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Running Wild - The Rivalry
13/01/2018
( 984 letture )
Anno domini 1998, i tedeschi Running Wild, alfieri del power metal tedesco, danno alla luce la loro decima fatica in studio: The Rivalry, sotto l’effigia della fedele Gun Records. Un disco che, come il precedente Masquerade, si incentra sulle tematiche della lotta tra il bene e il male, mantenendo alto il consueto pathos epico/piratesco per cui la band si è resa celebre e che ha fatto innamorare migliaia di metalheads.
Il leader indiscusso Rolf Kasparek, meglio conosciuto come Rock n’ Rolf, si dimostra in splendida forma ed è ben coadiuvato dalla poderosa sezione ritmica che vede sugli scudi il possente Jörg Michael alla batteria e Thomas Smuszynski al basso, nonché dal prezioso lavoro alla chitarra solista di Thilo Herrmann. Troviamo quindi un album convincente e trascinante sotto ogni aspetto e che, seppur oggettivamente inferiore ai capisaldi discografici dei pirati di Amburgo come Death or Glory, Pile of Skull e Black Hand Inn, si guadagna comunque un posto di rilievo nella discografia dei Running Wild, tanto da essere considerato da molti l’ultimo lavoro degno di nota della band.

Strutturato su di una setlist composta da tredici pezzi per quasi settanta minuti, The Rivalry è un disco piuttosto lungo, ma che presenta un costante tiro e che non pecca di particolari cali di tensione. L’avvolgente intro March of The Final Battle (The End of All Evil) fa da apripista perfetto alla titletrack The Rivalry, una vera e propria killer song in cui vi sono tutti gli ingredienti che hanno reso celebre la band di Amburgo: chitarre affilate e taglienti, una struttura ritmica granitica e possente e, soprattutto, dei refrain e dei cori trascinanti. Sulla stessa lunghezza d’onda, troviamo le successive The Kiss of Death, Firebreather e Resurrection, capaci di sprizzare forza e trascinante energia grazie al consueto coinvolgente lavoro delle chitarre, veloci e terribilmente metal nel tono e che portano inevitabilmente l’ascoltatore ad alzare ulteriormente il volume. Una profonda e demoniaca voce introduce alla cadenzata Return of the Dragon, canzone che regala un’ispiratissima prestazione di Rock n’ Rolf, capace di manifestare tutta la propria espressività ed epicità canora. Qualità apprezzabili anche nella trionfale melodia presente in Ballad of William Kidd la quale, più che una ballad, appare come una eroica e trionfale marcia che, per pathos ed intensità, si guadagna il merito di essere uno dei pezzi migliori dell’album.
Dopo un picco del genere è fisiologico aspettarsi un leggero calo di intensità, ma le successive Agents of Black e The Poison, intervallate dalla cadenzata Fire & Thunder, seppur leggermente meno trascinanti di quanto ascoltato prima, si fanno decisamente apprezzare, grazie alla consueta possente struttura ritmica e alle semplici, ma accattivanti melodie. Nonostante quindi non apportino particolari elementi a quanto già ascoltato nelle precedenti canzoni, risultano essere nel loro complesso più che convincenti. Cosa che non si può dire invece di Adventure Galley che, spingendo forte sull’acceleratore, appare un po' troppo confusionaria e monotona. Poco male, perché con Man on the Moon Rock n’ Rolf ci riporta verso lidi più congeniali alla sua timbrica con una canzone che fa della semplicità e linearità l’arma vincente e che ben ci accompagna ad uno dei migliori pezzi dell’intero disco, ovvero l’epica War & Peace. Con il pezzo conclusivo di The Rivalry, i Running Wild manifestano tutto il loro potenziale, dando vita ad una canzone cadenzata e ricca di pathos, lunga oltre sette minuti, ma ben bilanciata da epiche melodie e da agguerriti cori che chiudono un disco che non deve mancare nella personale discografia di tutti gli amanti del power metal tedesco.

In estrema sintesi, The Rivalry regala a tutti gli estimatori dei Running Wild una band in splendida forma, convincente ed ispirata, grazie anche ad un’ottima registrazione e produzione, sapientemente bilanciata sia sulle parti ritmiche - superlativo il lavoro di Jörg Michael alla batteria - nonché ai toni delle chitarre e all’eco e alla risonanza delle parti vocali. Questo mix di fragorosa potenza fa sì che, a distanza di quasi vent’anni, The Rivalry suoni ancora terribilmente glorioso. Fa male invece constatare che questo album abbia sancito di fatto la fine dei Running Wild intesi come band vera e propria, infatti il successivoVictory vedrà le parti di batteria completamente seguite da una drum machine dando il la ad una fase dei Running Wild decisamente sottotono.
Godiamoci quindi questa perla di disco e, seppur consapevoli che difficilmente potremo godere ancora di questa ispirazione da parte di Rock n’ Rolf, fedeli alla linea sbandieriamo alta la bandiera del Jolly Roger.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
84.22 su 9 voti [ VOTA]
marmar
Lunedì 15 Gennaio 2018, 15.30.09
9
Buon disco, che oggi si potrebbe definire da fine carriera, visto quello che ne è seguito. Lo schema è sempre lo stesso, le canzoni più o meno sempre le stesse, ma ancora ammantate da un'aura magica che lo fanno piacere ( la ballata di William è la solita gioiosa, pazza figata). Il colpa di coda dei Pirati del metal.
Tevildo75
Domenica 14 Gennaio 2018, 19.39.34
8
Forse è l'ultimo grande album che hanno fatto, per me voto 90
LAMBRUSCORE
Domenica 14 Gennaio 2018, 13.02.39
7
Grande album. 85 per me.
Maurizio
Domenica 14 Gennaio 2018, 11.18.32
6
ultimo grande disco dei Rw, poi dischi discreti o pessimi... VOTO: 90
Black Meddle
Domenica 14 Gennaio 2018, 0.17.04
5
Esattamente come il qui sotto JC. Aggiungo che 78 è troppo poco. Almeno 83. E c è differenza.
JC
Sabato 13 Gennaio 2018, 16.36.32
4
Fu il mio primo disco dei RW e resterà per sempre il mio preferito.
Mic
Sabato 13 Gennaio 2018, 15.11.57
3
Gran bel disco, è vero di qui in avanti il calo, e per quanto una drum machine associata al metal sia un inconcepibile ossimore, ammetto di gradire anche i successivi due, e di non disprezzare neppure Rogues en Vogue.
enry
Sabato 13 Gennaio 2018, 13.07.31
2
Concordo con Lux, anche per me l'ultimo disco che mi è piaciuto dei RW, dopo un netto calo purtroppo.
lux chaos
Sabato 13 Gennaio 2018, 12.50.49
1
Bella recensione King, io faccio parte della schiera di fan che considera questo disco come l'ultimo grande parto dei RW, poi dischi accettabili se non pessimi, ma qui troviamo ancora grandissime canzoni come la title track, kiss of death, return of the dragon e la stupenda war and peace, ai livelli dei grandi capolavori di Rolf...gran disco
INFORMAZIONI
1998
Gun Records
Power
Tracklist
1. March of The Final Battle (The End of All Evil)
2. The Rivalry
3. Kiss of Death
4. Firebreather
5. Return of the Dragon
6. Resurrection
7. Ballad of William Kidd
8. Agents of Black
9. Fire & Thunder
10. The Poison
11. Adventure Galley
12. Man on the Moon
13. War & Peace
Line Up
Rolf Kasparek (Voce, Chitarra)
Thilo Herrmann (Chitarra)
Thomas Smuszynski (Basso)
Jörg Michael (Batteria)
 
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