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Circle Jerks - Group Sex
13/01/2018
( 920 letture )
Live fast, die young!

Vivi veloce, muori giovane. Una frase che non è solo il titolo della canzone più conosciuta dei Circle Jerks, ma che ne riassume anche l’intera vicenda. Siamo tra la fine dei Settanta e l’inizio degli Ottanta, gli anni di formazione dell’hardcore punk americano da parte di band fondamentali quali Minor Threat, Bad Brains e Black Flag. Questi ultimi hanno da poco pubblicato l’EP Nervous Breakdown, quando il cantante Keith Morris lascia improvvisamente il gruppo per colpa di divergenze musicali e di un problema con cocaina e speed. Quest’abbandono non segna però la sparizione del singer californiano dalla scena: lo stesso anno, Morris fonda i Circle Jerks assieme al chitarrista Greg Hetson, più tardi nei Bad Religion, al bassista Roger Rogerson ed al batterista Lucky Lehrer. Come avrete capito, si tratta dei primi passi del nascente hardcore punk e di un gruppo che, per importanza, è secondo solo ai grandi nomi citati all’inizio.

Pubblicato nel 1980, Group Sex è unanimemente considerato come una pietra miliare dell’HC, oltre che il miglior album della formazione. Come un vero classico, il debutto dei Circle Jerks contiene tutti gli stilemi fondamentali del genere. Primo fra tutti la brevità: nessuno dei 14 brani si avvicina ai due minuti di durata, per un timing totale di appena un quarto d’ora. Le canzoni sono costruite attorno ad un paio di riff scarni e diretti, ritmati da una batteria martellante e lanciati il più delle volte ad una velocità elevatissima. Malgrado la semplicità del songwriting, il contenuto si presenta relativamente vario. Si passa da episodi tiratissimi come What’s your Problem e Behind the Door a momenti più calmi e ragionati, tra i quali si distinguono Back Against the Wall e Beverly Hills. Due canzoni, Wasted e Don’t Care, sono state co-scritte da Morris all’epoca dei Black Flag e figurano anche su due loro pubblicazioni. La versione contenuta in Group Sex è sensibilmente più veloce ed aggressiva dell’originale: il confronto fra le due varianti illustra bene il passo avanti compiuto dai Circle Jerks in termini di violenza sonora. Più veloce ed estremo del punk precedente, l’hardcore suonato da Morris e compagni è un concentrato di nichilismo lirico e musicale con pochi eguali all’epoca, strabordante un’attitudine travolgente e autodistruttiva. Il nome stesso della band, traducibile con “masturbazione mutuale”, evoca subito eccesso e scorrettezza, che ben si sposano con la dimensione lirica e con la violenza che scoppiava puntualmente ad ogni loro concerto.
Come da tradizione, la produzione è grezza e a dir poco sporca, ma anche adattissima al contenuto. La chitarra di un ispiratissimo Hetson gratta e graffia che è un piacere, mentre la batteria di Lehrer, autore di una prova maiuscola, si ritaglia una posizione dominante nel mix, piuttosto che sparire in secondo piano come spesso capita in questo tipo di pubblicazioni. L’irruente strumentale, che rimane comunque sufficientemente distinta anche nei momenti più concitati, è cornice perfetta per la voce sguaiata di Morris, una vera icona del genere. A livello testuale non bisogna certo aspettarsi poesia o fini divagazioni filosofiche. I Circle Jerks deliziano l’ascoltatore con buone dosi di denuncia (Beverly Hills e Paid Vacation), volgarità (I Just Want Some Skank) e nichilismo (l’iconica Live Fast Die Young).

Non c’è molto da aggiungere. Group Sex fa parte della primissima ondata dell’hardcore punk e, assieme a pietre miliari quali Bad Brains, Damaged e Minor Threat, fa parte del gotha di pubblicazioni che prime fra tutte incisero su supporto tangibile le regole del nuovo genere. Violento, nichilista e irriverente, il debutto dei Circle Jerks ne contiene già tutti gli elementi fondamentali e, a quasi quarant’anni dall’uscita, sa ancora picchiare duro.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
91 su 2 voti [ VOTA]
Elluis
Venerdì 19 Gennaio 2018, 18.40.02
5
Un album imprescindibile, colonna portante dell'hardcore mondiale, nonostante la breve durata di soli 15 minuti. Per me voto 92 !
LAMBRUSCORE
Domenica 14 Gennaio 2018, 13.04.26
4
Non tra i miei preferiti, li ascolto ogni tanto.
d.r.i.
Sabato 13 Gennaio 2018, 14.21.38
3
Beh discone.
Galilee
Sabato 13 Gennaio 2018, 12.01.14
2
Assieme al primo dei Gorilla biscuits e il primo dei Dead Kennedys, la mia triade del punk HC. I love this album
duke
Sabato 13 Gennaio 2018, 11.55.38
1
disco storico del punk hc....brevissimo ma intenso !
INFORMAZIONI
1980
Frontier Records
Hardcore/Punk
Tracklist
1. Deny Everything
2. I Just Want Some Skank
3. Beverly Hills
4. Operation
5. Back Against the Wall
6. Wasted
7. Behind the Door
8. World Up My Ass
9. Paid Vacation
10. Don’t Care
11. Live Fast Die Young
12. What’s Your Problem
13. Group Sex
14. Red Tape
Line Up
Keith Morris (Voce)
Greg Hetson (Chitarra)
Roger Rogerson (Basso)
Lucky Lehrer (Batteria)
 
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