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HyperioN (ITA) - Dangerous Days
02/02/2018
( 502 letture )
Creatura dalla vita ancora breve quella degli HyperioN. Nato a Bologna su iniziativa del batterista Marco “Jason” Beghelli, con l’idea di continuare a battere il sentiero del metal classico dei primi anni 80, il progetto comincia a prendere forma reale nel 2015. È nel corso di quell’anno che a lui si unisce il chitarrista Davide Cotti, mentre di quello dopo risulta l’entrata del bassista Giacomo Ritucci e del secondo chitarrista Luke Fortini. La formazione si completa con il cantante Michelangelo Carano e con questa (Ritucci lascia però a registrazioni quasi ultimate, sostituito da Antonio Scalia) mette insieme la scaletta dell’album d’esordio intitolato Dangerous Days, che esce tramite la spagnola Fighter Records.

Citata la copertina di genere di Alex Ries che par fare evidente riferimento all’Hyperion di Dan Simmons (da qui il moniker stesso del gruppo, ma non siamo davanti ad un concept album) e la presenza di un buon booklet di ben sedici pagine, l’analisi critica di un prodotto del genere deve fondarsi non certo sulla capacità della band di proporre scrittura e/o arrangiamenti particolarmente innovativi e ricercati, ma su quella di rimescolare ingredienti più che classici in modo da sfornare quella pietanza musicale già mangiata innumerevoli altre volte, ma che risulti comunque gradevole al palato. E gli HyperioN, al netto di qualche pecca qua e là, ci sono sostanzialmente riusciti. Forte di una produzione adeguata al genere, Dangerous Days è aperto dall’heavy fresco e classico di Ultimatum e dalla title-track, con la seconda a giovarsi di un ritornello semplice, ma gradevole. Costante, questa, della maggior parte delle canzoni in scaletta. Incognitus colpisce più per il break molto aggressivo che per il resto, ma si mantiene comunque piacevole, per poi lasciare spazio ad uno degli episodi meglio riusciti del CD, ossia quella Ground and Pound che miscela molto bene veemenza e melodia, col solito chorus che si stampa subito nel cervello. Con Forbidden Pages gli HyperioN giocano sul contrasto tra pathos del ritornello e rocciosità della struttura portante del pezzo, ma alcuni passaggi risultano un po’ macchinosi e di maniera. The Killing Hope, poi, è un tipico pezzo heavy forse ancora più démodé rispetto agli altri, ma con buone aperture. Dopo il mid-tempo di The Grave of Time, il lavoro si chiude con Hyperion, pezzo manifesto del gruppo che, con i suoi oltre otto minuti di durata, mostra una band capace anche di costruire qualcosa di più strutturato della media senza farlo scadere nella noia.

Un tocco ben percepibile di Judas Priest; qualche richiamo sotteso ai primi Metallica e Megadeth; ma soprattutto tanti, ma tanti altri ben più evidenti ai Maiden che abbiamo conosciuto fino a Killers. Luke Fortini, per la cronaca, era coinvolto nei Children of the Damned e si sente. Quindi, si condisce tutto con il massimo dell’entusiasmo possibile, si compatta con buoni fondamentali tecnici, una bella mescolata ed il piatto Dangerous Days è servito. Se tralasciamo qualche passaggio vocale tecnicamente un po’ grezzo, una pronuncia dell’inglese che a volte tende a far venire fuori l’accento italiano in maniera eccessiva ed i tantissimi ed ovvi riferimenti ai grandi dischi degli anni 80 che ognuno di noi ha ascoltato, tutto funziona comunque bene. Nessun miracolo o niente che faccia inchiodare la macchina con una frenata mentre si guida in autostrada per risentire un particolare passaggio, ma solido heavy metal di una volta. Divertente, che fa battere il piede, muovere la testa e che ci si sorprende a canticchiare da soli durante il giorno. Ciò è quanto; ma talvolta è tutto quel che serve.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
74 su 1 voti [ VOTA]
J.
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 17.11.49
1
Lo ho ascoltato, in effetti il cantato è miglorabile, e la pronuncia. Però devo dire che il sound è veramente buono e le "schitarrate" entusiasmanti.
INFORMAZIONI
2017
Fighter Records
Heavy
Tracklist
1. Ultimatum
2. Dangerous Days
3. Incognitus
4. Ground and Pound
5. Forbidden Pages
6. The Killing Hope
7. The Grave of Time
8. Hyperion
Line Up
Michelangelo Carano (Voce)
Davide Cotti (Chitarra)
Luke Fortini (Chitarra)
Giacomo Ritucci (Basso)
Marco “Jason” Beghelli (Batteria)
 
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