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Body Count - Body Count
03/02/2018
( 685 letture )
We’re here,
We ain’t goin’ nowhere.
We’re movin’ right next door to you,
Body Count, motherfucker.
And those of you that don’t like it
can suck, my motherfucking’ dick, ha, ha, ha, ha.

(There Goes the Neighborhood)

È il 1990 quando il trentaduenne rapper statunitense Ice-T (vero nome Tracy Lauren Marrow) e il suo amico di un anno più giovane Ernie C (Ernie Cunnigan) decidono di mettere in piedi una band improntata all’heavy metal. I due si conobbero giovanissimi, ai tempi della scuola, in quel di Los Angeles, ma solo diversi anni più tardi iniziarono una vera e propria collaborazione. La carriera di Ice-T prese una svolta quando, nel 1987, pubblicò il primo album da solista, Rhyme Pays, sotto l’egida della Sire Records e della Warner Bros., diventando in breve un artista di rilievo in ambito hip-hop. Videro poi la luce altri due album nella fortunata seconda metà degli anni Ottanta, Power (1988) e The Iceberg/Freedom of Speech... Just Watch What You Say (1989), che consolidarono il successo iniziale dell’artista originario di Newark, New Jersey. Nel successivo lavoro in studio, O.G. Original Gangster (1991), Ice-T incluse un brano dal titolo Body Count, che sarebbe poi stato presente nell’album d’esordio della band. Il 1991 è anche l’anno della prima esibizione live del gruppo, in occasione della prima edizione del Lollapalooza, festival a cui parteciparono nomi del calibro di Jane’s Addiction, Living Colour, Siouxsie and the Banshees e Nine Inch Nails. Si arriva così al 1992 e all’uscita dell’album Body Count per conto ancora una volta della Sire Records/Warner Bros. La formazione iniziale vedeva, oltre ai già citati Ice-T ed Ernie C, D-Roc the Executioner (Dennis Miles) alla chitarra ritmica, Mooseman (Lloyd Roberts III) al basso e Beatmaster V (Victor Ray Wilson) alla batteria; tutti e tre venuti a mancare tra il 1996 e il 2004. La musica dei Body Count può essere intesa come l’unione di generi tra loro apparentemente molto distanti e tratta temi importanti come il razzismo, la violenza e gli abusi (tanto di sostanze stupefacenti quanto quelli fisici). E proprio su questi temi i Body Count -e Ice-T nello specifico, essendo il compositore principale del gruppo- pongono le basi per i loro testi. L’ultima traccia dell’album, Cop Killer, generò un lungo dibattito che toccò anche i piani più alti della politica statunitense per via di un testo alquanto controverso che istigava alla violenza fisica contro le forze di polizia, anche se Ice-T cercò di contenere le critiche e liberarsi dalle accuse definendo il brano una canzone di protesta e affermando che il testo andasse interpretato da un altro punto di vista. Ma la censura ebbe la meglio e i Body Count furono costretti a ripubblicare l’album privo di quel brano. Lo sostituirono con un pezzo preso da un album solista di Ice-T ed intitolato Freedom of Speech, ri-editato per l’occasione con l’aggiunta di un sample di Foxy Lady di Jimi Hendrix mandato in loop.

Il disco, nella sua versione originale, si compone di diciotto tracce, suddivise tra brani veri e propri e intermezzi parlati, utili ai fini della piena comprensione di certi temi. L’inizio con Smoked Pork fa già capire i toni dell’album, costantemente velati da un filo conduttore di ironia e humor nero: Ice-T e Mooseman, che interpretano due gangster, alla guida della loro auto si accostano a quella di un poliziotto fingendo di essere automobilisti in panne; Mooseman vorrebbe “occuparsene” in prima persona, ma Ice-T gli ordina di stare nell’auto. A quel punto, avvicinandosi al poliziotto, gli chiede se può aiutarli con l’auto, ma questo rifiuta, insultandolo e dicendo che non è il suo lavoro, perché il suo lavoro è quello di mangiare ciambelle. A quel punto riconosce chi ha davanti, ma è troppo tardi. Un colpo di pistola chiude la scena. A questa introduzione segue Body Count’s in the House, una sorta di inno al pari, naturalmente, di Body Count Anthem, posta verso la conclusione. La titletrack si pone invece su un piano diverso, approfondendo le tematiche da “vita da strada”, dove uccisioni e violenze di ogni tipo sono all’ordine del giorno. A questa traccia nello specifico si ricollegano non a caso i due intermezzi seguenti, caustici quanto basta nella loro brevità:

This weekend,
seventeen youths killed in gang homicides. Now sports.

(Now Sports)

A statistic:
At this moment,
there are more black males in prison
than in college

(A Statistic)

Canzoni come Bowels of the Devil ci fanno invece principalmente capire quanto il rap sia lontano dalle intenzioni dei Body Count, molto più accostabili all’hardcore o, con le dovute proporzioni, al thrash metal. KKK Bitch, una “parabola” sul Ku Klux Klan a sfondo umoristico, segue in linea generale l’indirizzo stilistico del brano precedente ed è introdotta da un intermezzo a tema:

The problem isn’t the lyrics on the records.
It’s the fear of the white kids liking a black artist.
But the real problem is the fear of the white girl falling in love with the black man

(The Real Problem)

Voodoo racconta invece dell’incontro tra Ice-T e una donna nel New Orleans in possesso di una bambola voodoo, una storia che finisce letteralmente nel sangue. The Winner Loses tocca temi più seri, come quello della dipendenza dalle droghe e della caduta vertiginosa che ne consegue; si tratta di una semi-ballad malinconica che, proprio per il tema affrontato, non stona affatto col resto dell’album. È un’esplosione di rabbia la seguente There Goes the Neighborhood, che sottolinea ancora una volta l’astio, o per meglio dire l’odio, dei bianchi nei confronti dei neri. Si passa ad argomenti più “hot” con la divertente Evil Dick, preceduta da questo intermezzo:

On Oprah today, we discuss male promiscuity.
Why men are constantly in the search for sex,
and new sexual partners

(Oprah)

Evil Dick non è altro che il racconto di un uomo che viene guidato dal suo “evil dick” a vivere nuove avventure, annoiato com’è quest’ultimo dalla monotonia -e monogamia- della vita di coppia. Cruda e senza troppe mezze misure è invece Momma’s Gotta Die Tonight, storia di razzismo e crudeltà familiare, pur con l’immancabile velo di humor nero. L’interpretazione di Ice-T è come sempre perfetta, ma va appunto intesa come tale e non, erroneamente, intendendola come un racconto di vita vissuta. La conclusione dell’album è lasciata alla tanto discussa Cop Killer, introdotta dalla “dedica” di Out in the Parking Lot. Presa a sé e fuori contesto la canzone risulta essere una delle migliori e più istintive del disco; ma rimane purtroppo l’eccesso di un testo fin troppo diretto e senza peli sulla lingua inevitabilmente destinato alla censura.

Il disco di debutto dei Body Count non è certo un ascolto facile e non va assolutamente preso sottogamba. Ascoltarlo senza avere i testi davanti può portare a fraintendere certi brani, la loro ironia, il loro reale significato. Allo stesso modo, prenderlo troppo alla lettera può causare più danni che altro. Ice-T ha voluto mostrarci uno spaccato di vita, di realtà che a molti, fortunatamente, risulta estranea e per farlo ha usato il mezzo di comunicazione più efficace che ci sia. I Body Count non sono una band come tante altre, il loro stile musicale non è classificabile entro generiche “etichette”. Il loro non è rap, mancano le basi per poterlo essere, ma non è neanche propriamente metal. Hardcore è forse il termine più appropriato, ma ancora non inquadra completamente lo stile e l’attitudine del gruppo di Los Angeles. In ogni caso, rimane una band unica nel suo genere, che merita più di ogni altra di essere riscoperta e rianalizzata ogni anno che passa. Uno spaccato di realtà che ancora oggi può insegnarci qualcosa.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
79.5 su 4 voti [ VOTA]
LAMBRUSCORE
Giovedì 8 Febbraio 2018, 11.20.14
18
Grazie ragazzi, questa non la sapevo, mi spiace per l'autista del bus, non c'entrava niente, ahah....
Elluis
Giovedì 8 Febbraio 2018, 9.33.34
17
@Rob Fleming mi riferivo esattamente a quell'episodio. La gente era furiosa, sul palco tirarono di tutto e la cosa ridicola è che dopo un po Ice-T tornò sul palco con un sorrisone come a dire "ma sì dai si è scherzato, è tutto a posto..." non l'avesse mai fatto, gli è arrivato di tutto, compreso alcune arance, di cui una finì per spiaccicarsi dritta sul drumkit. Un amico mi disse che fuori devastarono anche il tour bus parcheggiato della band, e l'autista straniero (tedesco o inglese) dell'autobus che era dentro a dormire scappò a gambe levate per Corso XXII marzo senza avere la minima idea di dove stesse andando. Ci vollero due o tre volanti della polizia per portarli fuori dal Rolling Stone, fu una scena davvero surreale.
Rob Fleming
Giovedì 8 Febbraio 2018, 9.00.14
16
Ritengo che faccia riferimento a quando Ice T verso la fine del concerto si avvicinò al pubblico; qualche genio gli disse/sputò/fece qualcosa e lui gli rifilò un cazzotto e quindi, risalito sul palco, gli sbatté l'asta del microfono in faccia. Scoppiò il finimondo e per scappare, lui, l'Ammazzapoliziotti, si fece scortare dalla polizia. Serata conclusa con il "furto" del taxi nel senso che il taxista si prese paura per il casino e se la diede a gambe e Ice T con altri membri salirono sopra e scapparono in albergo. Non ci sono più i gangsta rappers di una volta.
Awake
Giovedì 8 Febbraio 2018, 1.18.00
15
@Elius spara dai, che sono più curioso di una vecchina al circolo di cucito...
Deathland
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 21.56.46
14
@Elluis racconta dai che anche io son troppo curioso
LAMBRUSCORE
Mercoledì 7 Febbraio 2018, 12.32.24
13
@Elluis, ahah, cos'è successo quella volta là a Milano? Sono curioso, racconta...
Metal Shock
Lunedì 5 Febbraio 2018, 12.44.43
12
Mi ricordo benissimo il giorno in cui vidi da Rock and Folk la copertina del vinile dei Body Count, non sapevo chi erano, ma lo comprai lo stesso e.....UNA BOMBA!!!!!! Chiamatelo come volete, quest'album è una meraviglia, Ice-T mattatore ed una band gira a mille. Voto 90.
Elluis
Lunedì 5 Febbraio 2018, 12.35.38
11
Il disco in sè ai tempi in cui uscì mi era piaciuto molto, nonostante non fossi un grande estimatore di questi mix musicali, però lo ascoltai più volte e mi prese bene. La loro immagine da pseudo gangsta invece era ridicola, e ancora più ridicolo fu quando vennero a Milano e dovettero scappare a gambe levate (scortati dalla polizia, i Cop Killer di sta cippa... )
Flight 666
Lunedì 5 Febbraio 2018, 12.07.41
10
@ d.r.i.: rap metal è stato inserito per sbaglio nel momento della pubblicazione, da come avrai letto nella recensione ho indicato in altri termini il genere di questo primo album.
Awake
Lunedì 5 Febbraio 2018, 10.56.20
9
Esordio col botto, è proprio il caso di dirlo.
Deathland
Domenica 4 Febbraio 2018, 19.30.32
8
Discone, voto 80
d.r.i.
Domenica 4 Febbraio 2018, 18.29.54
7
Il voto ci sta, però nella descrizione dello stile rap metal non si può vedere...abominio
Flight 666
Domenica 4 Febbraio 2018, 11.53.24
6
@ body account: Hey Joe è presente nel disco successivo, Born Dead, del 1994
body account
Domenica 4 Febbraio 2018, 4.19.07
5
Sbaglio o in questo disco era presente anche la cover di HEY JOE di JIMI HENDRIX?!Tra l'altro mi ricordo un assolo incredibile addirittura questa cover mi sembrava meglio dell'originale!!!!(Fermo restando che Hendrix era e rimarra' x sempre il Dio della chitarra senza se e senza ma.)
fasanez
Sabato 3 Febbraio 2018, 21.38.59
4
Una delle poche band "alternative" che apprezzo veramente tanto. Grande Ice.T, o grande Finn della S.V.U.!
andrea
Sabato 3 Febbraio 2018, 13.50.59
3
vale la pena ricordare la collaborazione tra Ice-T e Slayer nella mitica colonna sonora del film "Judgement Night"!
Doomale
Sabato 3 Febbraio 2018, 12.21.00
2
Ricordo ancora la prima volta che lo ascoltai su TDK...figata e grande Ice T. Riascoltato oggi onestamente non mi fà lo stesso effetto ma rimane comunque un album precursore nel genere che apri la strada a questo crossover tra rap e metal insieme ai coincittadini Downset ed altri. Copkiller la mia preferita di sempre sia dei BC che di Ice T assieme a Colors. voto giusto.
tino
Sabato 3 Febbraio 2018, 11.42.15
1
un bellissimo esperimento di unione fra metal e rap che funziona alla grande ancora oggi. Ice t un grande interprete che ancora oggi fa bellissimi dischi. The winner loses un capolavoro. voto 90
INFORMAZIONI
1992
Sire Records/Warner Bros. Records
Hardcore
Tracklist
1. Smoked Pork
2. Body Count’s in the House
3. Now Sports
4. Body Count
5. A Statistic
6. Bowels of the Devil
7. The Real Problem
8. KKK Bitch
9. C Note
10. Voodoo
11. The Winner Loses
12. There Goes the Neighborhood
13. Oprah
14. Evil Dick
15. Body Count Anthem
16. Momma’s Gotta Die Tonight
17. Out in the Parking Lot
18. Cop Killer
Line Up
Ice-T (Voce)
Ernie C (Chitarra solista e acustica)
D-Roc the Executioner (Chitarra ritmica)
Mooseman (Basso)
Beatmaster V (Batteria)
Sean E Sean (Campionatore, Cori)
Sean E. Mac (Cori)
 
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