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Primordial - Storm Before Calm
30/12/2017
( 553 letture )
Nemmeno per una band monumentale e di indubbio talento come i Primordial, riuscire a trovare il giusto seguito non solo ad uno, ma a ben due capolavori, deve essere stata impresa facile. A soli due anni da una perla come Spirit the Earth Aflame e ad una manciata da A Journey’s End, altra punta di diamante della discografia degli irlandesi, Nemtheanga e soci diedero alle stampe questo Storm Before Calm, con il quale seppero offrire al proprio ormai folto seguito un disco solido, convincente e sensibile che, pur mancando in parte di elementi ‘formidabili’ che avevano reso i precedenti delle opere eccellenti, pone le fondamenta per un evoluzione stilistica figlia della maturità ormai raggiunta dalla formazione di Dublino.

Licenziato nuovamente dall’etichetta olandese Hammerheart Records, prima del passaggio alla storica label dei Primordial, la Metal Blade, che ha accompagnato il gruppo dal successivo The Gathering Wilderness fino al giorno d’oggi, Storm Before Calm, dal minutaggio complessivo leggermente inferiore al suo predecessore, fin dai primi ascolti si dimostra infatti come un album che mantiene tutti gli elementi cardine dei lavori che lo avevano anticipato, interpretandoli tuttavia con un approccio maggiormente aggressivo e focalizzandosi più che in passato sull’anima black metal della sfaccettata creatura dublinese, rintracciabile ad esempio in brani come l’opener The Heretics Age o What Sleeps Within (da intendere come l’effettiva, energetica quarta traccia, e non, come erroneamente segnalato nella tracklist di copertina in molte versioni su CD, la strumentale e atmosferica quinta Suns First Rays). Ciò non tragga tuttavia in inganno: le sette tracce del lotto non sono in alcun modo un compromesso al ribasso, né si fanno portatrici di quelle semplicità ed omologazione che mai hanno fatto parte della proposta della band, come dimostra non solo la durata dei singoli brani (pressoché mai al di sotto dei cinque minuti), che la granitica prova sia di Ciáran MacUiliam che, seppur non supportato al massimo da una produzione non sempre all’altezza, snocciola con fluidità riffing poderosi e adeguati ai continui cambi di mood del platter, sia di quella del comparto ritmico del duo MacAmlaigh-O'Laoghaire, entrambi molto precisi nei loro studiati interventi, nei quali non mancano di dar sfoggio alla loro tecnica affinata negli anni, rendendo ancor più ricercati alcuni passaggi chiave, quali ad esempio il drumming dai toni tribali a rinforzo del narrato e dei sussurri di Hosting of the Sidhe.
Un elemento cardine nella prova di forza e lucidità targata Primordial è inoltre la performance di Nemtheanga che, ridotte in parte le incursioni in pulito, lascia spazio a maggiori intarsi di screaming a tinte black, riconfermandosi talentuoso interprete dei numerosissimi cambi di atmosfere che si susseguono lungo le tracce, impersonando passaggi ora rabbiosi, ora melodici e quasi toccanti, ora sofferenti, ora orgogliosi portatori dello spirito irlandese, con il carisma di un narratore che sa accattivare e coinvolgere con grande costanza. Gli omaggi alla terra natia non sono tuttavia limitati alle suggestioni strumentali (culminanti, per citarne una, nella già menzionata Suns First Rays) e vocaliche, ma si possono rintracciare, come in passato, anche nei testi, ad esempio nel tributo a William Butler Yeats in Hosting of the Sidhe o al poema The Recovery of the Tain e all’alfabeto ogamico in Sons of the Morrigan, così come nei riconoscimenti, sparsi lungo l’intero disco, alla fierezza e forza del popolo isolano, contrapposti alle sofferenze e all’oppressione subite nel tempo.

Tirando le somme di Storm Before Calm, si tratta di un’uscita di alto livello, quello a cui i Primordial ci hanno negli anni ciclicamente abituato. Giusto anello di congiunzione tra due capolavori “d’esordio” e un immenso ma più cupo The Gathering Wilderness, che arriverà di lì a tre anni, il platter, pur rimanendo un gradino tutti e tre i suoi ‘scomodi’ vicini di discografia, si mantiene ispirato in quasi tutta la sua lunghezza, dimostrandosi un full-length profondo ed emozionante. Nonostante il manifesto, seppur non completo, cambio di rotta nello stile proposto, Storm Before Calm si configura dunque come un album molto intenso e di spessore, in grado, grazie in particolare alla splendida performance del frontman Nemtheanga, di trascinare con sé l’ascoltatore e trasportarlo in un intimo viaggio alla scoperta dell’Irlanda più bella e più vera e di chi vi vive. Una band che sa e continua ad affascinare sia i blackster con un vivido interesse per la musica più estrema, che gli amanti delle atmosfere folk più autentiche.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
88 su 1 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Venerdì 5 Gennaio 2018, 13.27.13
3
Non esiste un album dei Primordial che non sia più che ottimo. Una band che ha sempre fatto cose strepitose, dove si sente che i pezzi sono frutto di un songwriting sentito e meditato. Sempre lontani dai facili successi, sempre sul pezzo anche come contenuti dei testi, su musiche suonate benissimo. Qui siamo su uno dei capitoli della loro discografia che si discosta pochissimo, come valore, a prove che hanno avuto più riscontri. Forse è solo un capitolo tra altri, tutti eccellenti. Grandissima band, una delle mie preferite in assoluto. Au revoir.
enry
Sabato 30 Dicembre 2017, 12.50.41
2
Quoto Doom, sempre grandi dischi, difficile scegliere, a gusto personale forse A Journey's End e The Gathering un pelo sopra, ma sono tutti di alto livello compreso questo. Una delle poche band di cui, pur avendo gli originali, ho preso anche le ristampe remaster di qualche anno fa. Bella rece e voto giusto.
Doomale
Sabato 30 Dicembre 2017, 12.28.16
1
Ormai su loro nemmeno mi esprimo più. Semplicemente uno dei miei gruppi preferiti. Album sempre di alto livello, mai una delusione. Preludio ai 3 capolavori successivi.
INFORMAZIONI
2002
Hammerheart Records
Folk/Black
Tracklist
1. The Heretics Age
2. Fallen to Ruin
3. Cast to the Pyre
4. What Sleeps Within
5. Suns First Rays
6. Sons of the Morrigan
7. Hosting of the Sidhe
Line Up
A.A. Nemtheanga (Voce)
Ciáran MacUiliam (Chitarra, Bodhrán)
Micheál O'Floinn (Chitarra)
Pól MacAmlaigh (Basso)
Simon O'Laoghaire (Batteria)
 
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