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Night Ranger - Midnight Madness
27/01/2018
( 723 letture )
Quasi 39 minuti di musica sublime, ecco il secondo capitolo vinilitico degli yankee californiani, sempre in bilico tra le brillantezze AOR e la sostanza più hard. Dopo l’esordio di grande successo dell’anno precedente e parlo ovviamente di Dawn Patrol del 1982, piazzatosi ottimamente nelle classifiche a stelle e strisce, esaltato da singoli in heavy rotation su MTV, il quintetto sforna questo Midnight Madness, nel giugno 1983, e fa sfracelli, dando un impulso gigantesco alla propria carriera. Il disco contiene 9 pezzi e viene trainato principalmente dall’esplosione del singolo Sister Christian che raggiunge il numero 5 delle chart, tanto che il secondo ellepì viene premiato con il disco di platino per le vendite negli Stati Uniti, smerciando milioni di copie. Anche gli altri singoli immessi sul mercato raggiungono traguardi ragguardevoli: (You Can Still) Rock in America il numero 51 di Billboard, mentre When You Close Your Eyes si arrampica sino alla posizione 14. Nove canzoni una più bella dell’altra, probabilmente scritte con un pizzico di maturità in più rispetto all’esordio, tutte con la veste da potenziali hit: non è un caso che ancora oggi molte song riproposte dal vivo appartengano ai primi due dischi dei Ranger della notte. Il disco viene prodotto da Pat Glasser e vede il mitologico Glenn Hughes ai cori nel brano di apertura del 33 giri, che distilla melodie ed arrangiamenti da leccarsi le scapole.

Si parte subito alla grandissima con l’inno (You Can Still) Rock In America, un brano eccezionale di AOR/hard targato United States, con un ritornello irresistibile, tastiere possenti, chitarre indomite e la voce di Jack Blades bella irruenta, insomma un vero perno nodale della produzione di questi musicisti di levatura. Rumours in the Air appare meno solare nella strofa e con striature più oscure, ma ne esce fuori un altro spaccato di immensa classe e godibilità con un refrain a cinque stelle, ottimo solo delle due asce a nome Gillis-Watson. Sarebbe platonico analizzare approfonditamente ogni singola traccia di un lavoro uscito 35 anni fa, però questo disco merita citazioni e riferimenti a fruizione di chi non dovesse conoscere un classico come questo. Why This Love Have to Change è hard timbrato da chitarre impetuose e da una prova vocale magistrale, cosa aggiungere, poi, di un capolavoro di ballad come Sister Christian? Già tutto è stato detto, la canzone è colossale nella scansione armonica, nelle salite di tono e negli arrotondamenti che si appiccicano addosso a chi l’ascolta, con un solo guitar emozionante: venne partorita dalla penna creativa di Kelly Keagy che compose il tutto, dedicandola alla sorella minore chiamata Christy. Il batterista concepì il brano nel suo appartamento di San Francisco, poco dopo essere tornato da una visita alla sua famiglia in Oregon, sorpreso di come sua sorella adolescente, di dieci anni più piccola, fosse cresciuta rapidamente. Risuona un carillon e deflagra la bizzarra Touch of Madness, con i riff infuocati di Gillis e Watson, ottima coppia di chitarre, e certe tastiere nebulose tipiche degli anni ‘80, con alcune rifrangenti tonalità che venivano usate nel “pop più poppettaro” da classifica, penso a Thompson Twins piuttosto che Howard Jones: il pezzo è comunque di grande impatto e qualità. Passions Play e Chippin’ Away rientrano nel solco del trademark del gruppo, When You Close Your Eyes è una semiballad con schizzi di melodia pura e un assolo della chitarra molto ispirato, Let Him Run chiude il lavoro con una prestazione sugli scudi per una ballatona da brividi che ancora oggi risuona nelle notti americane, evocando quadri astrali sognanti di donne e amorosi effluvi sonori.

Un coacervo di pezzi adatti agli amanti del rock duro e degli aficionados del AOR, i Night Ranger da sempre sono alfieri nello sposare le due correnti e creare un binomio inossidabile di gusto elevato, da sottolineare l’ottimo operato di tutti gli elementi in formazione. Le voci soliste di Blades e Keagy si adattano perfettamente ai tracciati musicali disegnati, il primo più ruvido, il secondo più delicato, entrambi con risultati d’eccellenza, le chitarre si impennano e costruiscono reticolati potenti e ricchi di pathos sia in fase ritmica che solistica; il lavoro di Alan Fitzgerald alle key è maestoso, la batteria picchia, il basso cuce, atmosfere, melodie, ritornelli e armonie sono di prim’ordine, insomma un grandissimo album ancora oggi super soddisfacente da spararsi senza ritegno. Chi se lo fosse perso può rimediare anche subito. Il Ranger della notte sui primi due vinili ha sfoderato il suo periodo migliore, sarebbe un peccato far finta di nulla, Midnight Madness appartiene ormai alla leggenda nel genere. Listen to it!



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
92.25 su 4 voti [ VOTA]
Graziano
Martedì 30 Gennaio 2018, 14.12.11
8
Capolavoro di una band che non ha mai deluso e che continua tuttora una splendida carriera!!!
marmar
Lunedì 29 Gennaio 2018, 20.47.33
7
Gran bel disco, meritato successo, anche se personalmente preferisco il precedente "Dawn Patrol", meno patinato e più diretto. Comunque da avere, ci mancherebbe.
Hard & heavy
Domenica 28 Gennaio 2018, 15.48.08
6
AOR di classe, fatelo vostro senza alcun indugio
lux chaos
Sabato 27 Gennaio 2018, 19.20.16
5
Capolavorone assoluto, l'avevo in macchina un mesetto fa, da avere per gli amanti del melodic rock
jaw
Sabato 27 Gennaio 2018, 17.43.09
4
Molto piu' raffinato del primo , ed infatti entrano nell aor con dischi strepitosi sino a Big Life, poi con man in motion incrociano i Survivor di too hot to sleep
Smacchiatessuti
Sabato 27 Gennaio 2018, 15.09.48
3
CAPOLAVORO.
Rob Fleming
Sabato 27 Gennaio 2018, 13.36.12
2
Nel suo genere un album veramente molto bello. Però è una vita che non lo ascolto
InvictuSteele
Sabato 27 Gennaio 2018, 12.49.48
1
Un colosso dell'AOR. Stupendo, voto 85
INFORMAZIONI
1983
Boardwalk Records
AOR
Tracklist
1. (You Can Still) Rock in America
2. Rumours in the Air
3. Why This Love Have to Change
4. Sister Christian
5. Touch of Madness
6. Passions Play
7. When You Close Your Eyes
8. Chippin' Away
9. Let Him Run
Line Up
Jack Blades (Voce, Basso)
Jeff Watson (Chitarra)
Brad Gillis (Chitarra)
Alan Fitzgerald (Tastiera)
Kelly Keagy (Batteria, Voce)
 
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