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Stalker - Shadow of the Sword
27/12/2017
( 381 letture )
E' passato poco più di un anno dall'uscita di Satanic Panic, primo EP datato 2016 degli Stälker, band neozelandese dedita ad uno speed/thrash di stampo ottantiano. Prodotto dalla Napalm Records, Shadow of the Sword riprende le sonorità che avevamo visto nell' EP proponendo quindi un thrash metal sufficentemente veloce e carico di energia. Andiamo però con ordine partendo dall'artwork. Quello che ci propongono gli Stälker è essenziale ma sicuramente d'impatto e raffigura la nascita di una creatura demoniaca, di cui vediamo solamente la mano fuoriuscire da un lago di lava, mentre tende una spada verso l'alto. Rosso e arancio fanno da padroni introducendo l'ascoltatore in un mondo infernale abitato da creature horrorifiche. La semplicità dell'artwork è efficace e si fa ricordare.
La lineup attuale è composta da tre membri: il cantante Dauf King che si occupa anche delle parti di basso, Chris Calarias alla chitarra e Nick Oakes alla batteria.

Il compito di aprire l'album è affidato a Total Annihilation, nella quale batteria e un tagliente riff mettono subito in chiaro che la melodia non è di casa, sopravanzata di gran lunga da violenza e velocità. Quello che si nota fin da subito è che la voce di King sembra distaccata rispetto al resto degli strumenti. Una scelta che fa un po' storcere il naso anche se coerente con quanto proposto, cioè un thrash prepotentemente ancorato al passato. L'opener è comunque di buon livello e fa il suo dovere anche grazie ad una buona sezione ritmica e un cantato che guarda in maniera nostalgica agli Slayer di Show No Mercy ed Hell Awaits. Si procede con The Mutilator, presente anche nell'EP dell'anno scorso; a differenza dell'opener si apre con una linea di basso che va via poi a complementarsi con il riff di Chris Calarias. Buoni i cori ma il cantato ricalca fin troppo quello di Total Annihilation risultando fin troppo monotono e a tratti fastidioso. La sezione solistica ci regala in compenso un solo perfettamente in linea con il genere, veloce ed esplosivo, perfetto per la resa live. Path of Destruction ci presenta inizialmente un'atmosfera differente, si sente un temporale e pian piano il rullante di Nick Oakis emerge sovrastando i rumori rialacciandosi anche qui con il lavoro chitarristico perfettamente allineato con la batteria. La calma prima della tempesta, un'introduzione che precede un brano violento, diretto ed efficace. La traccia risulta pure più varia delle precedenti dal punto di vista del songwriting, mentre il cantato continua ad essere monotono proponendo costantemente degli scream che mal si sposano col tappeto musicale, il che è un peccato perché una maggiore omogeneità avrebbe aumentato di molto la longevità dell'album. Arriviamo alla title track che è più breve rispetto a Path of Destruction. La costruzione del brano è fin troppo ripetitiva ed è risollevata solamente da un assolo veloce e ben inserito. Satanic Panic ci fa rendere conto di una cosa e cioè che l'album procede con il pilota automatico proponendo canzoni divertenti, dotate di un notevole impatto iniziale ma che giudicate nel complesso sono caratterizzate da una evidente monotonia di fondo. Ciò che è croce e delizia di Shadow of the Sword è il modo in cui gli Stälker guardano al passato, citano ma senza reinventare nulla limitandosi alla mera riproposizione. Di pezzi brillanti ce ne sono anche nella seconda parte; Master of Mayhem su tutte, una canzone che ha tutte le carte in regole per diventare l'anthem personale degli Stälker essendo veloce, aggressiva e con un refrain trascinante. Perfetta per la resa live.
Il vero problema dell'album emerge alla fine e si riconnette al discorso della riproposizione sterile e fine a sé stessa fatto in precedenza. Prendiamo in considerazione la traccia finale Steel God. E' impossibile che ad un attento ascolto il riff d'apertura non ricordi quello di un'altra band ben più famosa: mi riferisco ad Escape dei Metallica. Qui il discorso si fa ben più complesso perché un conto è omaggiare un determinato tipo di sound attraverso delle scelte anche produttive, un altro conto invece è citare per mancanza di idee a livello compositivo. Una caduta di stile pazzesca che va a chiudere in maniera non proprio dignitosa un album che fino a qui si era mantenuto su livelli più che onesti pur non brillando mai eccessivamente.

In definitiva Shadow of the Sword è un album pieno anche di buoni spunti ma affossato dalle sue stesse intenzioni. Singolarmente le tracce presentano anche momenti divertenti, sicuramente funzioneranno bene live ma giudicate nel complesso peccano di eccessiva monotonia e scarsa vena compositiva. In particolar modo il cantato, come detto più volte, mal si sposa con gli altri strumenti risultando sempre distaccato e producendo un fastidioso senso di riverbero. Siamo comunque al primo album, gli errori sono molti ed i nostri hanno preferito giocare facile, ciononostante le basi per costruire un qualcosa di migliore in futuro ci sono, prendendo magari spunto anche dalle critiche ricevute.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
albifuz
Lunedì 1 Gennaio 2018, 11.14.02
3
disco godibilissimo , trash vecchia maniera ispirato, peccato per la voce che proprio non riesco a digerire...
Kai Shiden
Giovedì 28 Dicembre 2017, 18.51.40
2
Buon disco, la cosa più bella è la voce lontanissima anni 80
rik bay area thrash
Giovedì 28 Dicembre 2017, 14.22.17
1
A livello di song non sarebbero neanche male, cioè riff anche discreti e anche con una certa 'presa'. Come già anticipato nella review è la parte cantata che è un grosso problema. È abbastanza monocorde e poco espressiva e a questo si può 'anche' bypassare, ma è come se fosse stata registrata in un' altra stanza e non insieme agli strumenti. Si fa a fatica a seguirla .... peccato. (Imho)
INFORMAZIONI
2017
Napalm Records
Thrash
Tracklist
1. Total Annihilation
2. The Mutilator
3. Path of Destruction
4. Shadow of the Sword
5. Satanic Panic
6. Shoked by Death
7. Demon Dawn
8. Master of Mayhem
9. Evil Dead
10. Steel God
Line Up
Dauf King (Voce, Basso)
Chris Calarias (Chitarra)
Nick Oakes (Batteria)
 
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