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Red Raven - Chapter Two: DigitHell
11/01/2018
( 347 letture )
I Red Raven sono una band tedesca sulle scene già dal 2014, anno della release dell’esordio Chapter One: The Principles. Come membro di spicco, la band vanta alla voce Frank Beck, ultimo arrivato nella scuderia dei Gamma Ray, e proprio il metal melodico della celebre band tedesca è un’influenza che non è difficile percepire nei Red Raven, anche per lo stile vocale di Beck. Il nuovo album Chapter Two: DigitHell presenta da subito un buon sound e un buon bilanciamento tra potenza e melodia, tra melodie ammiccanti, riff più pesanti ed heavy e velocità non particolarmente sostenute.

Già dopo poche tracce si può inoltre notare la varietà di registro delle varie canzoni: arpeggi classicheggianti, canzoni più heavy, altre con un occhio verso un metal più moderno, altre ancora che sono delle vere e proprie rock ballads uscite dagli anni Ottanta. Influenze molteplici che è sempre apprezzabile riscontrare in una band, ma che a volte possono costituire anche un limite, ed è proprio questo il caso: le tracce variano troppo e con l’avanzare dell’ascolto si ha l’impressione di sentire un disco poco organico. L’opener Collapse, un pezzo tutto sommato discreto, è ad esempio costituito da un riff roccioso che strizza l’occhio all’alternative metal; Proud comincia con degli arpeggi spagnoleggianti abbastanza fuori luogo, poi si sviluppa in toni solenni tra l’heavy e il power (qui tra l’altro Beck ricorda molto Kai Hansen). On My Way è invece una eighties ballad con tanto di cori abbastanza scontata e spersonalizzata; il songwriting è sufficiente, ma lungi dall’essere esaltante e spesso è abbastanza banale e prevedibile. Inoltre propone melodie orecchiabili, ma mai veramente ficcanti. La prima parte dell’album è quella che ne soffre di più e nonostante non ci sia nessun pezzo particolarmente brutto o scandaloso, ci si annoia già dopo pochissimi ascolti e nessun pezzo riesce a rimanere più di tanto impresso, mezza eccezione fatta per la già citata Collapse. A metà scaletta, però, la titletrack già mostra qualcosa di più interessante, con un’introduzione che incuriosisce e un buon riff portante, nonostante un ritornello come se ne sono già sentiti un migliaio di volte e un minutaggio leggermente eccessivo. Pure Save Me non è male, anche se qui l’impronta dei Gamma Ray si sente eccome, mentre con la successiva The Best Man I Can Be si ritorna su un approccio sonoro più moderno con buoni risultati, anche grazie a un azzeccato ritornello più easy listening. Unbreakable invece è una bellissima sorpresa: il suo ritornello è finalmente ficcante e memorabile al punto giusto, di sicuro impatto dal vivo, e anche il resto della canzone, un mid-tempo tra rock e metal, non sfigura mai. Chiude la ballad Until the End of Time, abbastanza poco originale, ma sicuramente più coinvolgente della precedente.

In definitiva, Chapter Two: DigitHell non si può dire un fallimento totale, ma non è nemmeno nulla di lontanamente indimenticabile. Un buon cantante, una discreta produzione e una certa esperienza dei singoli sono i suoi maggiori punti di forza. La band, però, necessita di trovare un’idea più chiara da seguire e un songwriting un poco più brillante avrebbe giovato sicuramente all’album, che comunque soffre anche di un senso di già sentito, che in una durata complessiva di un’ora diventa evidente e stancante. Insomma, per parafrasare il titolo dell’adattamento italiano di un film cult degli anni Settanta, con un disco così questo “Corvo Rosso” non avrà mai il nostro scalpo.



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Fastball Music
Heavy
Tracklist
1. A Perfect World
2. Collapse
3. Dance with a Freak
4. Out of Memory
5. Proud
6.On My Way
7. DigitHell
8. Running Out
9. Save Me
10. The Best Man I Can Be
11. Unbreakable
12. Until the End of Time
Line Up
Frank Beck (Voce)
Patrick Fey (Chitarra)
Bernd Basmer (Chitarra)
Martin Reichhart (Basso)
Sebastian Berg (Batteria)
 
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