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Nofuck - Walls of Flesh
29/12/2017
( 163 letture )
I Nofuck provengo da Roma ed hanno all'attivo vent'anni di carriera, la loro proposta musicale è un thrash metal di stampo moderno che riporta alla mente in primis i Pantera; la band dopo dieci anni da Existenzminimum, primo full length, ritorna con il qui presente Walls Of Flesh.L'album risulta molto pesante, la produzione è pompata al punto giusto ed i brani appaiono ben amalgamati e con spunti discretamente tecnici, le influenze della band sono ben presenti ad ogni solco, oltre ai già citati Pantera possiamo trovare reminescenze di Fear Factory, Meshuggah (con tutti i limiti del caso).

L'album si apre con la title track, un brano che sin dalle prime note esprime tutta la potenza e la rabbia dei Nofuck, ritmiche serrate ed il tappeto ritmico composta da Emilio al basso e Davide dietro ai tamburi che sostengono a dovere il rabbioso cantato di Stefano Poddesu, il sound risulta moderno e di sicuro impatto; si prosegue con Empire più quadrato rispetto al precedente ma altrettanto efficace, i riff sono ben congegnati e si intersecano perfettamente nella costruzione del brano. I Nofuck non inventano nulla e il dazio da pagare alle band sopracitate è alto, come testimonia Panther dove per l'appunto sono proprio i Pantera ad essere omaggiati in modo spudorato, fin troppo per la verità. Psychopig è il brano più lungo del platter, una lunga intro ci porta verso l'attacco frontale che la band propone, ben strutturato ma risulta prolisso e fin troppo macchinoso al punto da rivelarsi anche qui troppo derivativo senza spunti personali, questo di fatto è il limite dei romani. Il disco prosegue a grandi linee su questi binari, un muro di suono non indifferente, ma come un serpente che si morde la coda è un circolo vizioso che alla lunga stanca; con Time To Close i Nofuck cercano di cambiare sensibilmente la rotta, seppur con l'immancabile potenza possiamo riscontrare una maggiore melodia, ma il tasto dolente è la parte lenta e ''sognante'', dove il cantato di Stefano Poddesu' non risulta assolutamente incisivo, decisamente fuori luogo, la brutalità del suo growl in questo caso trasformato in un refrain melodico (alla Linkin Park per capirci) non riesce ad emozionare ma piuttosto innervosisce sotto tutti gli aspetti, sopratutto tecnici. Il disco si conclude con Hot Hell California, che di valido non ha solo il titolo perché alla fine risulta il brano più convincente, il riff portante è molto interessante e nonostante la classica accoppiata doppia cassa/riff riesce a dare spessore ad un brano con la giusta dose di tecnica.

Walls Of Flesh non è un brutto album, la band suona bene e la potenza è indubbiamente la motrice del proprio sound, purtroppo quello che manca è la personalità, troppo derivativi da band che del sound personale hanno fatto la propria forza, le parti soliste non sono eccelse a differenze dell'enorme impatto della sezione ritmica e alla voce che in alcuni tratti sa convincere a dovere mentre in altri l'oscura presenza di Phil Anselmo è sempre dietro l'angolo. Una buona band, la capacità tecnica deriva indubbiamente dalla ventennale carriera, ma che alla fine non riesce a conferire troppo interesse almeno in studio, dedicato a chi apprezza certe sonorità.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
D. Ogre
Venerdì 19 Gennaio 2018, 5.02.11
1
Emh... in realtà nel disco ci sarebbe Stefano Poddesu alla voce, non io
INFORMAZIONI
2017
MurdHerd Records
Thrash
Tracklist
1. Walls Of Flesh
2. Empire
3. Panther
4. 99
5. Soul To Forge
6. Psychopig
7. Disseminate
8. Zombie Love
9. Time To Close
10. Hot Hell California
Line Up
Stefano Poddesu (Voce)
David (Chitarra)
Roberto (Chitarra)
Emilio (Basso)
Davide (Batteria)
 
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