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Steven Wilson - Last Day of June
10/01/2018
( 2094 letture )
Quando gli hanno chiesto di sviluppare un videogioco sull’idea e sui personaggi del video musicale di Drive Home, Steven Wilson era sorpreso ma anche molto incuriosito dall’operazione. Dato il via libera a Massimo Garini e al suo studio Ovosonico per la creazione di Last Day of June, ha poi acconsentito anche a contribuire al progetto lavorando sulla colonna sonora, totalmente composta da riarrangiamenti di brani del progetto Bass Communion e degli album solisti del polistrumentista britannico: Insurgentes, Grace for Downing, The Raven That Refused To Sing e Hand.Cannot.Erase., più l’EP . Ci ha tenuto anche ad affermare che realizzare una soundtrack era un suo sogno e che le tracce da lui composte si sono inaspettatamente rivelate perfette per un prodotto di questo tipo. Effettivamente, anche solo ad uno sguardo distratto, ci si accorge che la sua musica, riproposta qui in chiave prettamente strumentale, dà una visione molto particolare ma incredibilmente piacevole alle immagini dell’opera videoludica.

Bisogna chiedersi però se l’operazione di estrazione, rielaborazione e ricollocazione di canzoni già fatte e finite sia riuscita o meno; se oltre che musicalmente valido l’album Last Day of June risulti anche interessante e degno di nota. La base di partenza è di tutto rispetto quando non eccezionale: risentire brevemente The Raven That Refused to Sing nella centrale Driving Home è sicuramente suggestivo, ma è necessario valutare l’interesse che quest’opera può avere per un fan di Steven Wilson (poichè si tratta di un prodotto che difficilmente attirerà l’attenzione di chi non apprezza l’ex leader dei Porcupine Tree).

L’inizio è molto tranquillo, giocato principalmente su arpeggi di chitarra acustica, a cui viene in soccorso qualche elemento orchestrale per dare forza all’atmosfera quieta e sospesa dei primi brani. Con There Must Be A Way si comincia a intravedere un lato più inquietante dell’opera, con un sintetizzatore quasi badalamentiano, prima che la titletrack spezzi completamente il mood. The Last Day of June è infatti la versione strumentale della stupenda Routine, tratta naturalmente da Hand.Cannot.Erase., e l'anima prog rock del suo creatore non viene minimamente celata, anzi, si introduce con prepotenza nel mondo del videogioco di Garini. Un minuto di tastiera ambient (Suspended In Me) e siamo già dentro a Driving Home, che -come anticipato sopra- ripropone velocemente il tema di The Raven That Refused to Sing, uno dei pezzi più emotivi e suggestivi mai scritti dal londinese. Al contrario Deform to Form a Star, una canzone non particolarmente riuscita presente in Grace for Drowning, rivive con The Boy Who Lost His Friends nella sua parte migliore, il finale, dimostrazione di quanto sia stato intelligente il lavoro del britannico, che ha setacciato con cura il proprio territorio per offrire il meglio all’ascoltatore e, in secondo luogo, al videogiocatore.
Sono specialmente per il secondo i tanti momenti di raccordo all’interno della colonna sonora, irrequieti ma di passaggio, tratti spesso dal progetto Bass Communion; sono invece per il primo pezzi come l’emozionante Time For a New Start, traccia strumentale dell’ottima Insurgentes, o Accept, nuova versione di Veneno Para Las Hadas, la cui carica epica ed elettronica la rende uno degli episodi migliori dell'album. La soundtrack si chiude con una classica ballad prog à la Wilson: Together, Forever Again. Conoscendo il repertorio del compositore si poteva scegliere un finale più accattivante, piuttosto che un brano abbastanza standard come Significant Other, ma bisognerebbe essere veramente puntigliosi per non uscire comunque soddisfatti dall'ascolto di questi quaranta minuti di musica.

Il collage è ben congegnato, sia a livello teorico che pratico, capace di scaldare il cuore di chi ama l'artista simbolo del prog rock degli ultimi vent'anni; anche in quanto colonna sonora a sè stante Last Day of June è veramente un buon lavoro, di sicuro adatto a un prodotto audiovisivo che si rifà allo stile animato di film come il bellissimo Ma vie de Courgette (di Claude Barras). Se riteneva che lavorare ad una Soundtrack fosse una prova, una sfida, Steven Wilson l'ha senza dubbio superata a pieni voti.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
32.76 su 25 voti [ VOTA]
Enry Crave
Lunedì 15 Gennaio 2018, 17.55.16
1
Sono un appassionato di videogiochi oltre che di Steven Wilson/Porcupine Tree e ricordo perfettamente di aver letto poco tempo fa un'intervista a Garini in cui affermava che al primo incontro con Wilson quest'ultimo affermò che i videogiochi sono roba da ragazzini e che la cosa non gli interessava minimamente. Wilson ha cambiato idea successivamente, quando Ovosonico gli mostrò una prima beta del gioco, e lì rimase effettivamente incuriosito su un possibile sviluppo del progetto...Comunque tutto è bene quel che finisce bene
INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Inclassificabile
Tracklist
1. Some Things Cannot Be Changed
2. That Day By The Pier
3. There Must Be A Way
4. The Last Day Of June
5. Suspended In Me
6. Driving Home
7. I’m Still Here...
8. The Boy Who Lost His Friends
9. The Crib
10. Time For A New Start
11. Suspended In You
12. Under The Shadow Of My Father
13. Accept
14. Deceive
15. Together, Forever Again
Line Up
Steven Wilson (Chitarra, Tastiera)
 
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