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The Sisters of Mercy - First and Last and Always
30/12/2017
( 1788 letture )
Quando pensiamo alla musica anni Ottanta probabilmente tende a venire in mente qualcosa che si contraddistingue per una grande spinta vigorosa, a qualcosa di pacchiano, appariscente, luccicante, spesso solare, ma anche potente. Elementi che rendono la musica di questa decade di grande impatto, sia sonoro che visivo, che possono, per quanto con accezioni diverse, caratterizzare gruppi musicali in un ventaglio che va dal pop fino all’heavy metal. C’è tuttavia un modo di fare musica che in larga parte si dissocia da questo modo di essere. Un movimento eterogeneo che muove i suoi primi passi negli ultimi anni dei Seventies ma che poi si delineerà soprattutto nel decennio successivo, nascosto, rifugiato nell’ombra di vicoli umidi e oscuri e soprattutto focalizzato in se stesso, a guardarsi dentro. Post punk è un’etichetta alquanto generica che abbraccia tutte queste band; si è poi parlato di new wave, dark wave, gothic o death rock, subgeneri con confini tutt’altro che precisi che più che mettere chiarezza hanno messo confusione, ma non è questo il punto. Il punto è che i The Sisters of Mercy sono stati una delle band di riferimento di questo modo di fare musica, quasi quanto i fragilissimi Joy Division o i ben più longevi Cure.

First and Last and Always è il primo album del combo originario di Leeds, ma più che a un inizio corrisponde a uno snodo nella carriera della band. Le Sorelle della Grazia nascevano infatti agli albori degli anni Ottanta, dal connubio tra la voce di Andrew Eldritch e la chitarra di Gary Marx. Inizialmente Eldritch si occupava anche della batteria, ma ben presto questa viene rimpiazzata dalla drum machine, vero e proprio membro in più del gruppo battezzato Doktor Avalanche. Già dai primi tempi la band fa uscire diversi singoli (tra gli altri Temple of Love, destinata a diventare la canzone di maggior successo del gruppo e uno degli inni dell’intero movimento), coadiuvando nel frattempo anche l’entrata in formazione di Craig Adams al basso e Ben Gunn alla seconda chitarra. Alla metà del decennio però qualcosa cambia: fuori Gunn, dentro Wayne Hussey, benvenuti ai Sisters of Mercy 2.0 e via alla realizzazione del primo full-lenght, della prima uscita sulla lunga distanza, First and Last and Always. Le linee vocali baritonali e i testi del messia oscuro Eldritch, la chitarra più ragionata di Hussey, quella più istintiva di Marx, il basso cupo e insostituibile di Adams e Doktor Avalanche che sembra pulsare direttamente dal cuore dell’ascoltatore formano per First and Last and Always una componente (tecno)organica che mai è stata e mai sarà così equilibrata nei Sisters of Mercy. Il risultato è un sound caldo, claustrofobico e avvolgente, pulsante e soporifero, dalle sfaccettature affini, ma molteplici nei suoi vari momenti. Come una fiamma nera che ondeggia a ritmi regolari, che emette un calore avvolgente ma incapace di illuminare, se non per lo sporadico brillare di rari e fugaci zampilli. Black Planet è letteralmente nera, rassegnata, non c’è via d’uscita da questo pianeta buio, non solo per le radiazioni e le piogge acide. Viene da pensare alle dichiarazioni di Eldritch, in cui il frontman rifiutava l’etichetta “gothic” rifilatagli da critica e fan e non riconoscendo la componente più “gloomy” della sua musica. Che cosa pensava allora lo stesso Eldritch quando cantava il ritornello

I see a
Black
Black planet
Black
Black world


scandendo così intensamente proprio il monosillabo di “Black”?
Seguono il braccetto più intimista di Walk Away e No Time to Cry e la ritmatissima A Rock and a Hard Place per poi arrivare a Marian, una litania vera e propria, rivolta alla Santa Vergine o a qualcuna che si chiama come lei. È la rassegnazione di uomo che si ritrova perduto senza la sua Marian, schiacciato da un mare in cui non riesce a stare a galla, senza la sua fede, senza la sua amante, senza la sua donna. La sezione ritmica non si ferma mai, trasudando una rassegnazione che sfiora l’apatia, nella sua disperata richiesta d’aiuto. È tutto così funebre qui…la titletrack si discosta ancora, ma non è affatto un pezzo facile da descrivere. I registri cambiano, Marx s’inventa un riff che dire magnetico è un eufemismo, l’atmosfera è meno opprimente, c’è più spazzo alle melodie delle chitarre, sembra quasi d’intravedere qualche bagliore di luce. Come nei pezzi precedenti, anche nella splendida First and Last and Always l’oggetto principale delle liriche è la separazione, raccontata sempre con grande intensità e leitmotiv di tutto l’album. L’inquietante e bassa Possession, la più incalzante e “leggera”, ma tremendamente affascinante, Nine While Nine e la più rock Amphetamine Logic portano poi all’ultimo capolavoro Some Kind of Stranger, in cui è il testo il vero protagonista. Sette minuti d’un incedere lento, in un climax sempre più chiuso in se stesso e disperato, con un Eldritch che spende parole su parole per descrivere il buco nero in un cuore. La melodia distaccata ma intensa della chitarra è il suo accompagnatore ideale, l’intensità trova il suo culmine nella parte finale:

Come here I think you're beautiful
My door is open wide
Some kind of angel come inside

Come here I think you're beautiful
I think you're beautiful beautiful
Some kind of angel come inside

(…)

Come here I think you're beautiful
I think you're beautiful beautiful
Some kind of stranger come inside


I versi ripetono fino alla fine del pezzo, sfumandosi e virtualmente ripetendosi per sempre. La voce diventa sempre più drammatica e disperata, un grido interiore, silenzioso e intimo, non plateale e sgraziato.
Sarebbe stato forse più giusto soffermarsi di più sulle altre tracce, ma le quattro maggiormente approfondite sono le più significative e analizzare a dovere ogni pezzo sarebbe stato in parte ripetitivo e avrebbe appesantito lo scritto in questione.

First and Last and Always non è un ascolto facilissimo, è un ascolto struggente e opprimente che ci si sente pulsare da dentro. Forse i Sisters of Mercy avevano già dato il loro meglio nelle tracce sparse nei vari singoli ed EP pubblicati tra il 1980 e il 1985, forse l’hanno dato proprio con First and Last and Always, non è chiaro. Tuttavia, in quanto primo album vero e proprio, a essere ricordato sulla distanza è First and Last and Always, ultima espressione dei Sisters of Mercy come band vera propria. Subito dopo infatti Marx, Hussey e Adams lasceranno, impossibilitati a coesistere con la personalità difficile di Eldritch, che da questo punto renderà i Sisters of Mercy sua unica, personale e decisamente più appariscente espressione. È dunque un titolo alquanto profetico. Primo album ad essere pubblicato, ultimo da band in senso stretto, ma capolavoro in grado di durare per sempre. First and Last and Always.



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
96.72 su 11 voti [ VOTA]
ilfrancese899
Domenica 4 Febbraio 2018, 13.54.04
28
100. non c é altro da dire.
Metal Maniac
Mercoledì 31 Gennaio 2018, 17.14.57
27
@suarez: stra-quoto. album come "desaparecido" e "17 re" erano la versione italiana dei sisters of mercy...
LexLutor
Martedì 30 Gennaio 2018, 21.42.04
26
...quanti metallari hanno "sbirciato" in quest' album senza tempo. Perché falaa è un capolavoro che supera i generi musicali.
Suarez
Martedì 30 Gennaio 2018, 18.46.26
25
La fonte d'ispirazione primaria dei primi Litfiba
Stagger Lee
Lunedì 29 Gennaio 2018, 17.31.55
24
Bravo/a Entropia, non te ne pentirai. Buon ascolto!!
entropia
Lunedì 29 Gennaio 2018, 17.21.35
23
Non li conoscevo. Amando i cure e joy division, e avendone sempre sentito parlare, questa recensione è stata l occasione per procurarmi l.album. che dire. Bellissimo, fin dal primo ascolto!
inflames69
Martedì 16 Gennaio 2018, 13.46.30
22
Forse per la mia indole sin troppo metallica ma preferisco leggermente VISION THING a questo disco
enry
Sabato 6 Gennaio 2018, 17.46.23
21
Capolavoro.
vox populi
Mercoledì 3 Gennaio 2018, 2.49.07
20
Immensi.
duke
Martedì 2 Gennaio 2018, 22.02.14
19
correzione...ne hanno seguito i passi....fondamentali...sorry
duke
Martedì 2 Gennaio 2018, 22.00.59
18
hanno profondamente influenzato il gothic metal....da ascoltare ad oltranza se vi piacciono quelle sonorita'....un infinita' di band metal ne hanno segiuto i passi....fondamentali....
Mix
Martedì 2 Gennaio 2018, 19.40.36
17
Qui siamo al limite della perfezione nel genere. Gran disco davvero per un gruppo che non ha mai sbagliato un colpo.
Titus Groan
Martedì 2 Gennaio 2018, 12.17.04
16
i TIAMAT devono molto alle Sorelle soprattutto dal periodo A Deepeer Kind of slumbler in poi..... Ed anche l'intonazione della voce di Joan Edlund si rifa' al cantante delle Sorelle. Negli anni ottanta a parte il metal c'erano solo loro da ascoltare e venerare.
fasanez
Martedì 2 Gennaio 2018, 8.51.16
15
Grandissimo gruppo e gran disco. Aaaaddddoooorrrrrooo letteralmente Walker away e no time to cry.
Korgull
Martedì 2 Gennaio 2018, 6.37.18
14
Decadente, oscuro, meraviglioso.... E gli album successivi non saranno da meno. Storia
InvictuSteele
Lunedì 1 Gennaio 2018, 14.22.57
13
Band che adoro, favolosa. Voto a questo disco 90, storia del gothic rock.
Rob Fleming
Domenica 31 Dicembre 2017, 19.07.25
12
@Giaxomo: guarda, con loro non sbagli. Some Girls Wander by Mistake è la raccolta di singoli e EP; i tre album in studio sono ottimi: Vision thing è praticamente Heavy Metal;  A Slight Case of Overbombing è una raccolta più canonica con la versione definitiva di Fear of the dark, pardon Temple of love con Ofra Haza. Procedi senza indugio
Giaxomo
Domenica 31 Dicembre 2017, 18.05.13
11
@Galilee: se così, temo un accantonamento a tempo indeterminato delle uscite più recenti 😂 Ti ringrazio.
Galilee
Domenica 31 Dicembre 2017, 17.47.10
10
No, ma ascoltali ti piaceranno. I Tiamat hanno preso a piene mani da loro. Gran disco. Concordo con voto e recensione.
Giaxomo
Domenica 31 Dicembre 2017, 16.17.20
9
Se non li ho mai ascoltati devo vergognarmi?
Rob Fleming
Domenica 31 Dicembre 2017, 15.39.28
8
@Sha: mi hai incuriosito perché in effetti i Ghost dance non li avevo mai nemmeno sentiti nominare prima di ieri
Metal Maniac
Domenica 31 Dicembre 2017, 15.03.16
7
con la pubblicazione di questa recensione ora Metallized è un posto migliore in cui vivere! una pietra miliare, canzoni preferite: "walk away", "marian" e "nine while nine", ma tutto il disco è su livelli siderali... voto: 95.
Zess
Domenica 31 Dicembre 2017, 10.14.42
6
Capolavoro.
Sha
Sabato 30 Dicembre 2017, 18.19.45
5
@Rob Inizialmente pensavo di citare i Mission ma alla fine la recensione era già abbastanza lunga e l'ho trovato quasi superfluo. Così come pensavo anche di citare i Ghost Dance di Gary Marx con Anne Marie Hurst degli Skeletal Family.. band veramente sfortunata e rimasta sconosciutissima, da sentire per ogni fan dei Sisters!!
Rob Fleming
Sabato 30 Dicembre 2017, 18.04.59
4
Per me i migliori nel genere gothic (o dark come veniva definito in Italia). I loro tre album sono magnifici (anche il metallii Vision thing è splendido) cosi come sono fantastiche le raccolte di singoli e EP. Recensione ben fatta che non si perde in inutili divagazioni, ma due parole sul fatto che il nome del gruppo deriva dall'omonima canzone di Leonard Cohen e che Hussey e Adams se ne andarono per dare vita agli altrettanto grandi The Mission le avrei spese.
Sadwings
Sabato 30 Dicembre 2017, 17.37.53
3
per me tutti i lavori dei sisters of mercy sono dei capolavori e ovviamente non si può non lodare questo lavoro100
Stagger Lee
Sabato 30 Dicembre 2017, 17.20.40
2
Il migliore dei Sisters.
Doomale
Sabato 30 Dicembre 2017, 16.01.08
1
Capolavoro assoluto del gothic rock. Il mio preferito nel genere.
INFORMAZIONI
1985
Merciful Release Records
Gothic / Rock
Tracklist
1. Black Planet
2. Walk Away
3. No Time to Cry
4. A Rock and a Hard Place
5. Marian
6. First and Last and Always
7. Possession
8. Nine While Nine
9. Amphetamine Logic
10. Some Kind of Stranger
Line Up
Andrew Eldritch (Voce)
Gary Marx (Chitarra)
Wayne Hussey (Chitarra)
Craig Adams (Basso)
Doktor Avalanche (Drum Machine)
 
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