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Summoning - With Doom We Come
09/01/2018
( 3031 letture )
A calare la prima -attesissima- carta in questa nuova mano di uscite black metal targate 2018 sono i Summoning, duo austriaco che di certo non ha bisogno di presentazioni, vista la sua lunga esperienza e discografia. Se le comprensibili aspettative, da parte di fan, amanti del black atmosferico a tinte epiche e non solo, per l’uscita di questo With Doom We Come, non appaiono essere solamente legate ai ben cinque anni di tempo che lo hanno distanziato dal suo predecessore, ma anche e soprattutto dal lungo periodo di silenzio che ha contraddistinto questo intervallo (che, a detta della stessa band, hanno celato malumori e problematiche non meglio specificate, ora auspicabilmente risolte), una cosa va messa subito in chiaro: l’attesa non è stata vana, anzi, è stata ripagata da un altro full-length di pregio.

Fin dai primi ascolti, infatti, With Doom We Come si configura come un album pienamente Summoning nelle sue atmosfere epiche e suggestioni raffinate, nonché come un lavoro maggiormente ispirato rispetto al suo predecessore Old Mornings Dawn, anch’esso figlio di una ancor maggiore attesa. Non inganni la blanda opener in sussurrato pulito Tar-Calion, inspiegabilmente posta in apertura nonostante sia probabilmente l’anello più debole del lotto malgrado i suoi toni guerreschi, With Doom We Come è un platter che cresce con lo scorrere dei brani e con il passare degli spin, garantendo al contempo sia l’ennesima riconferma della coerenza degli austriaci, graniticamente arroccati da un abbondante ventennio su un personalissimo stile tra il leggendario e l’eroico (che in tanti, negli anni, hanno tentato di emulare, mai riuscendo ad equiparare il livello dei maestri) a cui chiedere una virata innovatrice o più sperimentale equivarrebbe ad eresia, che le loro capacità di offrire alla loro folta fanbase un’uscita comunque solida ed apprezzabile, sostituendo all’inopportuno ed inutile effetto sorpresa una nuova, compatta prova del loro talento. Ispirato come sempre alle opere di J.R.R. Tolkien (in questa sede l’attenzione è puntata su Il Silmarillion e, in particolare, su Númenor), questa nuova fatica, dal minutaggio pressoché identico al precedente, si divide nella pratica in due metà, inframezzate dalla breve e leggera strumentale Barrow-downs: ci sono picchi di maestosità ed eleganze tipiche del gruppo, come la possente Silvertine o l’orientaleggiante Night Fell Behind, ci sono suite di alto minutaggio ricche di sfaccettature su cui Protector e Silenius creano evocativi arabeschi anche vocalici (con quest’ultimo a dimostrarsi ancor più abile dell’usuale nei passaggi più taglienti ed aggressivi) quali le conclusive Mirklands, ipnotica e cadenzata, e l’onirica titletrack finale With Doom I Come, dove protagoniste sono -più che altrove- le tastiere, e ci sono anche momenti meno oscuri e opprimenti del solito, quale l’eterea Carcharoth o la centrale Herumor, dove intarsi d’elettronica vanno ben a dialogare con i vocals di più rodata tradizione e alcuni cori in chiusura. Il tutto è tenuto assieme senza particolari strappi dal canonico, onnipresente e massiccio riffing a marchio Summoning e da una immancabile drum machine che, pur risultando ancor più che in passato una soluzione indigesta per alcuni, continua a fare il suo dovere. Giudizio come sempre sospeso sulla produzione, che ancora una volta va deliberatamente a non supportare al meglio i pregi di quest’album.

Nel panorama musicale (non solo metal) non sempre si può essere certi del risultato di nuove release, specialmente se giungono alle stampe dopo numerosi anni di silenzio. Eppure, i Summoning riemergono dal silenzio quasi in punta di piedi, ci stuzzicano sui social per diversi mesi con interessanti anticipazioni e, arrivato il 2018, calano non a sorpresa un solido asso che avrà con tutta probabilità modo di essere citato in ben più di una classifica “best of” ad oltre 360 giorni dalla sua uscita. Una produzione affascinante, curata, solenne e carica di tutti quegli elementi che li hanno resi famosi dagli anni Novanta ad oggi, incluso quel tocco di ‘magia’ e fascino da mondo fantasy che, pur non brillando come nei più riusciti capitoli della discografia di questo duo, continua comunque a permearla. Un full-length senza troppe novità, perché dopo tutto non ce n’è bisogno, né eccessivi incespicamenti o criticità, sicuramente prevedibili per una formazione che negli anni ha davvero dato tutto. Consigliato per i fan di lunga data, indicato ai neofiti per cominciare a scoprirne le qualità, assolutamente non adatto per coloro i quali li hanno ritenuti noiosi e soporiferi in passato, in quanto in casa Summoning continua a vigere il motto squadra che vince, non si cambia.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
89.68 su 19 voti [ VOTA]
lisablack
Giovedì 13 Dicembre 2018, 19.32.20
33
Bellissimo, tra i più belli di questo anno ormai finito..l'ho riascoltato oggi
Angelo Silvestri
Sabato 3 Novembre 2018, 20.36.55
32
Album eccezionale, comprese le 2 bonus track. Il finale quasi commovente...
Elisabetta Cheli
Martedì 7 Agosto 2018, 12.25.34
31
BELLISSIMO!!!! da 10 e laude!!!
PDB
Giovedì 15 Febbraio 2018, 14.35.45
30
Molto, molto bello . Lo sto ascoltando anche in questo momento e mi sorprende ad ogni ascolto.
OathBound
Lunedì 12 Febbraio 2018, 10.22.18
29
Bellissimo, ascoltato molte volte, per me molto al di sopra del precedente (che male non era). Il finale dell'ultimo brano da brivido, come quello in chiusura di strongholds. Sottoscrivo il pensiero di PDB su emyn muil e caladan brood.
PDB
Venerdì 2 Febbraio 2018, 21.43.47
28
Concordo con Graziano. Elenion Ancalima e molto bello anche se preferisco Echoes of Battle dei Caladan Brood decisamente splendido. Adesso aspetto questo ultimo lavoro dei Summoning
Graziano
Venerdì 2 Febbraio 2018, 18.49.32
27
In attesa dei Caladan Brood consiglio gli Emyn Muil, l'ultimo Elenion Ancalima è favoloso (e tolkeniano dall'inizio alla fine).
M.V.F.
Giovedì 25 Gennaio 2018, 15.05.55
26
Più lo ascolto e più mi rendo conto di quello che non mi convince di quest' album (esattamente come successo come con OMD): mancano certe melodie che ti prendono dalla prima volta come quelle di una "Through the Forest of Dol Guldur", "Like some Snow-white marble Eyes" o "Land of the Dead", per citarne una random da ogni album di quella che per me è la loro triade imbattibile. Concordo sulla necessità di più ascolti per comprendere questo nuovo lavoro, il che solitamente è una caratteristica per me importantissima, ma è anche vero che quelle stesse melodie così facili andiamo avanti tutti quanti a canticchiarle da quanti anni ormai? Traducendo farloccamente il discorso, mancano le melodie immortali qua dentro
Le Marquis de Fremont
Martedì 16 Gennaio 2018, 13.42.44
25
Effettivamente diversi commenti sottolineano il fatto che l'album ha bisogno di più ascolti (tutto, comunque, per i Summoning, va ascoltato e riascoltato...) e avevo precedentemente commentato molto positivamente dopo tanti ascolti. Va anche sottolineato che non sono più la novità degli album da Minas Morgul a Stronghold ma la musica che sanno fare in ogni loro album, questo compreso, sa emozionare come poche. Au revoir.
M.V.F.
Lunedì 15 Gennaio 2018, 13.11.33
24
Scusate non c' entra un tubo ma anch' io sono in attesa spasmodica di Bizanthine Horizons, Oath Bound hahaha - Uscirà mai?
enry
Sabato 13 Gennaio 2018, 13.16.20
23
Due soli ascolti per il momento, mi pare il solito ottimo lavoro di una band praticamente infallibile che non ha mai rilasciato un disco brutto in 25 anni. A naso non sui livelli del precedente ma devo ancora dedicarmici come si deve. PS. Confermo quello detto sui Caladan Brood, grande band, anche loro nella mia collezione, meritano l'acquisto.
Graziano
Sabato 13 Gennaio 2018, 12.48.00
22
Ma i Caladan Brood faranno mai un nuovo album? Ho letto che hanno suonato e registrato una cover dei Summoning e che stanno lavorando su nuovo materiale.Con calma eh......
lisablack
Sabato 13 Gennaio 2018, 8.28.04
21
Dopo ripetuti ascolti devo dire che questo è un'album eccellente come tutti quelli passati d'altronde. Da ascoltare più volte però.. Una volta sola è poco. Poi pian piano si rimane rapiti da questa ispiratissima band. 85.
Luky
Venerdì 12 Gennaio 2018, 23.15.08
20
@Cristiano Elros, non è assolutamente un concept su Numemor, tutte le canzoni sono come al solito slegate, ho scritto, forse frettolosamente, che Numenor è il tema principale perché due canzoni sono a esso legate, mentre tutte le altre trattano altri temi, quindi 2>1
metaller nel cuore
Venerdì 12 Gennaio 2018, 22.13.05
19
Ottimo lavoro, con i Summoning si può andare sempre sul sicuro. Album che cresce nella durata, le ultime tre tracce le migliori del disco, anche Carcaroth niente male.In sostanza in linea col voto della recensione
Cristiano Elros
Venerdì 12 Gennaio 2018, 21.49.11
18
Allora, sono rimasto leggermente deluso dal nuovo lavoro dei Summoning. Innanzitutto mi aspettavo un sound un po' diverso, considerato che loro ad ogni album hanno cambiato qualcosina a livello di suoni e di produzione, invece qui la produzione è identica a quella di OMD. Poi bo, è stata la prima volta che mi sono annoiato ascoltando un loro album, ci sono un paio di canzoni che sono un po' noiosette secondo me, non decollano mai e sembrano essere là tanto per. Inoltre non capisco perché nella canzone "Herumor" (una delle migliori), che parla di un personaggio di Tolkien, ci sia come testo una bellissima poesia di Poe: mi ha dato un senso di pigrizia. Comunque non è per niente un brutto album, sia chiaro! E' più rilassato, delicato e sognante dei precedenti, mancano quell'epicità e magniloquenza che conosciamo bene, ma non è per forza un difetto questo, anzi, cambiare atmosfere ogni tanto va benissimo. Canzoni preferite: "Silvertine" e "With Doom I Come", davvero belle e maestose. In ogni caso, dove lo vedete il concept su Númenor?
OathBound
Venerdì 12 Gennaio 2018, 21.46.22
17
Senza nulla togliere a questa immensa band (il mio nick dice tutto a riguardo...), nel caso dei Caladan Brood mi sento di dire che il maestro supera l'allievo (con riferimento specifico alle ultime due uscite Summoning). Hanno fatto un debutto stratosferico, il genere è lo stesso, ma hanno dimostrato di avere tratti molto personali e distinguibili e inoltre i testi sono relativi alla saga fantasy di Erikson e non a quella troppo abusata di Tolkien. Dopo un brano come "Land of the Dead" non avrei pensato di poter trovare un'altra band che potesse produrre gemme di quella levatura, ma mi sono ricreduto. Peccato che ancora non si sappia nulla del loro secondo album, ma vale la pena attendere (lo dice uno che spera ancora in "Bizantyne Horizons" dei Crown of Autumn...
M.V.F.
Venerdì 12 Gennaio 2018, 16.51.44
16
Buon album, ma mi resta la stessa sensazione post ascolto di OMD: poco, troppo poco rispetto alla loro triade storica. Non lo definisco una delusione perchè comunque ci sono dei momenti pienamente godibili, ma non concordo neanche con chi lo definisce "capolavoro". Anche per me Echoes of Battle rimane un gradino -e bello alto- superiore sia a questo sia a OMD
Nightfall's Dream
Venerdì 12 Gennaio 2018, 16.29.03
15
@Longrave Grazie per il garbatissimo accoglimento della replica. Come hai scritto, io ho fatto un discorso più oggettivo che soggettivo, se a te l'album non è piaciuto fino in fondo c'è poco da fare, i gusti sono gusti e come tali vanno rispettati. Per completare il discorso e risponderti dal punto di vista oggettivo, seppur con pareri diversi, in realtà siamo più o meno d'accordo sulla discografia vista nel complesso; non amo troppo dare valutazioni numeriche ma se vogliamo darne: il trittico Minas Morgul, Dol Guldur e Stronghold è da 10 (con questi album i Summoning hanno dato alla luce e scritto la storia di un genere, non ci sono storie), Let Mortal Heroes Sing Your Fame e Oath Bound da 9 (non trovo tutti i pezzi sullo stesso livello, ma sia chiaro, quando non sono da 9 sono da 8 e sarebbero probabilmente la punta di diamante dei dischi del 99% delle altre band del filone. Ma sebbene vi siano alcuni pezzi eccellenti e altri "semplicemente" ottimi o molto buoni, ci sono rispettivamente Farewell, primo pezzo con l'utilizzo dei cori per i Summoning, anche qui è storia e Land of the Dead, assoluto apice dei Summoning e altro non serve dire, capolavoro immortale e forse la mia canzone preferita in assoluto), poi Old Mornings Dawn da 8.5 (disco ottimo; title track su tutte che mi esalta tantissimo) e With Doom We Come 8- (come precedentemente scritto, alcuni pezzi buoni, alcuni ottimi ma il disco col voto per me più basso per i Summoning sarebbe probabilmente l'apice della carriera di molte altre band). Lugburz è un pò un outsider nella loro discografia, disco di black più canonico senza onore ne vergogna, 6.5 politico. Alla fine dunque, siamo comunque d'accordo nel considerare With Doom We Come forse un filo al di sotto degli altri, ma scommetterei sul fatto che nel genere sarà comunque nella Top 5 delle uscite annuali, un loro disco da 8- sarebbe un 9/9.5 per molti altri. Sui Caladan Brood siamo pure d'accordo, il debut è una piccola gemma, se si manterranno su questi livelli ancheper i prossimi dischi, un giorno potrebbero raccogliere l'eredità dei Summoning (sia chiaro, rammentando sempre chi sono i maestri e chi sono gli allievi). Anche qui mi sono dilungato tantissimo, mi scuso per la prolissità.
Longrave
Venerdì 12 Gennaio 2018, 13.16.22
14
Accetto con piacere la replica di Nightfall's dream. Le sue sono argomentazioni più che giuste dal lato tecnico. Però su una musica così emozionale come la loro lo spazio maggiore ce l'ha la sensazione soggettiva. Ok che non servono cori ai Summoning per scrivere belle canzoni, ok che si può perdonare la produzione sì peggiorata ma in linea con le loro produzioni, ma a me molte canzoni non hanno fatto presa, come detto si sente che sono sessioni scartate da Old mornings. Restano maestri nella loro nicchia di musica, ma per me quest'album é da sei e mezzo, rispetto ad una media altissima. Le vocals impostate così non le sopporto. Sui Caladan brood é verissimo, non può essere confronto alla pari, visto che sembrano quasi un gruppo tributo, però con una qualità di canzoni elevatissima
Nightfall's Dream
Venerdì 12 Gennaio 2018, 11.50.39
13
Non stiamo certamente parlando di un album che segna un nuovo zenit per i Summonig, ma vederlo smontato così e con argomentazioni a mio modo di vedere opinabili mi lascia perplesso. In primis, i cori: in tutta la discografia dei Summoning, escludendo With Doom We Come, troviamo solo sei pezzi in cui sono presenti: Land of the Dead (insuperato e forse insuperabile capolavoro), Farewell, Might and Glory, Old Mornings Dawn, Caradhras ed Earthshine; senza dubbio alcuno tutti pezzi importanti se non importantissimi, ma i Summoning hanno prodotto masterpieces assoluti come Dol Guldur, Minas Morgul e Stronghold che di coro non ne hanno nemmeno mezzo. Poi, il discorso produzione, su espressa dichiarazione dei Summoning, per questo album sono stati utilizzati gli stessi software e le stesse tecniche di Old Mornings Dawn e si sente; ci sono tracce più guitar oriented (Night Fell Behind) e altre i cui i synth dominano la scena (Herumor o la title track). Non mi sento personalmente di strapparmi i capelli per una produzione peggiore del solito, considerando che un'impronta così raw è una deliberata e consapevole scelta della band; volendo cambiare qualcosa, probabilmente avrei dato un pò più "ciccia" alle drums. Entrando infine nel merito delle tracce: Tar-Calion poteva durare la metà e nessuno se ne sarebbe lamentato, Barrow-Dawns è un intermezzo senza infamia ne gloria, Night Fell Behind non è un pezzo indimenticabile ma nemmeno una ciofeca totale, tuttavia mettere in discussione la bontà di pezzi come Silvertine (la mia preferita del disco, epica e maestosa), With Doom I Come, Mirklands (con il suo incedere statico ed inquietante) o Herumor (escludento le vecchie ed eccelse Over Old Hills e Where Hope and Daylight Die, un'apertura all'elettronica e ad una certà "femminilità" inusuale per i Summoning, senza contare lo splendido testo tratto da uno scritto di E.A. Poe) mi sembra oggettivamente ingeneroso. Ciò detto, With Doom We Come non è e non sarà mai la somma gemma della discografia dei Summoning, ma visto che 1) la concorrenza non si avvicina a loro nemmeno lontanamente 2) dopo cinque anni, un album così, al netto di alcuni pezzi non clamorosi ma tutt'altro che pessimi, ribadisce che la corona del genere rimane incollata sulle loro teste e (probabilmente) ci rimarrà fino a che non decideranno di ritirarsi (i Caladan Brood sono un gruppo dalle grossissime potenzialità, ma prima di poter guardare i Summoning da pari a pari, di acqua sotto i ponti ne deve passare parecchia).
Le Marquis de Fremont
Venerdì 12 Gennaio 2018, 11.38.06
12
E già da un po' di tempo che ascolto questo disco che mi è stato fornito in MP3 da un nostro importatore Russo, già alla fine di novembre. E devo assolutamente confermare quanto riportato nella eccellente recensione che coglie un pieno il senso di questa release. Complimenti, Madame Akaah! I Summoning offrono un'altra prova delle loro capacità di scrivere grandi pezzi e di mantenere quello stile che ha caratterizzato tutta la loro eccellente discografia. Pezzi come Silvertine, Night Fell Behind e soprattutto la spettacolare titletrack, sono l'esempio che non serve cercare di innovare quando si ha la freschezza e la creatività nel comporre brani che danno grandi emozioni. Difficilmente sarà superato o sarà tra i migliori nel 2018. Per me, superiore a Old Morning Dawn ma nella discografia dei Summoning, questi distinguo hanno poco senso. Girerà sui miei device per parecchio tempo. Grandissima band. Au revoir.
Longrave
Giovedì 11 Gennaio 2018, 22.04.25
11
Per ora ascoltato solo poche volte, ma sembra inequivocabile un netto calo. I cori così caratteristici sono quasi assenti, le vocals hanno un'impostazione difficilmente digeribile, la produzione di bassa lega sembra assemblata su un programmino amatoriale. Ho letto proprio oggi un'intervista dove affermano che le canzoni di quest'album provengono da scarti delle sessioni di Old mornings dawn. E si sente tutto. Al di là del cuore, stavolta serve lucidità. Se i Caladan brood si muovessero a far uscire il secondo album avrebbero partita facile a superare questo.
streaming tide
Giovedì 11 Gennaio 2018, 11.02.41
10
premetto che sono da tantissimi anni uno dei miei gruppi preferiti e che ognuno la vede a modo suo, oltretutto un disco simile nel panorama metal odierno è anche buono. ma detto questo vorrei dire che rimango meravigliato di tutto questo entusiasmo, soprattutto da chi li segue dai vecchi dischi. in tutta onestà questo album, è un banale copia incolla mal riuscito di tutti i loro clichè. oltretutto, perseverando con suoni che nel 2018 e vista la loro proposta musicale, lasciano molto a desiderare. non sono certo un estimatore delle produzioni plasticose odierne, ma ritengo i suoni inadeguati e decisamente peggiori rispetto a vecchi dischi che, seppur (giustamente) grezzi visto il genere, avevano suoni decisamente più caldi e avvolgenti (apice nel capolavoro oath bound), oltre che adeguati allo stile. ma senza soffermarmi troppo sul discorso produzione, che nel genere in questione come sappiamo è molto relativo, vorrei proprio esprimere la mia delusione su questo album che come dicevo, a mio modo di vedere denota un chiaro calo di ispirazione. questo commento magari farà insorgere altri appassionati che si accontentano della trombetta epica, ricilata allo stesso modo per l'ennesima volta e inserita in un contesto ormai caotico e privo di idee. come rivorrei la maestosa freschezza di oath bound....
ManowaL
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 19.11.32
9
Gran disco ma decisamente inferiore al precedente. E questo perché Old Mornings Dawn era un capolavoro ineccepibile, insieme a Stronghold l'apice della loro sempre ottima produzione discografica. Invertirei i voti tra questo ed OMD.
Pirox
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 15.39.18
8
@Federico: il primo disco dei Summoning che ho comprato è stato Dol Guldur (ossia il loro terzo album) e l'avevo comprato appena uscito. Eppure, tolta forse la prima traccia, a me questo nuovo disco piace tantissimo e lo trovo tutt'altro che noioso. Silvertine, Carcharoth e la title track sono una più bella dell'altra e crescono ad ogni ascolto. Personalmente non avrei potuto sperare in un album migliore. De gustibus...
Gimlet
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 15.36.56
7
daje che oggi me lo consegnano! DAJEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!
Federico
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 15.30.23
6
Non so proprio come si possa dare un voto così alto ad un album simile. Un 85 è un voto fasullo, assolutamente regalato ad un album invece davvero povero di idee e sopratutto noioso. Dubito che chi segua i Summoning sin dal loro primo album possa trovarsi d'accordo con questa recensione. 85????? ma state scherzando??
Luky
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 2.20.40
5
Anche io sono ai primi ascolti, ma a contrario di Cristiano trovo questo album un capolavoro, tra i migliori della discografia dei Summoning. Piú malinconico, meno caldo e meno pomposo rispetto agli ultimi lavori, il che rispecchia il tema principale dell'album, la cittá caduta di Numenor (merito anche della produzione piú grezza e piú simile a quella dei primi lavori), ma sempre maestoso e "sublime", inteso come il sublime romantico. E soprattutto, non c'è una canzone debole.
Cristiano Elros
Martedì 9 Gennaio 2018, 21.48.33
4
Sto ancora ai primissimi ascolti, ma per ora OMD mi sembra migliore e non di poco. Ripasserò dopo aver approfondito meglio!
Federico S.
Martedì 9 Gennaio 2018, 21.29.47
3
E pippa fu.
Pirox
Martedì 9 Gennaio 2018, 21.20.52
2
Brava Elena, finalmente una recensione che rende giustizia a questo ennesimo magnifico disco dei cantori di Mordor.
lisablack
Martedì 9 Gennaio 2018, 20.01.11
1
L'ho ordinato oggi a scatola chiusa, grandissimi Summoning non vedo l'ora..per me sono eccellenti in tutto quello che hanno fatto.
INFORMAZIONI
2018
Napalm Records
Black
Tracklist
1. Tar-Calion
2. Silvertine
3. Carcharoth
4. Herumor
5. Barrow-downs
6. Night Fell Behind
7. Mirklands
8. With Doom I Come
Line Up
Protector (Voce, Chitarra, Tastiere, Drum machine)
Silenius (Voce, Tastiera, Basso)
 
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