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Ancient Empire - The Tower
17/02/2018
( 1154 letture )
A volte capita che rimani talmente tanto colpito dal calore e dalla passione di centinaia di fans mentre suoni in un noto festival metal e ti rendi conto che l’heavy metal classico o tradizionale che dir si voglia, quello che guarda al meglio degli anni 80 per intenderci, in Europa e specialmente in Germania, è vivo e vegeto e la sua fiamma brucia ardente. Decidi quindi che una volta tornato negli States formerai un progetto, un ringraziamento e un tributo a quelle sonorità che tanto ami. È così che nel 2012, nei pressi di San Francisco in California, gli Ancient Empire prendono forma. Artefice di questa operazione è Joe Liszt cantante, chitarrista, ma anche bassista, che per dar corso a questo progetto chiede aiuto all’amico e vecchia guardia del metal Steve Pelletier, ex Forgotten Discipleed, ex Relikk e soprattutto ex HellHound (il gruppo di speed/thrash metal in cui Joe Liszt è entrato in veste di cantante nel 2010 per l’esibizione al Keep It True del 2011). Con le dovute tempistiche di un progetto fatto per divertirsi e senza troppe velleità, escono nel 2014 il buon disco di esordio When the Empire Falls e, due anni più tardi, con l’entusiasmante Other World, di fatto si accendono sulla band i riflettori degli appassionati più attenti. Con questo The Tower, gli Ancient Empire giungono quindi alla loro terza pubblicazione, una specie di prova del nove che inevitabilmente porta aspettative per confermare quanto di buono avevano fatto vedere nei due primi dischi.

The Tower presenta innanzitutto la formazione usuale, formata da Joe Liszt cantante e polistrumentista, Steve Pelletier alla batteria e Rich Pelletier per quanto riguarda la scrittura dei testi. È giusto precisare che di fatto, più che una band vera e propria, gli Ancient Empire sono strutturati come un progetto musicale che non prevede esibizioni live e di conseguenza la formazione vede per il momento Joe Liszt occuparsi di voce, chitarra e basso. Ad ogni modo, il terzo disco degli Ancient Empire conferma pienamente la crescita compositiva del trio americano che, attingendo a piene mani da tutte le caratteristiche del miglior US Metal in cui le influenze di Armored Saint e Riot fanno certamente capolino, riesce ad elevare ulteriormente la propria personale interpretazione. Questa, pur ancorata al genere di riferimento, si arricchisce di genuina e travolgente passione interpretativa ed è proprio qui che troviamo quel qualcosa in più in grado di elevare la proposta dei californiani rispetto a tante altre band contemporanee. Ma non è solo la passione che rende gli Ancient Empire meritevoli di attenzione; la tecnica strumentale e compositiva è evidente e non manca soprattutto nel gusto melodico negli assoli, così come non mancano le varianti ritmiche che si manifestano negli interessanti cambi di tempo e nei diversi pattern. Infine, la timbrica di Joe Liszt ha un potere quasi ipnotico e si amalgama perfettamente con le atmosfere descritte dalle liriche di Rich Pelletier che, come di consueto, trattano tematiche di natura sci-fi.
The Tower si apre subito con la titletrack, dall’inizio un po’ in sordina, ma che ben presto prende vigore grazie ad un riffing avvolgente e ad un drumming secco e preciso che ci accompagna all’attacco canoro di Joe. Come detto, cambi di tempo, refrain vincenti, nonché un ricco gusto melodico unito ad assoli convincenti e mai prolissi, donano una notevole varietà complessiva, piuttosto rara per il genere di riferimento. Queste caratteristiche vengono inoltre ulteriormente confermate e valorizzate nei brani successivi, come nella più cadenzata Endless Curse e soprattutto nella misteriosa e cupa In the Land of the Damned, che presenta nella sua parte centrale un passaggio furioso assimilabile a ritmiche thrash. Cosi come The Battle of Stirling Bridge, solida e rocciosa nel suo incedere, ci restituisce una veste degli Ancient Empire ancora più corazzata e vigorosa. Un eccellente e personale tributo ai Judas Priest emerge in Yesterday’s Hero, mentre Dawn of Forever inizia dando l’idea di una classica ballad, per poi esplodere poco dopo in tutta la sua potenza heavy che ben ci accompagna al brano di chiusura. The Last Sunset, la canzone dal minutaggio più elevato presente in setlist (quasi otto minuti), si apre con un tappeto di tastiere che viene letteralmente squarciato da affilatissime distorsioni di chitarre e da una cavalcata al basso come gli Iron Maiden hanno insegnato, per poi aprirsi in un incedere tumultuoso che narra di mondi lontani a coronamento di un album che scorre via in maniera naturale.

È oggettivamente difficile trovare un punto debole in questo disco, un lavoro decisamente ispirato e curato nei dettagli, anche in sede di registrazione; ottimo è infatti il bilanciamento dei suoni e dei singoli volumi, particolarmente apprezzabili non solo in cuffia. Gli Ancient Empire certamente non faranno la storia della musica e molto probabilmente resteranno nel vasto limbo underground costellato da ottime band, inoltre -a parte una partecipazione al festival Headbangers Open Air quest’anno in quel di Amburgo- non sono previste altre date in Europa, rendendone la promozione ancora più faticosa. Quello che comunque conta davvero è che The Tower non fa stancare l’ascoltatore ed è addirittura in grado di regalare emozioni che portano a voler alzare il volume sempre più e a scuotere la testa per tutti gli oltre cinquanta minuti, non solo ai primi ascolti. Un disco ottimo che possiamo reputare nel genere come una delle migliori uscite dell’anno appena trascorso.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
82.5 su 2 voti [ VOTA]
Metal Shock
Martedì 20 Febbraio 2018, 10.30.16
4
Ottimo disco di heavy metal classico, testimonianza di come nell'underground vi siano molte band di valore. Peccato che un simile progetto non so' quanto possa suonare live, elemento fondamentale per avere maggior successo.
Mic
Lunedì 19 Febbraio 2018, 15.23.17
3
sto ascoltando sul tubo... molto interessante, la seconda traccia all'inizio mi ricorda princess of the dawn
Pacino
Lunedì 19 Febbraio 2018, 0.21.11
2
bel disco di roccioso Metal, non conoscevo la band, ascolterò anche i dischi precedenti. Voto 80
InvictuSteele
Domenica 18 Febbraio 2018, 12.18.41
1
Poi dicono che non ci sono più band interessanti... questi giovani spaccano i culi, li ho scoperti tempo e sono rimasto impressionato dal loro talento. Gli AE godono ancora di poca visibilità, ma piano piano si stanno ritagliando il proprio spazio. Per me tra i migliori dell'heavy tradizionale. Voto 85
INFORMAZIONI
2017
Stormspell Records
Heavy
Tracklist
1. The Tower
2. Endless Curse
3. View From Up Here
4. In the Land of the Damned
5. The Battle of Stirling Bridge
6. Darker Side of Midnight
7. Yesterday’s Hero
8. Dawn of Forever
9. The Last Sunset
Line Up
Joe Liszt (Voce, Chitarra, Basso)
Steve Pelletier (Batteria)
Rich Pelletier (Testi)
 
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