Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Voivod
The Wake
Demo

Panni Sporchi
III
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

23/10/18
BAD BONES
High Rollers

26/10/18
BLOODBATH
The Arrow of Satan is Drawn

26/10/18
HOLY SHIRE
The Legendary Shepherds of the Forest

26/10/18
ICARUS WITCH
Goodbye Cruel World

26/10/18
CARCHARODON
Bukkraken

26/10/18
FIFTH ANGEL
The Third Secret

26/10/18
KMFDM
Live In The USSA

26/10/18
EISREGEN
Fegefeuer

26/10/18
WESTFIELD MASSACRE
Salvation

26/10/18
UNLEASHED
The Hunt For White Christ

CONCERTI

25/10/18
KILLING JOKE
CAMPUS INDUSTRY - PARMA

26/10/18
HOLY SHIRE + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

26/10/18
THOMAS SILVER + SMALL JACKETS
GRIND HOUSE CLUB - PADOVA

26/10/18
AEVUM + GUESTS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

27/10/18
LIFE OF AGONY
ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)

27/10/18
INFERNAL FORCES
LIVE CLUB - TREZZO SULL`ADDA (MI)

27/10/18
GLI ATROCI
SOUND CLUB - MILANO

27/10/18
AFFLUENTE + GUESTS
GRIND HOUSE CLUB - PADOVA

27/10/18
BARBARIAN + INGROWN
CSOA ANGELINA CARTELLA - REGGIO CALABRIA

27/10/18
BARBARIAN + LICH
BANDIDOS PLACE - MESSINA

Xenosis - Devour And Birth
02/02/2018
( 568 letture )
Formati nel 2010 presso New Haven in Connecticut, gli Xenosis sono alfieri di un death metal tecnico e fortemente venato da tinte progressive, sulla scia tracciata da bands storiche come Death, Atheist e Suffocation, senza però rinunciare a richiami più moderni come Gojira, Textures e The Dillinger Escpe Plan (questi ultimi in misura decisamente minore).
In questi sette anni di attività i Nostri hanno pubblicato due album e -proprio a febbraio 2018- è prevista l’uscita del terzo full-lenght, Devour And Birth, oggetto della recensione odierna.

L’opera terza della band statunitense parte subito in quarta, con la contorta Night Hag. Ci troviamo d’innanzi a una classica opener che non conosce cali di tensione, con un buon connubio tra le partiture elaborate delle chitarre, inarrestabili sia nel riffing possente e costantemente arzigogolato, decisamente di stampo prog metal e, soprattutto una sezione ritmica con una batteria tritasassi, che come da tradizione per il genere si alterna tra sfuriate in blast beat ed elaborati passaggi in controtempo (come quello irresistibile posizionato a metà pezzo). La successiva Army of Darkness si mantiene sullo stesso livello, alternando però il growl cavernoso ad uno scream acido e un riff melodico ma sempre aggressivo, leggermente più thrashy nei passaggi più tirati. La doppietta composta da Delirium (Death of a God) e Concave è un personale tributo al death old school di Atheist e Death, i primi udibili con melodie cupe e dal vago retrogusto fusion, i secondi con un songwriting imprevedibile e pieno di cambi di tempo, riff taglienti e a tratti maestosi.

Dopo i suoni campionati -francamente evitabili- di Oxidation, ci avviciniamo verso la seconda parte del platter. Ominous Opus alterna un riff in pieno stile Meshuggah a uno più teso che esplode nella seconda parte del pezzo, tra veloci sfuriate e fulminei passaggi in tapping. Non sarà un capolavoro come canzone, ma ha buoni spunti e certamente si farà apprezzare per l’abilità strumentale con cui è suonata. La title-track è il brano migliore del disco: velocissimo, da puro headbanging e infarcito di riff fulminei, tecnici al punto giusto. Chiude il disco The Projector, che mescola sapientemente parti dissonanti, magmatici passaggi in tremolo degni di alcune cose dei Morbid Angel e una parentesi solista che ricorda in tutto e per tutto, dalla rimica fino al trasporto impiegato negli assoli, i Death di Symbolic.

Il terzo lavoro degli americani Xenosis ci consegna una band onesta, capace di aggiornare al 2018 la lezione dei padri fondatori del death, con una vena modernista d’impatto, anche se decisamente ben calibrata con i riferimenti più datati. Il disco non è certo memorabile, ma i pezzi in esso contenuti sono ben suonati, ben arrangiati e tecnicamente impegnativi. E di questi tempi, in un genere inflazionato come il tech-death, non è certamente cosa da sottovalutare.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
Tatore
Martedì 6 Febbraio 2018, 19.57.32
1
Al primo ascolto l'ho trovato molto buono
INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Prog Death
Tracklist
1. Night Hag
2. Army of Darkness
3. Delirium (Death of a God)
4. Concave
5. Oxidation
6. Ominous Opus
7. Devour and Birth
8. The Projector
Line Up
Sal Bova (Voce)
Kenny Bullard (Chitarra)
Mark Lyon (Chitarra)
Dave Legenhausen (Basso)
Gary Marotta (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]