Graveyard Bitch
2. Iron Casket
3. Sidewalk Sinner
4. U.V.G.S.
5. Tombstone Riot
6. Scum of the Underworld
7. Into the Crypt
8. Gore Galore
9. Raping My Graveyard
10. Sodomized Till’ Death
11. Die Screaming
12. Going to Brazil
Line Up
Gustaf “Throatwarrior” Browall (Voce)
Harry Virtanen (Chitarra)
Per “Demonizer” Lindström (Basso)
Johan “Bonecrusher” Noren (Batteria)
 
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