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Progenie Terrestre Pura - oltreLuna
01/01/2018
( 1946 letture )
Li avevamo lasciati quattro anni fa, i Progenie Terrestre Pura, con il loro caleidoscopico e peculiarissimo debutto sulla lunga distanza, quell’U.M.A. che molti ricordano a distanza di tempo con piacere per la sua tortuosa ed elegante bellezza. Tuttavia, come ci aveva al tempo insegnato la pausa tra Promo 2011, già esordio con il botto, e quel full-length, solitamente le attese in casa q[T]p non sono frutto del caso, né conseguenza di un momento piatto e poco ispirato. In quest’occasione, dopo l’uscita dalla formazione Nex[1], la band fa il proprio ritorno sulle scene con una line-up più ricca che vede, a fianco dell’unico fondatore rimasto, Davide Colladon (che si lascia alle spalle lo storico nickname Eon[0]), il bassista Fabrizio Sanna e soprattutto un nuovo cantante, Emanuele Prandoni, già batterista di molti progetti, tra cui quello dei sardi Simulacro, per i quali milita anche lo stesso Sanna. Un cambiamento così importante, pur non snaturando affatto i cardini della proposta di black allucinato e “sci-fi” dei Progenie Terrestre Pura, ha sicuramente influito su una sua evoluzione consapevole e matura che, pur non osando tanto quanto dimostrato in passato, confeziona un album tutto da vivere.

oltreLuna si configura infatti come un viaggio che rapisce l’ascoltatore sul suo familiare Pianeta Zero e lo accompagna, snodandosi attraverso cinque passaggi dettagliatamente strutturati dalla stessa band, in una traversata spaziale ricca di suggestioni, di luce, di sviluppi inattesi, fino a Proxima (Centauri) B, destinazione lontana ma al contempo familiare, in grado sia di fornire risposte ai molti quesiti creatisi durante il tragitto, così come di forgiare nuovi enigmi. Se il concept, come suggerito dalla copertina, riconferma dunque le sue tinte spaziali, lo strumentale è pronto a stupirci ed andare oltre. Dopo U.M.A. e l’EP Asteroidi, che già aveva saputo sapientemente mischiare le carte sulla tavola dei q[T]p, questa più recente uscita, complici i nuovi innesti in formazione, appare parlare sin da subito un linguaggio più umano, conseguenza probabile della militanza in svariati gruppi black dei nuovi arrivi. Ciò si rintraccia ad esempio nei vocals di Prandoni che vanno ad interpretare i testi -come sempre, in italiano- con un urlato marziale e a tratti distorto, che coniuga senza mai esagerare la sua devozione alla nera fiamma con la necessità di accompagnare con intensità compatta l’evoluzione di questo percorso cosmico. E ciò non è affatto scontato perché, per quanto più accessibile, oltreLuna si mantiene, soprattutto nella sua seconda metà, creatura multiforme e contorta, all’interno della quale la maggiore componente violenta e black, legata soprattutto a riffing densi e potenti che fanno spesso e volentieri da cardine, non è affatto gettata nel mucchio per incattivire ed irrobustire il sound senza una logica, bensì, come ormai da tradizione per i Progenie Terrestre Pura, è solamente una tessera all’interno di un progetto definito nella sua complessità, e va ad interagire con fluidità, complici anche frequenti cambi nelle ritmiche, con ingredienti tra i più lontani e diversificati da sé. Ecco dunque il black, con tutti i suoi elementi distintivi e taglienti (inclusi i blast beat), dialogare con coesione con sussulti dubstep, suadenti arabeschi mediorientali, percussioni tribali, turbinii psy-trance, industrial, edm, persino desolati sussurri di archi, senza chiaramente dimenticare l’onnipresente synth, in grado di evidenziare gli intrecci tra metal ed elettronica anche nelle tracce maggiormente aggressive, culminando nell’abbondante quarto d’ora della conclusiva [.Proxima:B.], dove trovano posto tutte le componenti che hanno costruito l’anima di oltreLuna, che proprio qui raggiunge il suo apice.
La drammaticità e varietà di tale unico affresco sonoro, dove analogico e digitale sembrano appartenere allo stesso mondo, e all’interno del quale l’ascoltatore non può che perdersi tra le mille sfumature e digressioni rispetto a quanto sentito altrove, vengono inoltre esacerbate e ulteriormente digitalizzate da una produzione talmente cristallina da sembrare esser stata svolta in una camera sterile, supportando alla perfezione ogni elemento dei 55 minuti di quest’opera, e rendendo anche i passaggi più semplici così chiari da sembrare intricati.

Il ritorno dei Progenie Terrestre Pura appare dunque portatore di un ulteriore ed ampio sviluppo rispetto a quanto offerto nel 2013 da U.M.A., con una proposta che va ad esplorare lidi nuovi, a cui la formazione non aveva ancora pienamente lasciato spazio, e ad ibridarsi con le personali ispirazioni ed influenze dei nuovi membri che la compongono. Il risultato è un disco ispirato e imprevedibile, coinvolgente e sfaccettato, figlio di una consapevole maturità raggiunta, pur andando in parte a compromettere l’unicità del proprio stile, ora maggiormente riconducibile, nello scorrere delle varie tracce, a generi e nomi noti, per quanto non delimitabile nel suo complesso da mere etichette, né omaggiante in maniera evidente qualche act in particolare. Indubbiamente, chi avesse apprezzato le atmosfere avvolgenti, l’anima estraniante e ‘robotica’ e la quasi totale incapacità di accostare quanto ascoltato a qualcosa di altro e ben definibile all’interno del mondo metal (e non solo) tipiche di U.M.A., potrebbe rimanere deluso dalla progressione presentata in oltreLuna, non all’altezza del suo predecessore quando si tratta di osare ed azzardare, ma altrettanto indubbiamente siamo di fronte ad un full-length che sa il fatto suo e offre un viaggio intenso e peculiare, di pura fantascienza in alta definizione, creato con coraggio, a cui ci si può abbandonare con fiducia, sapendo che pressoché nessun passaggio sarà ascoltato invano.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
81.57 su 7 voti [ VOTA]
Robi
Lunedì 2 Aprile 2018, 9.21.34
12
Bellissimo album! Comprato appena uscito. Mi piacciono molto le atmosfere "fantascientifiche" e lo scream in italiano! Spero di vederli dal vivo!
Todbringer83
Sabato 13 Gennaio 2018, 0.45.26
11
Lavoro estremamente affascinante sia musicalmente, che per il tema trattato nel concept. Un connubio di Black Prog ed Industrial che ammalia l'ascoltatore, non annoia nonostante la lunga durata di ogni singolo pezzo, anzi, a tratti si avverte come la sensazione di volere che il tappeto sonoro continui all'infinito. Unica pecca a mio avviso è la produizone, troppo impastata che in alcuni frangenti soffoca le liriche. Voto: 83 Una scoperta per me.
enry
Sabato 6 Gennaio 2018, 17.33.23
10
Ottimi, due dischi due centri pieni, bravissimi a non annoiare mai nonostante la lunghezza dei brani...Forse un pelo sotto al debut ma poco conta...85 e disco comprato appena uscito. Bravi.
Titus Groan
Giovedì 4 Gennaio 2018, 13.17.57
9
Saro' forse antico o ingenuo nel mio informale giudizio, ma per me questo disco e' un capolavoro di progressive space metal. Dal coraggiosissimo cantato in italiano, Dal sintetizzatore alla Tangerine Dream, dalla complessita' i cambi di tempo e umore e la lunghezza dei brani, per finire una copertina in stile dei migliori Hawkwind, io lo ritengo il disco progressive contemporaneo del 2017
Michele
Giovedì 4 Gennaio 2018, 11.07.25
8
Ottima musica. Peccato per i testi che mi fanno sempre sorridere con tenerezza.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 3 Gennaio 2018, 10.01.48
7
Voilà, è un po di tempo che è uscito questo album... Ottima prova di una band che fa veramente buonissima musica, quanto in contrapposizione, il resto, dal nome che hanno al concettualismo dei contenuti, è alquanto cervellotico, tipico di parecchie band Italiane. Questo, comunque è un ottimo seguito agli album precedenti che avevano già fatto sentire il loro valore. Proxima:B., il mio pezzo preferito. Au revoir.
Galilee
Martedì 2 Gennaio 2018, 20.52.18
6
Interessante, approfondirò.
Ad Astra
Martedì 2 Gennaio 2018, 16.58.58
5
Il disco dell'anno. Nel mio piccolo mondo.
Deris
Lunedì 1 Gennaio 2018, 18.31.21
4
Ho appena ascoltato qualcosa su you tube...nn lo avevo mai sentiti...però...bravissimi,ma live non c'e' nulla?
Doomale
Lunedì 1 Gennaio 2018, 18.14.15
3
Bell'album ancora una volta. Diverso e più rabbioso dal precedente, ma come giustamente già detto un viaggio anche questo. Ottimo il lavoro sulle percussioni e tribalismi. Voto giusto, gruppo da mantenersi stretto.
Korgull
Lunedì 1 Gennaio 2018, 15.39.04
2
Il mio possesso già da qualche mese. Inizialmente mi ha spiazzato perchè è decisamente diverso da UMA, meno meno ambient e più rabbia. Il gelo cosmico che avvolgeva il primo capitolo qui è solo accennato ciononostate fa visitare letteralmente pianeti sconosciuti con la mente grazie al enorme lavoro di ricerca dei suoni. Grande gruppo che ha saputo stupirmi due album su due
tartu71
Lunedì 1 Gennaio 2018, 14.13.03
1
splendido gruppo
INFORMAZIONI
2017
Avantgarde Music
Black
Tracklist
1. [.Pianeta.Zero.]
2. [.subLuce.]
3. [.oltreLuna.]
4. [.Deus.Est.Machina.]
5. [.Proxima:B.]
Line Up
Emanuele Prandoni (Voce)
Davide Colladon (Chitarra, Tastiera, Programmazione)
Fabrizio Sanna (Basso)
 
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