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SEPULTURA + OBSCURA + GOATWHORE + FIT FOR AN AUTOPSY
MAGAZZINI GENERALI - MILANO

M.O.D. - U.S.A. for M.O.D
27/01/2018
( 517 letture )
Siamo nel 1987, in piena epoca crossover thrash, quando i Method of Destruction, band capitanata da Billy Milano fanno uscire U.S.A for M.O.D, il loro album di debutto, prodotto dalla Megaforce Records. Qui molto più che in altre band si sente pesantemente l'influenza punk e il disco è chiaramente un riferimento all’esperienza passata di Milano con S.O.D., dei quali raccoglie l’eredità “spirituale”. La durata delle tracce, almeno quelle principali, è ridotta all'indispensabile e vi è spazio per molti riempitivi, della durata di poche decine di secondi il cui unico scopo è quello di unire un brano all'altro ma che godono comunque d'identità propria. Un estremo che sarà poi portato ad arte nel grind. I M.O.D. comunque non sentono il bisogno di estremizzare dal punto di vista della velocità, anzi U.S.A for M.O.D percorre strade differenti preferendo l'uso di humor nero, unito ad un linguaggio estremo e scurrile.

La prima traccia, Aren’t You Hungry? riassume un po' tutte queste caratteristiche. Parte con una linea di basso notevole che fa da apripista per un riff che ti si stampa subito nel cervello, ma quello che colpisce è il testo che ad un certo punto esplode in un clamoroso:

America has it's own problems
That's what should come first
So fuck those nigger's charity
And let them die of thirst


Il tutto è presentato in maniera comunque parecchio scanzonata. Queste frasi assumono una connotazione ancora più grottesca se si pensa che il singolo We Are the World (U.S.A. for Africa) era passato in radio solamente due anni prima. Probabilmente è anche per questa sua forte vena provocatoria che l'album inizialmente fu distrutto dalla critica salvo poi essere rivalutato nel corso degli anni. Aren't You Hungry? resta comunque una delle canzoni più rappresentative del gruppo ed è dotata anche di un ottimo crescendo che esplode nel finale in tutta la sua velocità. Get a Real Job è introdotta da un riff portante semplice ma al tempo stesso efficace. La struttura è veramente trascinante e complice anche la breve durata, mai ripetitiva. Molto spesso ci si ritroverà ad urlare il refrain insieme al cantato di Billy Milano. La successiva I, Executioner è probabilmente una delle migliori del lotto, il che è tutto dire visti i due brani precedenti. La parte ritmica è il cuore di tutto e si sposa perfettamente con il cantato. La rabbia che esprime questa canzone in appena due minuti è un qualcosa di più unico che raro.

Misery and pain
Is What you'll live in


Dietro alla maschera scanzonata, c'è comunque un velo di amarezza e il tutto si concentra in questa frase finale. Ciò che colpisce è il modo in cui ci viene trasmessa, attraverso un urlo soffocato dalla rabbia. Dissacrante nella sua follia invece Don't Feed the Bears. Un minuto appena che racconta della stupidità umana attraverso un testo apparentemente insignificante ma che ha proprio in questo il suo punto di forza. Non si può non spendere almeno una parola su Thrash or Be Thrashed. Il classico brano live che incita al mosh, alla partecipazione, in altre parole un vero e proprio inno che va ad aggiungersi ai precedenti. Nei suoi cinquanta secondi di durata questo brano colpisce in pieno volto. Impossibile stare fermi. Vero e proprio inferno sonoro quello di Let Me Out. Anche qui come in Aren't You Hungry c'è un crescendo di velocità sia a livello di cantato che ritmico e porta la canzone ad esplodere nella seconda parte. Anche qui la breve durata fa in modo che il risultato sia diretto e non pecchi di ripetitività.
L'album alterna costantemente brani più politici ad altri grotteschi e divertenti. Questi ultimi sono comunque lo stesso interessanti, anzi molte volte si presentano proprio come dei veri e propri inni. Ridicoli certo ma consci e fieri di esserlo. Così dopo Don't Feed the Bears abbiamo Bubble Butt. Poco più di 50 secondi completamente folli specialmente quando in pieno stile hardcore si ha una velocizzazione e il cantato diventa quasi incomprensibile. Puro thrash anni 80 quello di You're Beat, semplicemente irresistibile. C'è da riflettere soprattutto quando si pensa che questo album sia stato registrato in un tempo brevissimo, eppure ogni brano ha una sua identità e si lascia ricordare. Non si rischia di cadere nella noia ascoltando U.S.A for M.O.D nonostante il numero di tracce sia elevato.
Il 1987 era anche l'anno di Nightmare: i Guerrieri del sogno, terzo capitolo dell'horror iniziato da Wes Craven nel 1984. Freddy Kruger ha avuto un impatto notevole sulla cultura popolare. Era lecito aspettarsi da qualche band un omaggio. Men of Your Dream è uno di questi, un tributo carico di adrenalina che fa rivivere attraverso la musica una figura importante come quella di Freddy. Il testo chiaramente è ricco di suggestioni orrorifiche: sgozzamenti, stupri e quant'altro. Arrivati a questo punto è interessante come la musica dei M.O.D. si diverta ad abbracciare e a provocare la cultura pop americana. Da Freddy Kruger, alle ragazze grasse fino ad arrivare più pesantemente alle carestie africane. E' chiaro come il sole che Billy Milano non ha avuto peli sulla lingua mentre scriveva i testi per queste canzoni.
A chiudere il cerchio ci pensa Spandex Enormity che prende molto dagli Slayer come struttura ritmica fatta di rallentamenti ed accelerazioni. I primi danno proprio l'idea di un qualcosa di pesante che ci perseguita, mentre i secondi di una persona che fugge. Per quanto riguarda il testo, siamo ai vertici del politicamente scorretto, basta dare un’occhiata all'ultima strofa:

You fucking fat bitch
I've had enough of you
Take your blubber buns and leave
She left here in tears
Followed by her rear
I could not help she's fat


Altra nota positiva riguarda le linee di basso di Ken Ballone, in grado di regalarci qualche bel momento: basti pensare anche solo all'inizio di Aren't You Hungry? dove al basso è affidato il compito di introdurci nel delirio.
Gli anni Ottanta sono stati quelli della consapevolezza dell’AIDS e delle varie campagne di sensibilizzazione in merito. Come è stato detto in precedenza i M.O.D. in questo loro album di debutto hanno voluto concentrare e dissacrare gran parte della cultura pop (e non solo) americana degli anni 80 e l'AIDS rientra perfettamente in questo campo, pur essendo un terreno alquanto delicato. La traccia che porta lo stesso titolo si può ritenere a ragion veduta una delle più estreme dell'album dal punto di vista del testo. Anzitutto perché Billy Milano ha preso l'anagramma della malattia e lo ha fatto diventare Analy Inflicted Death Sentence. In realtà, nonostante il titolo il gruppo prende la cosa estremamente sul serio, il modo di arrivare alle persone può essere controverso, ma l'obbiettivo primario rimane quello della sensibilizzazione.
A confermare il tutto una frase del testo stesso:

You should have used a condom
That's what you get when you
Swallow another man's load
A lubrificated condom


Testo se vogliamo privo di gusto ma che ben si sposa con lo spirito dell'album stesso. U.S.A for M.O.D è un album, passatemi il termine, adolescenziale, in quanto va a sposarsi con la volontà di ribellione tipica degli adolescenti. Inoltre usa un linguaggio aggressivo ma alla portata di tutti. E' un album pienamente riuscito proprio perché ha la capacità di arrivare a gran parte degli ascoltatori. E' sfrontato, grottesco, violento certo ma tratta di tematiche comunque molto importanti. Arrivare ai giovani, magari riuscendo a sensibilizzarli un po' su certi argomenti è sempre un traguardo al di là magari dei metodi utilizzati.
In definitiva, U.S.A for M.O.D è un album indimenticabile, specie considerando che è un debutto. La sua caratteristica vincente è senz’altro l'immediatezza, in quanto nonostante il numero di tracce sia elevato, il minutaggio non è eccessivamente lungo e, soprattutto, mostra com'era fare thrash negli anni 80, quando contava più il modo di comunicare qualcosa piuttosto che tanta tecnica fine a se stessa.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
64 su 3 voti [ VOTA]
MIc
Domenica 28 Gennaio 2018, 17.03.47
9
Bubble butt, Bubble Butt... she's so fat!!!
d.r.i.
Domenica 28 Gennaio 2018, 14.14.11
8
Il nuovo m.o.d. non è male. Billy era vecchio già da giovane ahaahahah
Diamond
Domenica 28 Gennaio 2018, 12.08.09
7
Si purtroppo è invecchiato un po' male il caro Billy dal punto di vista fisico
LAMBRUSCORE
Domenica 28 Gennaio 2018, 12.06.42
6
Comunque visti live alcuni anni fa, veramente bravi, peccato che Billy abbia mangiato dei cappelletti e bevuto almeno 8 cappuccini, era un po' nervoso.....
tino
Sabato 27 Gennaio 2018, 21.58.00
5
Vabbè ma almeno votate. C'è solo il mio contro 4 dichiarati
Galilee
Sabato 27 Gennaio 2018, 21.14.35
4
I dischi degli MOD sono tutti fichissimi. Certo non dei capolavori come Speak English or die. Oltre ai musicisti direi che sono proprio le canzoni ed essere meno interessanti. Ma un 75 di sta.
d.r.i.
Sabato 27 Gennaio 2018, 13.52.37
3
Metto 77 solo perché poi dicono che io e il Lambruscore siamo sempre troppo d'accordo disco bello ma con qualche pecca dovuta forse a voler proseguire un discorso (s.o.d.) con musicisti che non sono gli s.o.d.
LAMBRUSCORE
Sabato 27 Gennaio 2018, 12.30.51
2
Bel disco, non tra i miei preferiti ma un 75 lo prende tutto, per me.
tino
Sabato 27 Gennaio 2018, 12.03.03
1
secondo me un ottimo album in linea con il periodo e il passato nei sod anche se preferisco i successivi con i vari monte, svitek, mallare, comunque un 80
INFORMAZIONI
1987
Megaforce Records
Thrash Core
Tracklist
1. Aren't You Hungry?
2. Get a Real Job
3. I Executioner
4. Don't Feed the Bears
5. Ballad of Dio
6. Thrash or be Thrashed
7. Let Me Out
9. Bubble Butt
10. You're Beat
11. Bushwackateas
12. Man of Your Dreams
13. That Noise
14. Dead Men/Most/Captain Crunch
15. Jim Gordon
16. Imported Society
17. Spandex Enormity
18. Short But Sweet
19. Parents
20. Confusion/You're X'ed
21. A.I.D.S.
22. Ruptured Nuptuals
23. Ode to Harry
24. Hate Tank
Line Up
Billy Milano (Voce)
Tim McMutrie (Chitarra)
Ken ballone (Basso)
Keith Davis (Batteria)
 
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