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The Knack - Get The Knack
14/01/2018
( 1053 letture )
La ricerca del successo, sia esso in termini di vendite o artistico, come la ricerca della notorietà, sono intrinsecamente connesse all’attività artistica. In particolare in campo musicale, nel quale i casi di “artista per sé stesso” sono rarissimi. La verità è che ottenere l’attenzione del pubblico, anche di una piccola parte del pubblico, è uno dei presupposti essenziali dell’attività musicale. Non fosse altro per la soddisfazione di condividere con qualcuno quelle particolari emozioni che hanno portato alla nascita e alla creazione della musica stessa. Chi lo nega sa di mentire a sé stesso. Eppure, la sovraesposizione mediatica è senza dubbio uno dei motivi che in assoluto generano più crisi all’interno delle band e, spesso, è la ragione di cambiamenti drastici, se non della fine del gruppo. E’ un paradosso veramente peculiare, se ci si pensa, ma le cronache ci raccontano di numerosi casi di questo tipo: l’eccesso di successo diventa nocivo tanto e forse anche più della sua assenza. Succede anche al di fuori della musica: quanti “personaggi” creati dai media sono finiti bruciati nel giro di poco, a causa di una continua presenza che alla fine ne ha danneggiato irreversibilmente l’immagine e la carriera? E’ un rischio che molti sono comunque ben felici di correre, a qualunque costo, fino al punto di perdere il controllo della propria vita privata, perfino di ritrovarsi con frasi effettivamente mai dette attribuite in maniera irreversibile o atti mai veramente compiuti che diventano innegabili verità agli occhi di un pubblico complice e furbescamente indottrinato.
Il caso degli americani The Knack rientra proprio nella fattispecie della "sovraesposizione mediatica" che ha poi portato ad un sostanziale fraintendimento sulla loro natura di band e sulla loro stessa "intenzione", originando un processo mediatico sommario, con conseguenze definitive. La loro storia inizia a Los Angeles, nella seconda metà degli anni Settanta, ad opera di Doug Fieger, cantante e compositore proveniente dal Michigan, dopo lo scioglimento della propria band, gli Sky, "local heroes" che non erano riusciti a fare il grande salto. In California Fieger incontra Berton Averre, chitarrista, tastierista e compositore e con lui avvia una proficua partnership compositiva, che porterà poi alla formazione dei The Knack, con l’arrivo del batterista Bruce Gary e del bassista Prescott Niles. Il gruppo -ancora senza Niles in formazione- registra numerosi demo che spedisce alle case discografiche senza ottenere riscontri e nel 1978 a ranghi completati ottiene il primo ingaggio dal vivo e avvia una intensa attività live. L’attenzione presto acquisita in questo modo e la notorietà di Bruce Gary nel giro cittadino, danno finalmente il via all’interesse delle label e sarà la Capitol Records a mettere per iscritto il contratto con i quattro. A questo punto i brani per il disco di debutto e molti altri che saranno utilizzati poi nei dischi successivi sono già stati composti e non resta che entrare in studio per registrare Get The Knack.

Uscito nel giugno del 1979, Get The Knack è uno dei più clamorosi casi di boom discografico per un debutto, con un milione di copie vendute in due mesi e cinque settimane consecutive al primo posto della classifica Billboard. Il supersingolo di sfondamento My Sharona rimarrà invece sei settimane al primo posto della classifica e resta a tutt’oggi uno dei brani rock più famosi al mondo. Niente male per un disco registrato in due settimane per il modesto costo di 18000 dollari. In effetti, la Capitol fece alla grande il proprio lavoro di promozione, ma bisogna anche ammettere che con un brano capace di sfondare letteralmente le classifiche, tutto risulta più facile. La particolarità del sound dei The Knack è tutta da rintracciare in una commistione piuttosto particolare e ben riuscita tra rock e pop, con un retrogusto sixties specialmente nell’uso delle armonizzazioni, che richiamano ampiamente lo stile dei gruppi inglesi dell’epoca, a partire ovviamente dai Beatles, coadiuvato da un approccio ritmico decisamente più aggressivo e pienamente rock che può ricordare sia i The Who quanto un certo substrato punk, del resto come sappiamo ampiamente influenzato dalla band di Townsend. Il risultato è un album fresco e divertente, che non disdegna ampie concessioni alla melodia più ruffiana, affiancata da numerosi passaggi in acustico o con distorsioni comunque appena accennate, ad altri decisamente più tirati e carichi di ritmo. La ruffianeria intrinseca nelle composizioni è davvero innegabile, ma in questo caso fa parte del fascino del disco, che appare capace di rinverdire la gloria di band che non sono mai davvero passate di moda e del più classico rock’n’roll americano, unendole a qualche influenza di "moda" all’epoca. Il grande professionismo dei musicisti coinvolti fa il resto, riuscendo a riempire i brani di tutti quegli accorgimenti che solo ottimi professionisti sanno utilizzare per donare arrangiamenti apparentemente semplici, ma capaci di rendere brani epidermici ed immediati durevoli alla prova del tempo. Allo stesso modo, l’alternanza tra scatenati rock e tracce più morbide e melodicamente ricercate, rende il disco piacevole dall’inizio alla fine, evitando il sovraccarico di zuccherosità, ma al contempo iniettando ovunque quintali di melodie accattivanti, cori armonizzati, refrain da contagio immediato e tutto il repertorio del brano compositore radiofonico. Difficile ad esempio non riconoscere ampiamente l’influenza degli Who nel brano di apertura Let Me Out, con Bruce Gary che fa il verso a Keith Moon o in Lucinda (vediamo se indovinate chi ha clonato il riff iniziale facendone un classico immortale della Storia del Rock), che sembra davvero estratta da un disco dei ragazzi inglesi, risultando entrambe assolutamente irresistibili e capaci di scatenare qualunque fan del rock, così come la conclusiva Frustrated, gran bel pezzo grintoso e perfetta chiusura del disco. Ma prendiamo invece Your Number or Your Name, che sembra un pezzo dei Byrds con uno scatenato Moon alla batteria o una ballad dolcissima come Maybe Tonight, con tutte le sue influenze psichedeliche sessantiane e l’arrangiamento perfetto che accompagna ed esalta la melodia vincente e appiccicosa ed è facile capire perché i The Knack fecero sfracelli nelle classifiche dell’epoca, anche senza fare per forza ricorso a My Sharona. Del pezzo più famoso ed emblematico della band c’è davvero poco che si possa aggiungere rispetto a quanto già detto da migliaia di critici e fan: il riff è semplicemente irresistibile nel suo dualismo tra basso, batteria e chitarra, con l’incredibile crescendo del bridge che regala un refrain indimenticabile; la band dimostra peraltro di possedere una invidiabile padronanza tecnica non accontentandosi dei tre minuti canonici che avrebbero potuto chiudere il brano, regalando invece una lunghissima sezione strumentale con un assolo che fa storia altrettanto, assieme alle ottime scansioni ritmiche dettate da Gary e Niles e stacchi che risultano scolpiti nella Storia del Rock almeno quanto i riff di Smoke on the Water o Whole Lotta Love, con buona pace dei detrattori. Se invece qualche dubbio rimanesse sulle qualità strumentali dei quattro, quanto su quelle compositive, allora il consiglio è quello di riscoprire un gioiello vero come Siamese Twins (The Monkey and Me).

Ma perché quindi in apertura abbiamo tanto calcato la mano sul problema della sovraesposizione mediatica e perché una band di così evidente talento compositivo ed esecutivo risulta oggi nota quasi esclusivamente per My Sharona, come una qualunque "one hit wonder" creata in studio per lanciare una canzone in classifica per poi sparire subito dopo? Ebbene, il motivo è da rintracciarsi essenzialmente nell’operato della Capitol Records che, come detto, impegnò moltissimo le proprie risorse nel lanciare la band, al punto da esagerare perfino, sotto alcuni aspetti. Anzitutto, la foto di copertina e le foto interne dell’album richiamavano in maniera palese i Beatles e questo, unito alle evidenti influenze nella musica dei quattro, portarono presto alla saturazione da sovraesposizione: quelli che erano pregi fino al giorno prima, divennero presto difetti insopportabili, finché tanto da parte del pubblico quanto da parte degli addetti al mestiere, i The Knack non diventarono altro che dei "cloni" dei quattro di Liverpool, senza alcun valore artistico e furbi approfittatori del successo altrui. In più, i testi del gruppo, così carichi di evidenti cliché sessuali di chiaro stampo rock, furono interpreti come maschilisti e pruriginosi nei confronti delle teenager, al punto che una campagna chiamata "Knuke The Knack" venne sollevata contro di loro al fine di boicottarne l’immagine, con tanto di magliette, adesivi e quant’altro potesse screditarli. Il rifiuto da parte della band di rilasciare interviste in merito venne a sua volta interpretato come una posizione arrogante e, ancora, misogina, finché una rivista rifiutò di pubblicare il report di un loro concerto, adducendo come motivazione delle presunte e tentate ingerenze da parte del management. Insomma, ecco qua spiattellato il più classico caso di carriera devastata da un eccesso di sovraesposizione che ha poi portato come riflesso un altrettanto veloce rigetto da parte della critica e del pubblico. Un effetto che la band ha pagato duramente, tanto che i successivi album andarono male in classifica mentre l’accanimento continuava a montare, portando Fieger all’abbandono già nel 1981, appena due anni dopo l’uscita di Get The Knack, nel mezzo della promozione del terzo album Round Trip. Uscendo dalle cronache dell’epoca e tornando al disco, forse oggi certe soluzioni appaiono legate ad un immaginario lontano e stereotipato, ma se è vero che il rock’n’roll non è mai davvero passato di moda, divenendo oggi invece tema per serate di ballo scatenato e altrettanto si può dire del pop rock sessantiano, con cover band dei Beatles che imperversano ovunque, è difficile non trovare ancora irresistibile un disco come Get The Knack, capace di esaltare il più puro dei rockers come il più distratto ascoltatore, attirato magari da un bel ritornello o da un ritmo ballabile, più che dalla bravura strumentale di un gruppo che suo malgrado ha pagato pesantemente e ben oltre i propri risibili demeriti, un successo arrivato davvero troppo in fretta e troppo legato all’appoggio dei media. Un abbraccio che si paga spesso in maniera fin troppo salata e che ai The Knack è costato la credibilità in maniera irreversibile.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
98.84 su 25 voti [ VOTA]
LAMBRUSCORE
Mercoledì 31 Gennaio 2018, 20.06.11
14
@pompa pig, oggi ho pelato anche cipollotti, zucchine, peperoni, melanzane...
Le Marquis de Fremont
Martedì 30 Gennaio 2018, 18.33.38
13
Oh no... quella My Sharona, canzone insopportabile e che era dappertutto. Alla faccia della sovraesposizione. Tra l'altro anche il nome della band mi stava antipatico. Riportateli nell'oblio, please. Au revoir.
pompa pig
Martedì 30 Gennaio 2018, 3.05.21
12
Figa il lambruscore sempre attivo eh. Ma vai a pelar patate testinaaaaa
jaw
Martedì 23 Gennaio 2018, 22.13.32
11
Per me il disco e' buono e' il voto puo' starci. Detto questo il singolo e' quello che ha riportato in vetta il rock, e per me e' molto squadrato e ispido, si sente l influenza del punk, il singolo di quell anno total rock rimane Jane degli Starship che non ebbe lo stesso richiamo
Lizard
Martedì 23 Gennaio 2018, 21.48.16
10
Il sondaggio è aperto, puoi dire la tua
LAMBRUSCORE
Martedì 23 Gennaio 2018, 21.25.12
9
Conosco questi Snack, non solo per la loro famosa che fa mai sciarona, uau...gruppo scarso, per me, quindi gli Ac / Dc avrebbero copiato il riff di quel pezzo lì??? ahaha, mo basta....
TheSkullBeneathTheSkin
Giovedì 18 Gennaio 2018, 14.06.59
8
...she makes my motor hum!
marmar
Lunedì 15 Gennaio 2018, 15.20.13
7
Ero un giovane adolescente con poche Lire in tasca, ma corsi a comperare " Get The Knack" semplicemente perché il singolo " My Sharona", oltre ad essere una hit rock irresistibile trasmessa da tutte le radio ( e che piaceva anche alle ragazze!), era veramente il classico pezzo che spaccava un casino. Purtroppo il resto del disco vira su altri lidi, ed all' epoca, visto che ero un giovane proto metallaro alla ricerca di cose forti, non mi piacque più di tanto, per cui per me i The Knack finirono subito lì. Il disco giace come reliquia/ricordo nella mia collezione, prima o poi lo rimetterò sul piatto per riascoltarlo con le orecchie adulte, probabilmente il giudizio cambierà; quello che non cambierà sarà la nostalgia per quei tempi in cui " My Sharona" dominava le classifiche mondiali.
brus
Lunedì 15 Gennaio 2018, 15.12.23
6
intendi back in black?
P2K!
Domenica 14 Gennaio 2018, 23.05.10
5
Porca paletta il riff di "Lucinda" è stato copiato un anno dopo da.... e la cosa clamorosa che è la title track di uno dei dischi Rock più sacri della storia... stanotte mi sognerò qualcosa di brutto
P2K!
Domenica 14 Gennaio 2018, 23.05.10
4
Porca paletta il riff di "Lucinda" è stato copiato un anno dopo da.... e la cosa clamorosa che è la title track di uno dei dischi Rock più sacri della storia... stanotte mi sognerò qualcosa di brutto
Raven
Domenica 14 Gennaio 2018, 17.52.15
3
Io lo ho ancora, quel 45 :
Gioroman
Domenica 14 Gennaio 2018, 15.40.42
2
Recensione molto bella e decisamente corretta...nel 1979 comprai il 45 giri di My Sharona, avevo 10 anni e quel brano mi ha proiettato verso la musica della mia vita (AC/DC Deep Purple Black Sabbath ecc). Dispiace che i Knack siano ricordati solo per quel brano, musicisti validi e appassionati come l' album ci ricorda...e vista l'importanza io avrei aumentato il voto, per me 95!
LORIN
Domenica 14 Gennaio 2018, 14.31.17
1
Impossibile non amare questo disco. E' un lavoro perfetto, bellissimo, che ti rimane dentro.
INFORMAZIONI
1979
Capitol Records
Rock
Tracklist
1. Let Me Out
2. Your Number or Your Name
3. Oh Tara
4. (She's So) Selfish
5. Maybe Tonight
6. Good Girls Don't
7. My Sharona
8. Heartbeat
9. Siamese Twins (The Monkey and Me)
10. Lucinda
11. That's What the Little Girls Do
12. Frustrated
Line Up
Doug Fieger (Voce, Chitarra)
Berton Averre (Chitarra, Cori)
Prescott Niles (Basso, Cori)
Bruce Gary (Batteria, Cori)
 
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