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We Came As Romans - Cold Like War
29/01/2018
( 386 letture )
Cold Like War, ultimo album della band americana We Came As Romans.

I Nostri si formarono nel 2005, ma solo nel 2009 con l’entrata nell’etichetta Equal Vision debuttarono ufficialmente con To Plant a Seed, abbracciando un melodic metal-core atmosferico che già si affacciava a un’intenzione elettronica, successivamente esplorata al massimo con l’inserimento dei synth (alla The Devil Wears Prada) e un avvicinamento al post-HC.

Un inizio col botto che faceva presagire un’ottima carriera, e in effetti i Nostri non ci hanno deluso, pur alleggerendosi man mano.
Infatti, se conferiamo l’apice qualitativo ai tempi di Tracing Back Roots (mentre il penultimo, self-titled, era parecchio sottotono), Cold Like War ha comunque qualcosa da dire: a metà fra il post hardcore e l’emo-core, con grosse sezioni di musica digitale e accenni di alt metal, il songwriting è forse più semplice del passato ed evidentemente più commerciale, ma le canzoni entrano e rimangono in testa ed è questo quello che conta.

L’ascolto non è impegnativo, il muro del suono più sottile, complici nuances cristalline adottate in tutto il lavoro; le poliritmie e gli accenni di math del passato vengono quasi del tutto abbandonati, la melodia diventa ancora più catchy (quasi pop) e contestualizzata con immediatezza, sullo stile collaudato di Bring Me The Horizon e, in parte, Bullet for My Valentine. Solo alcune soluzioni melodiche infastidiscono per abuso e banalità.
Gli angoli sono smussati, ma gli inserti prettamente -core conservano parte della potenza del passato nonché quell’attitudine made in USA, arricchendo il lavoro e non facendolo scadere nel cliché di ritornelli o bridge troppo smielati. Per fortuna l’aggressività non viene relegata a cornice, ma integrata nelle composizioni, stupendo l’ascoltatore quando si palesa.
Ciò è evidente già nell’opener Vultures and Sharks corredata di intro psicotropo e già votato ai suoni digitali, con l’esplosione del primo verso e breakdown, tra leggiadria e pesantezza, trasparenza e spessore.

Si prosegue con la guizzante e accattivante title-track Cold Like War con i suoi cori, ma i pezzi che segnano di più sono Lost in the Moment con il suo ritornello che si impara a memoria, Wasted Age con il tagliente assetto hardcore, Encoder con un’intenzione nu metal e -in chiusura- la delicata Learning to Survive, una ballad dalle liriche interiori che -in qualche modo- rispecchiano il significato testuale di tutto l’album: racconti di caduta, lotta, ripresa. Insomma, esperienze di vita.

In definitiva questo è un lavoro che sembra da un lato troppo semplice, dall’altro intrattiene quanto basta per non stancarci o scontentarci. Sebbene i tempi d’oro dei We Came As Romans sembrino in parte andati, Cold Like War è un lavoro che merita un ascolto: ma solo per gli amanti della band e del genere, oppure per degli ascoltatori giovani e curiosi di scoprire una parte del metal-core.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
Deris
Martedì 30 Gennaio 2018, 5.21.28
1
Non li conosco..ma a vedere i video sul tubo,sembrano appena usciti da un talent di Maria De Filippi
INFORMAZIONI
2017
Sharptone Records
Metal Core
Tracklist
01. Vultures With Clipped Wings
02. Cold Like War
03. Two Hands
04. Lost In The Moment
05. Foreign Fire
06. Wasted Age
07. Encoder
08. If There’s Something To See
09. Promise Me
10. Learning To Survive
Line Up
David Stephens (Voce)
Kyle Pavone (Voce, Tastiera, Synth)
Joshua Moore (Chitarra)
Brian L. Cotton (Chitarra)
Andrew Glass (Basso)
David Puckett (Batteria)
 
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