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Aynsophar - Abysmal Secrets Of Unknown
03/01/2018
( 469 letture )
Dalle poche informazioni reperibili sulla rete, dietro al monicker Aynsophar (dall’ebraico ʺAin soph aurʺ) che significa ʺluce senza limitiʺ, si cela Barbara Teleki, vera e propria one-woman band. La ragazza ungherese infatti è la mente pensante dietro le quattro composizioni di questo Abysmal Secrets Of Unknown, sia a livello strumentale che concettuale. La ragazza tuttavia si è avvalsa della collaborazione di ben tre cantanti: Chris Lytle, Travis Green e Richard Ruzkai, mentre la linea di basso nella titletrack è stata curata da tale Lars Gygax (già chitarrista degli svizzeri Irony Of Fate). La batteria non è pervenuta, nel senso che seppur presente e udibile nel mix, non viene menzionato l’autore della performance dietro le pelli. Ipotizzo quindi che sia stata impiegata una drum machine, dal momento che il suono dei tamburi è piuttosto freddo e asettico, sebbene moderno.

Il compito di aprire questo breve EP di quattro tracce è affidato alla titletrack, che nei suoi sette arzigogolati minuti si dipana lentamente in un susseguirsi di riff intricati di chiara matrice Death. Nello specifico, gli echi sono a tratti un tributo ad album come Symbolic o The Sound Of Perseverance. Il problema è che -in alcuni punti- il riferimento a questi dischi è talmente palese da rasentare, se non il plagio, almeno una somiglianza troppo evidente. Ciò è un peccato, perché il pezzo preso nel suo insieme non è malaccio. Ci sono dei buoni cambi di tempo e uno scambio vocale tra lo scream e il growl interessante. Anche alcuni spunti melodici sparsi destano l’interesse, ma bisogna ribadire che la somiglianza con la creatura di Chuck Schuldiner è troppo palese. Con la successiva traccia la sensazione di già sentito viene un po’ meno: Feed The Machine colpisce come un treno in corsa. I riff sono più lineari e taglienti, con quel classico accento sulle toniche sempre ficcante e carico di tensione. Anche i passaggi solisti sono più tecnici ed elaborati, ma penalizzati da un missaggio che li mette in secondo piano. La terza traccia Inhuman Conditions, probabilmente la migliore del disco, rimane sulle stesse coordinate sonore, dosando bene l’alternanza sporadica tra riff più elaborati e ʺobliquiʺ ed altri certamente più diretti e aggressivi. Chiude il promo la breve Eternal Soul Damnation che -per quanto ben suonata- risulta un po’ anonima e senza passaggi degni d’interesse.

Tirando le somme, questo EP è diviso in due. Da una parte abbiamo due brani che lasciano intravedere buone potenzialità, dall’altro un’altra coppia di canzoni o debitrici a sonorità già ampiamente metabolizzate o semplicemente anonime. Il tutto per quanto ben suonato suona come riuscito a metà (il songwriting è da rivedere). Come anticipazione, in attesa di un full length, non è male, ma in altre parole, si poteva certamente fare di meglio. Il progetto strappa quindi la sufficienza, ma più per l’impegno profuso che per il risultato.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Red Sun Recordings
Technical Death Metal
Tracklist
1. Abysmal Secrets Of Unknown
2. Feed The Machine
3. Inhuman Conditions
4. Eternal Soul Damnation
Line Up
Chris Lytle (Voce)
Travis Green (Voce)
Richard Ruzkai (Voce)
Barbara Teleki (Chitarra)
Lars Gygax (Basso)
 
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