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Humanash - Reborn from the Ashes
13/01/2018
( 738 letture )
Quando si sceglie di muoversi nel territorio dell’heavy classico, il rischio di scadere nel puro e semplice citazionismo, nelle ripetizioni e nel banale è altissimo. Per produrre un lavoro che suoni comunque fresco a dispetto del suo riferirsi a modelli più che standardizzati, bisogna quindi riuscire a comunicare in pieno l’amore puro per queste sonorità e ad aggiungere quel quid, quel qualcosa di inafferrabile che sposta tutto dalla categoria “copia-incolla” a quella del “must-have”; od almeno a quella di album da ascoltare. Anche una durata contenuta, che non allunghi troppo il brodo, può contribuire a rendere il prodotto appetibile sia dai vecchi metalheads con qualche primavera sulle spalle, che al pubblico meno avvezzo a sonorità démodé. L’EP Reborn from the Ashes degli Humanash possiede tutte queste caratteristiche. Nati per volontà di John Goldfinch de L’Impero delle Ombre, proprio per differenziare un po’ la proposta rispetto alla band madre puntando su una maggiore pesantezza generale -siamo nel settore metal più che classico, beninteso- e su tematiche horror in stile Death SS. Tanto che Steve Sylvester compare nella prima traccia del mini. Allestita una formazione che comprende Peruvian alla batteria (L’Impero delle Ombre; Slowdeath), Francis Probus (Mnemos) e Gabriel Goya (Ghost of Mary) alle chitarre e completando il tutto con Nicholas Lestat (Ghost of Mary) al basso, hanno inciso i ventidue minuti del debutto qui analizzato.

Reborn from the Ashes grida letteralmente il suo appartenere anima e corpo agli anni 80 fin dalla copertina. Un lavoro eseguito dalla matita di un disegnatore americano e del quale è stata acquisita la licenza, tanto credibile da sembrare qualcosa di concepito ed eseguito attorno all’82/’83, risultando buon biglietto di presentazione per il lavoro. A proposito dell’artwork, interessante notare come la versione vinile contenga un inserto di quattro pagine con CD e fumetto che sarà sicuramente gradita dai collezionisti. Passando alla musica, questa è veicolata da una produzione attenta a restituire l’atmosfera del tempo che fu. Per la cronaca, il disco è stato registrato nel Salento, presso il New Stars Studio del producer Angelo Buccolieri. La voce, invece, a Parma, nello studio Tartini5 di Fausto Tinello, quello dove registrano gli Ancillotti. Ad aprire le danze è Evil Metal Obsession, un’intro di poco più di due minuti e mezzo che porta subito in ambito “melancol-horror”, se così si può dire. Un arpeggio di chitarra languido ed inquietante, poi un crescendo che porta ad un tappeto metallico sul quale Steve Sylvester introduce il disco come voce narrante. Sulla sua risata il pezzo si interrompe per lasciare spazio a Night Adventure in a Desecrate Church. Heavy/speed metal oscuro, marziale e malato, sul quale Goldfinch canta perfettamente a suo agio. Con The Nightmare Begins tutto si fa ancora più sinistro. Un canto gregoriano viene troncato da Goldfinch, il quale sussurra: “Persecutio Diabolica”, per poi lasciare partire il brano migliore del lotto. Arrangiamenti inquietanti, melodia, interpretazione vocale sofferta, cambi di tempo, un chorus semplice e di grande impatto declamato con solennità ed un pathos che rende tutto molto riuscito; ottimo pezzo. La title-track sembra una traccia prodotta da una collaborazione tra Death SS ed Helstar e si risolve ancora in un robusto, oscuro e coinvolgente heavy metal d’assalto. Poi The Liberation of the Cursed Spirit ci spara in faccia un altro heavy serrato a tinte noir che conferma l’abbrivio del pezzo precedente, ma con maggiore epicità e forza. Siamo già alla fine, con la breve Eternal Darkness of Being a chiudere il cerchio del racconto. Un altro arpeggio di chitarra sostiene i gorgheggi eterei della cantante leccese Ivana Cammarota ed in meno di tre cinematografici minuti siamo al termine di Reborn from the Ashes.

EP destinato a far la felicità, od almeno a dare profonda soddisfazione, a tutti quelli che apprezzano l’heavy di matrice ottantiana che fa riferimento ai Mercyful Fate, ai già menzionati Helstar e -soprattutto- ai Death SS, Reborn from the Ashes ha il solo difetto di essere troppo corto. Da questi pochi minuti, però, vengono fuori in maniera prepotente ed insopprimibile due fattori principali: l’amore per l’heavy che fu e che può testardamente essere ancora e la deferenza degli Humanash verso i Death SS e Steve Sylvester, punto di riferimento costante per John Goldfinch. Elementi che, mixati nelle giuste dosi e unite alle capacità dei musicisti coinvolti, portano a sperare che questa non rimanga solo un’esperienza isolata, ma dia vita al più presto ad un album completo.

“Questo lavoro arriva da lontano, da una mia vecchia idea, da un concetto di profondo e puro amore per l’heavy metal, un genuino sentimento di appartenenza ai suoi valori... è dedicato allo spirito dei metal teenagers, nostro e di tanti altri come noi, agli anni migliori di sempre con le chitarre distorte ed i ritmi forsennati che ci ronzavano nella testa!”
John Goldfinch



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
50 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Jolly Roger Records
Heavy
Tracklist
1. Evil Metal Obsession
2. Night Adventure in a Desecrated Church
3. The Nightmare Begins
4. Reborn from the Ashes
5. The Liberation of the Cursed Spirit
6. Eternal Darkness of Being
Line Up
John Goldfinch (Voce)
Gabriel Goya (Chitarre)
Francis Probus (Chitarre)
Nicholas Lestat (Basso)
Peruvian (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Steve Sylvester (Voce nella traccia 1)
Ivana Cammarota (Voce nella traccia 6)
 
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