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Warbeast - Enter the Arena
22/01/2018
( 77 letture )
Dal thrash metal, genere di rottura per definizione, di ribellione antisociale e antipolitica, esasperazione di sonorità e temi cari al punk e all’heavy metal, e all’hard rock ancora prima, non ci si aspetta un particolare coinvolgimento emotivo. L’aspetto emozionale del genere, infatti, non risiede nella sua capacità evocativa, nel suo voler – e saper – ricreare atmosfere, nel voler immergere l’ascoltatore in un luogo e in uno stato d’animo ben precisi. No, quello che il thrash fa è tirar fuori l’energia pura, autentica che alberga dentro di noi, quella che ci fa sentire eternamente forti e inscalfibili. Quindi nessuno, tantomeno il sottoscritto, chiede ai Warbeast di coinvolgere dal punto di vista sensoriale. Quello che era invece lecito chiedere alla band texana, che al suo interno annovera ex membri di Rigor Mortis e Gammacide, che qualcosa al genere hanno dato, era un ultimo album di pura passione ed energia.

Enter The Arena, per quanto se ne sa finora, è e rimarrà l’ultimo album targato Warbeast. Pochi mesi prima della pubblicazione del terzo disco dei texani, infatti, Bruce Corbitt, voce e leader carismatico della formazione, annunciava pubblicamente di aver ricevuto una notizia ferale: soffre di tumore all’esofago e non potrà più cantare. La band viene quindi sciolta, dopo un’ultima apparizione dal vivo a Fort Worth, lo scorso maggio, e l’album Enter The Arena viene di fatto pubblicato postumo, un testamento artistico. La terza produzione sulla lunga distanza dei texani è intrisa fin nel midollo del loro caratteristico sound, una miscela di thrash ben noto alle loro latitudini, e reso famoso dai Pantera, ed elementi presi in prestito dal death metal, il tutto influenzato da notevoli e ben riconoscibili influenze hardcore che permeano l’intero platter. La sensazione dominante durante l’ascolto è che la band abbia puntato tutto sulla dimostrazione di forza, che si esplica attraverso una costante ricerca della potenza sonora. Non tanto quella basata sulla velocità, presente ma non dominante, quanto quella dei volumi e del perenne muro sonoro. In questa direzione lavora anche la produzione, che però ha il demerito di togliere alle chitarre la capacità di suonare davvero taglienti mentre, provando a mettere in prima linea la sezione ritmica, finisce per impastarne un po’ troppo i suoni. Quando decidono di premere sull’acceleratore, i Warbeast danno la sensazione di non essere nel loro territorio di appartenenza: ci provano, con Gonzalez che picchia con ferocia sulla batteria dai suoni duri e feroci, ma i riff non sono quasi mai adeguati a cesellare la costruzione ritmica. Risultano invece dotati di maggior mordente nei breakdown e nei passaggi alle soglie dello sludge che utilizzano talvolta come apertura o chiusura dei brani (Maze Of The Minotaur, Chemicals Consuming). Di tanto in tanto viene giocata anche la carta degli assoli, che non possono non far correre la mente agli Slayer e alla loro maniera caotica e furibonda di intendere le parti solistiche. Da sottolineare anche il minutaggio, con diversi brani sopra i cinque minuti, scelta non azzeccata in quanto è proprio negli episodi più brevi e diretti che la formazione di Corbitt riesce a offrire i momenti migliori del disco.

Passando proprio alla prestazione di quest’ultimo, non si può non sottolineare che, come già evidenziato nelle precedenti prestazioni su disco, il cantato risulta troppo piatto e monotono, finendo per non dare né rabbia, né ritmo. E, cosa ancor più grave, non trasmette la potenza che servirebbe per trascinare una band che non ha dalla sua una particolare brillantezza compositiva, ragion per cui necessiterebbe di ogni possibile spinta che possa permetterle di issarsi un gradino più in alto del suo attuale livello per poter sperare in un posto al sole. Tuttavia, questo sogno sembra al momento impossibile da realizzare. La lotta di Bruce Corbitt non ha avuto l'evoluzione sperata: infatti, la voce della formazione texana ha recentemente comunicato che le cure alle quali si è sottoposto negli scorsi mesi non hanno dato i frutti che tutti si auguravano, e che la sua battaglia contro il cancro non lo vedrà quasi sicuramente uscire vincitore. Il dramma personale di Corbitt, al quale i medici danno un'aspettativa di vita variabile tra i due mesi e i due anni, pone di fatto fine alla storia dei Warbeast.Warbeast. Una storia ricca di passione e ben radicata nel territorio in cui nasce e si sviluppa, ma priva di elementi in grado di renderla meritevole di nota.



VOTO RECENSORE
56
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Housecore Records
Thrash
Tracklist
1. Centuries Of Poisoned Soil
2. Punishment For Gluttony
3. Orchestration Of Violence
4. Maze Of The Minotaur
5. Hitchhiker
6. Chemicals Consuming
7. Enter The Arena
8. The Scalping
9. Conjuration With The Devil
10. Ancient Hate
Line Up
Bruce Corbitt (Voce)
Scott Shelby (Chitarra)
Drew Shoup (Chitarra)
Lyric Ferchaud (Basso)
Joe Gonzalez (Batteria)
 
RECENSIONI
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