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Ammunition - Ammunition
28/01/2018
( 912 letture )
Che bello, finalmente sono tornati gli Ammunition! Il loro Shanghaied, prodotto nel 2015, era stato un disco di esordio col botto, che ancora oggi si lascia ascoltare con gran godimento: insomma c'era impazienza di vedere cosa avrebbero tirato fuori per questo secondo capitolo discografico. La band nasce nel 2014 dal duo Age Sten Nilsen, singer e cofondatore degli ottimi Wig Wam, e il polistrumentista Erik Mårtensson, già in forza a formazioni quali Eclipse, W.E.T., Nordic Union. Il sestetto, per questa nuova fatica, ha cambiato l’intera sezione ritmica: basso e batteria sono passati nelle mani di Victor Cito Borge e Magnus Ulfstedt, ed il gruppo ha suonato molto in Europa, sciorinando spettacoli maiuscoli tutto sudore, feeling e muscoli, sull’onda del grande gradimento ricevuto per il disco di debutto, uno dei migliori prodotti in ambito hard/glam degli ultimi anni. Questo va detto senza ombra di scetticismi.

Musicalmente gli Ammunition non si discostano troppo dalla formula resa vincente dai Wig Wam, e per tastare il terreno Nilsen e Mårtensson, coautori del nuovo singolo Wrecking Crew, lo hanno lanciato con successo nella madrepatria Norvegia, scalando le classifiche autoctone. Facciamo partire il play e con curiosità mista alla speranza di non subire delusione, ci accingiamo all’ascolto. Le atmosfere, la produzione, il sound sono rimaste pressoché le stesse di Shanghaied, ottima notizia questa, poi scocca il dardo di Time e la sarabanda ha inizio. Strisciata sulle corde della chitarra e via con un riff ipnotico che sfocia in un inno sul ritornello, coralità mature, Age sempre enfatico ma diretto alla voce, bello il break vocale centrale, solismo dell’ascia da sbrodolamenti vari: partenza con i fiocchi per una song che entra diretta nella corteccia cerebrale flirtando con i padiglioni auricolari. Freedom Finder ricalca il songwriting del debutto, pattern di batteria trapanante, basso in evidenza, poi l’ariosità delle melodie prende il sopravvento, Pettersen disegna un solo-guitar breve ma di grande intensità e gusto, che trascina verso il terzo brano in scaletta, Virtual Reality Boy. L’acuto rauco del cantante fornisce il via a una chitarra leggera ma penetrante, mentre il basso ara il pentagramma e il ritornello dispensa sapori tipicamente nordici, condito con coralità pungenti e insistite. Buon pezzo, non fantasmagorico, ma con arrangiamenti che denotano la classe che traspira dai pori dei sei musicisti. Guns Ho (I Told You So) inizialmente trasuda groove in stile southern rock, il ritmo è sostenuto, il solo è lacerante, track di spicco dell’intero lavoro, poi le arie tenere con echi irlandesi di Eye For An Eye prendono il sopravvento: ne esce una traccia sincopata, con melodie stupende, un lavoro di cucitura/scrittura/arrangiamenti di livello sovrastante: un pezzo che non tritura i muri ma che porta una ventata di dolcezza mista a corposità hard nella vita di ogni ascoltatore. Tear Your City Down è casinista, fracassona e molto chorus oriented, Caveman è uno dei top dell’intero lavoro, saette vocali cattivissime da parte di Age Sten Nilsen incrociano la strada di sei corde cupe e pronte a tagliare in due ogni ostacolo; la fischiettata di Wrecking Crew introduce una traccia adrenalinica che sfocia in una sorta di marchio di fabbrica del combo, ritornello saltellante e corale, apertura melodica centrale: anche in questo segmento si nota una distinta visibilità del basso che si ode maggiormente pesare sull’economia delle varie canzoni in quasi tutta la durata del timing. Miss Summertime ha qualcosa delle semiballad degli Aerosmith periodo Pump, i cori sono celestiali, la voce di Age va nella giusta direzione tra esperienza e volontà di lasciare il segno, tutti gli strumenti tirano fuori un gran pezzo, meno acido e sostenuto, ma di grande impatto. Bad Bones è hard americano con palle zigrinate e un ritornello che, pure facendo l’elettroshock, non riuscirete a mandare via, altro top dell’intero album- Klondike basata a metà su un riff magnetico e passaggi funky, sfoggia un Nielsen in piena forma con ugola raschiante, intermezzo gospel e un assolo delle asce mitragliante e disboscante.

Un disco seducente e vigoroso, tutti gli strumenti ottengono il giusto riconoscimento al netto delle alte qualità degli interpreti, le tastiere ci sono ma fungono da collante e rafforzo delle ritmiche, non attendetevi spezzoni AOR per intenderci, nonostante tutto però ritengo il primo capitolo superiore per quanto concerne i pezzi e il tiro. Ammunition capitolo secondo è un signor disco che va consigliato a tutti gli amanti del genere, evidenzia feeling, affreschi melodici di rilievo, gusto e somma perizia, senza scialacquare l’esperienza che raduna tutti sotto la freschezza del progetto. Vedremo cosa proporrà il futuro alla band che, riteniamo così ad occhio e orecchi, possa mutare qualche matrice nella proposta, dal prossimo episodio in studio. Ad oggi godiamoci una formazione genuina, battagliera, che sa suonare tremendamente bene un genere che, nonostante tutto, continua a risultare appassionante e senza crepe. Pollice alto per gli Ammunition.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
78.5 su 4 voti [ VOTA]
Tatore
Martedì 30 Gennaio 2018, 9.13.17
5
@MetalShock Più che altro è un genere che ascolto molto poco, o quasi niente da un po' ci tempo, ma mi piace
fasanez
Lunedì 29 Gennaio 2018, 16.44.54
4
Nilsen poi è un grande frontman, oltre che dotato un'ugola notevole, cercatevi sul tubo le interpretazioni dei queen, oltre che una notevolissima imho tarot woman...
Metal Shock
Lunedì 29 Gennaio 2018, 13.48.24
3
@Tatore: non so' se ti può piacere, si tratta di hard rock/A.o.r.
Tatore
Lunedì 29 Gennaio 2018, 10.05.40
2
L'entusiasmo di Metal Shock mi costringe ad un ascolto
Metal Shock
Lunedì 29 Gennaio 2018, 5.35.26
1
Album meraviglioso, prima perla di quest'anno! Band che suona alla grande, voce stupenda cori anthemici che ti si stampano in testa da subito. Voto minimo 85.
INFORMAZIONI
2018
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. Time
2. Freedom Finder
3. Virtual Reality Boy
4. Guns Ho (I Told You So)
5. Eye for an Eye
6. Tear Your City Down
7. Caveman
8. Wrecking Crew
9. Miss Summertime
10. Bad Bones
11. Klondike
Line Up
Age Sten Nilsen (Voce, Cori)
Erik Martensson (Chitarra, Tastiere, Basso, Cori)
Jon Pettersen (Chitarra)
Lasse Finbrathen (Tastiere)
Victor Cito Borge (Basso)
Magnus Ulfstedt (Batteria)
 
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