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The Adicts - And It Was So!
29/12/2017
( 365 letture )
Inutile girarci intorno. Alla vista del decimo album dei The Adicts, la prima cosa che ci si chiede è l’utilità di un simile lavoro. La copertina, letteralmente identica – salvo per il colore di fondo – a quella del classico Songs of Praise non è certo indicatore di freschezza, ed il fatto che l’album sia edito da Nuclear Blast può apparire quanto meno bizzarro. Non le migliori premesse dunque, ma un libro non si giudica mai dalla copertina, ed il voto in fondo alla pagina suggerisce tutto il contrario della prima impressione. Andiamo con ordine.

Probabilmente conosciuti più per il look da drughi di Arancia meccanica che per la loro musica, i The Adicts sono in verità stati uno dei gruppi punk rock più popolari degli anni Ottanta. Formatisi a Ipswich nel 1975, gli Inglesi raggiungono la notorietà col debutto Songs of Praise dell’81 e Sound of Music dell’anno seguente, lavori che ancora oggi restano i più conosciuti della formazione. Ma sarebbe sbagliato limitare la band a questo decennio. Salvo due brevi pause, i The Adicts sono rimasti attivi fino ai giorni nostri, mantenendo tra l’altro la stessa line up, ad eccezione del bassista. And it was so! arriva a cinque anni di distanza da All the Young Droogs, rilasciato nel 2012. Come suona l’ultimo nato? Esattamente come tutti gli altri album della formazione del Suffolk. Ad eccezione del barocco e sfortunato Fifth Overture del 1986, lavoro new wave centrato sulle tastiere, la band inglese ha sempre proposto la stessa identica formula. Un punk rock catchy ed immediato, strutturato attorno a riff semplici e orecchiabili, che strizza sovente l’occhio al pop. La band non disdegna nemmeno alcuni elementi teatrali e cabarettistici, che ben si ricollegano alla loro forte immagine visiva. Un approccio alternativo alla cultura punk dunque: bisogna infatti ricordare che la band nasce in una scena dominata dall’hardcore punk. Altra differenza, i The Adicts non sono mai stati una band politicamente impegnata o schierata. I testi trattano di temi più leggeri come il divertimento e l’amore.

Inutile dire che questa formula è ripresa ed applicata tale e quale su And it was so!, che suona The Adicts al 100%. Una dozzina di brani dall’andatura controllata, di lunghezza generalmente corta, e costituiti dai soliti quattro riff sentiti fino allo sfinimento. Eppure, miracolosamente, la formula funziona, e alla grande. Impossibile non muovere la testa ascoltando l’inizio di Fucked Up World o il riff saltellante di Talking Shit. Impossibile non farsi coinvolgere nei ritornelli catchy e assolutamente trascinanti di Gimme Something to Do, Gospel According to Me o I Owe You. L’opener Picture the Scene riprende gli elementi teatrali citati sopra, elementi che caratterizzano anche la sinistra You’ll Be the Death of Me, dall’andatura che oscilla fra il gotico e il cabaret. In If You Want it fanno invece capolino delle discrete tastiere, che rendono il sound ancora più scintillante. Un suono che, caldo ed avvolgente, aggiunge sicuramente una marcia in più alla carica dei brani. La prova tecnica è limitata e così deve essere. Pete “Pete Dee“ Davison non sbaglia un colpo, riempiendo l’album di riff allo stesso tempo scontati e irresistibili. Bene anche il drumming di Michael “Kid Dee“ Davison, semplice ma dinamico, per non parlare del cantato di Keith “Monkey” Warren. Non esattamente un cantante d’opera, il buon Monkey è adattissimo alla strumentale e talvolta davvero espressivo.

Come facciano questi attempati signori pittati di bianco a trasformare degli ingredienti stantii e abusati in una manciata di hit resta un mistero, fatto sta che l’album scorre via che è un piacere, e coinvolge dall’inizio alla fine senza cedimenti. O forse non è un mistero, è solo il frutto di anni di esperienza, di mestiere e di attitudine. I The Adicts suonano come hanno sempre fatto, e lo sanno fare sempre bene. Si tratta pur sempre di un pezzettino della storia del rock.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
71 su 2 voti [ VOTA]
Vecchiothshar
Mercoledì 3 Gennaio 2018, 17.11.17
2
Non paragonabile con Song of Praise e Sound of Music!
gianmarco
Sabato 30 Dicembre 2017, 8.30.40
1
scoperti con picture the scene . Grandi .
INFORMAZIONI
2017
Nuclear Blast Records
Punk Rock
Tracklist
1. Picture The Scene
2. Fucked Up World
3. Talking Shit
4. If You Want It
5. Gospel According to Me
6. Gimme Something to Do
7. Love Sick Baby
8. And it was so
9. Deja Vu
10. I Owe You
11. Wanna Be
12. You’ll Be the Death of Me
Line Up
Keith “Monkey” Warren (Voce)
Pete “Pete Dee“ Davison (Chitarra)
Michael “Kid Dee“ Davison (Batteria)
 
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