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Gotthard - The Domino Effect
( 4513 letture )
Meglio mettere le carte in tavola da subito: la proposta musicale dei Gotthard non è mai stata in cima alla lista delle mie preferenze, per cui i lettori devono tenere conto di questo particolare nel valutare la recensione. Messo subito in chiaro questo punto fondamentale va detto che certamente questo lavoro di Leoni & C. contiene tutti gli elementi necessari a fare “sballare” i loro fan.
L’ottavo album degli svizzeri rappresenta infatti uno dei migliori della loro discografia, miscelando con gusto elementi più marcatamente hard con altri dichiaratamente AOR, ma, per ciò che mi riguarda, è proprio qui che casca l’asino. Sarà perché all’epoca dell’esplosione di questo tipo di musica, il cui alfiere era un giovanissimo Bon Jovi, il sottoscritto era tutto preso da Venom, Bulldozer e roba simile, e quindi interpretò come “blasfemo” tutto quello che poteva contaminare la musica estrema con elementi spesso addirittura poppeggianti (anche se, tecnicamente parlando, forse definire blasfemo l’AOR a confronto del black può apparire singolare) ma ancora oggi, a quaranta anni suonati, i coretti facili facili, gli arrangiamenti troppo ammiccanti, le produzioni smorzate che vanno bene un po’ per tutti mi stanno pesantemente sui cabasisi (e chi ha visto Montalbano sa di cosa parlo).

Al di là di questo preambolo The Domino Effect comincia alla grande, con un trittico costituito da Master of Illusion, potentemente hard ed imperdibile dal vivo, Gone Too Far, altrettanto hard ma più “costruita” e di classe, e The Domino Effect, un po’ più facile ma ben riuscita.
Quelle che non riescono a convincermi appieno sono le atmosfere troppo patinate, costruite, e giocate su tonalità volutamente d’effetto come quelle riscontrabili in Fallin o The Call, fatte proprio per piacere ricalcando smaccatamente, seppure con professionalità, sentieri già troppo battuti da gente come lo stesso Jovi, AC/DC (Heal Me), e, tanto per restare nell’ambito della nazione d’origine della band, dai dischi più americani dei Krokus. Rispetto alle prove precedenti si riscontra forse una varietà compositiva maggiore, una attenzione aumentata verso gli arrangiamenti -ripeto, non tutti da me apprezzati- una resa acustica molto “cercata” in studio (The Oscar Goes to You) e, me ne rendo conto, un impatto complessivo del CD più pesante rispetto al passato. Non di particolare rilievo i testi.

Un disco quindi che, soprattutto dal vivo, sarà indubbiamente molto apprezzato da chi segue abitualmente il gruppo e che quindi non posso che consigliare loro. Per chi, come me, è normalmente orientato verso lidi più massicci e pesanti, beh… immagino che comunque sappiate cosa aspettarvi.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
57.55 su 36 voti [ VOTA]
Charleston11
Lunedì 23 Novembre 2015, 7.53.32
8
Ma perchè i voti lettori dei Gotthard sono sempre cosi bassi??!
MarlaSinger
Domenica 13 Maggio 2007, 21.20.12
7
"Domino Effect" è stato definito come il naturale proseguimento di "Lipservice". Sinceramente non ci trovo nulla in comune. Il penultimo si tratta di un vero e proprio capolavoro del genere, mentre il nuovo arrivato mi è parso un album piatto. E lo dico da grande fan dei Gotthard. Onore al merito però: è registrato da dio, e suonato ancor meglio. Forse per questo la mia delusione è stata doppia. Appena sentito la mia prima impressione è stata quella di un album fatto e pubblicato di fretta. Magari crescerà con gli ascolti, sarà più "difficile" da seguire... non lo so. So solo che non mi ha preso per nulla. Molto validi però i pezzi "Gone Too Far", "The Call" e "The Oscar Goes To You". Come voto non mi sbilancerei oltre il 60, e lo dico con dispiacere.
Zagor76
Giovedì 26 Aprile 2007, 0.59.12
6
Una buona band, talvolta però sopravvalutata. Quest'ultimo album è davvero ottimo, vario ed ispirato, come il suo predecessore Lipservice, anche se meno immediato e più ricercato. Una band all'apice della sua carriera che sta dando il meglio di sè VOTO: 80
francesco Gallina
Lunedì 23 Aprile 2007, 18.03.45
5
Si, è vero, lo hanno sempre fatto. E' solo il mio gusto personale che me le fa apprezzare poco.
Larka
Lunedì 23 Aprile 2007, 16.12.53
4
Da abituale ascoltatrice dei Gotthard direttamente dalla Svizzera non posso che lasciare un commento. Sono d'accordo sul fatto che è uno dei migliori cd che i Gotthard abbiano mai fatto. Riguardo alle canzoni come Fallin' e The Call posso solo dire che in ogni cd i Gotthard hanno mischiato canzoni più verso l'Hard Rock e quelle più verso le Ballades. Per cui dico solo: gran bel lavoro questo cd!
Francesco gallina
Sabato 21 Aprile 2007, 8.26.28
3
Che fosse HR, mi pareva di averlo sottolineato. Credo che pochi tengano presente il fatto che davanti al video possono anche piazzarsi dei neofiti, ed ogni tanto si deve anche essere "divulgatori". Che abbia questo tiro per tutta la sua durata ho le mie riserve. Dal punto di vista del tiro nel settore HR si può trovare di meglio senza spostarsi troppo geograficamente dal punto d'origine dei Gotthard.
jappy
Venerdì 20 Aprile 2007, 19.11.15
2
Dico solo una cosa, è come se stiamo parlando di liscio, Heavy metal, Death e generi vari rapportandoli come se fossero la stessa cosa. Qui si parla di Hard rock, suonato coi grandi Cojones, con un tiro micidiale. Quindi è inutile parlare di roba che non c'entra niente coi Venom... E' Hard rock .. Valutiamo le cose obiettivamente !! Poi vale comunque la regola che i gusti son gusti..
Roberto
Giovedì 19 Aprile 2007, 18.45.40
1
D'accordo con la recensione. I Gotthard sanno articolare la loro proposta. Irrigidito il sound in generale.
INFORMAZIONI
2007
Nuclear Blast
Hard Rock
Tracklist
1. Master of Illusion
2. Gone Too Far
3. The Domino Effect
4. Falling
5. The Call
6. The Oscar Goes to You
7. The Cruiser (Judgment Day)
8. Heal Me
9. Letter to a Friend
10. Tomorrow’s Just Begun
11. Come Alive
12. Bad to the Bone
13. Now
14. Where is Love when It’s Gone
Line Up
Steve Lee - vocals
Leo Leoni - guitars
Marc Lynn - bass
Freddy Scherer - guitars
Hena Habegger - drums
 
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