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WildeStarr - Beyond the Rain
19/02/2018
( 435 letture )
Tornano, dopo una pausa piuttosto lunga, i WildeStarr, band dei coniugi Starr. Formati nel 2003 da Dave Starr (Vicious Rumors, Chastain) e London Wilde -da oltre quindici anni a questa parte anche marito e moglie- e completata la formazione con il batterista Josh Foster e con Starr che si occupa della chitarra e del basso, strumento col quale cominciò proprio con i Vicious Rumors, gli americani hanno fatto uscire due album di qualità altalenante, per poi fermarsi per circa cinque anni. Ciò prima di mettere sul mercato Beyond the Rain, CD oggetto della presente recensione. Tuttavia, il lungo periodo di fermo ha purtroppo una spiegazione precisa. La band viene infatti presentata come ancora più coesa che in passato, sia per effetto del fatto che i due che hanno la responsabilità della scrittura sono coniugi, sia per una storia tragica che resta sempre sullo sfondo di ogni loro canzone. Gary, il fratello chitarrista della cantante London Wilde, si è infatti suicidato nel 2012, a quanto pare per una depressione causata dal non essere riuscito ad imporsi nel mondo delle sette note. Tra le note del press-kit si legge infatti: “Gary era un musicista di talento che ha sofferto le tristi insidie di molti altri che prendono la chitarra e sognano il successo nel mondo della musica”. Sta di fatto che, da quel momento, il testo di ogni brano scritto riflette il tormento ed il dolore che sono conseguenza di questo triste accadimento, con Gary che viene considerato un quarto membro silente del gruppo.

Confezionato come qualcosa di molto simile e di ancora più importante di un concept album, Beyond the Rain si basa su una buona dose di melodia; su una certa drammaticità che attraversa diagonalmente l’intero lavoro; su una produzione piuttosto massiccia in relazione al genere proposto; sul lavoro molto professionale dei musicisti, con sezione ritmica quadrata e riff ed assoli di chitarra bel lavorati e, neanche a dirlo, sulla voce possente e non certo priva di controllo di London Wilde. Il tutto nel segno della lezione di maestri quali Judas Priest, Queensrÿche e Dio, con la bionda cantante che viene da alcuni indicata come emula in gonnella di Rob Halford. A prescindere da quanto possa essere azzardato il paragone (sempre fuorviante accostare una voce maschile ad una femminile), Beyond the Rain, pur non essendo certo un capolavoro, segna un passo avanti rispetto ai lavori precedenti, due album che non avevano convinto più di tanto, ma non molto lungo. Il nuovo CD si lascia difatti ascoltare, ma non mostra certo le stigmate del capolavoro. Dopo una breve e sostanzialmente inutile intro, Beyond the Rain irrompe dalle casse dello stereo col suo riffone massiccio e la voce stentorea di London; niente di particolare, ma avvio almeno deciso. Pressing the Wires aumenta i BPM portando tutto in territorio heavy/speed, mentre Double Red presenta un altro riffone compatto, con bridge e ritornello più ariosi e valorizzati ancora dalla voce di London Wilde. Down Cold ripropone inizialmente il sapore di certi lenti anni 70/80, ma si sviluppa quasi subito in forma di power ballad giocando sul carico/scarico tra i momenti più melodici e quelli più potenti. Rage and Water ricalca poi ancora lo schema classico dell’equilibrio tra riff semplice e suono pieno con voce chiara e solenne riuscendo, tutto sommato, ad incidere. Anche per merito di una certa atmosfera sinistramente goticheggiante del pezzo. Da qui in poi la mancanza di spunti realmente di livello nella scrittura si fa sentire. Non tanto perché le restanti canzoni siano davvero inferiori rispetto a quelle fin qui elencate, ma in quanto la reiterazione dei tre o quattro schemi usati, fino alla conclusiva When the Night Falls, portano senza scampo a far scivolare via l’album senza alcuna scossa. Fino a quando ci si accorge che è finito.

Tanta professionalità; capacità di pensare un disco, produrlo ed arrangiarlo in modo corretto e impacchettarlo come serve; canzoni bene interpretate; buoni assoli di chitarra e tutto il resto. Sulla carta, quindi, un prodotto che potrebbe essere addirittura ottimo ed invece, la capacità di lasciare davvero il segno da parte dei WildeStarr è quasi nulla. Al di là della confezione e delle qualità appena elencate che gli valgono una sufficienza relativamente larga, la sostanza non è di quantità e qualità tale da assicurare a Beyond the Rain vita oltre quella legata all’hype dei fan per la sua uscita. A latitare è proprio la capacità fondamentale di scrivere almeno tre o quattro canzoni davvero incisive che trascinino il resto della scaletta, con conseguente tendenza alla noia. Se fosse un album d’esordio di una nuova band, potrebbe essere un dignitoso primo passo, ma trattandosi del terzo lavoro di personaggi navigati, era lecito attendersi qualcosa in più della bella forma.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
65 su 1 voti [ VOTA]
IO
Sabato 24 Febbraio 2018, 15.50.13
1
carino
INFORMAZIONI
2017
Scarlet Records
Heavy/Power
Tracklist
1. Metamorphose
2. Beyond the Rain
3. Pressing the Wires
4. Double Red
5. Down Cold
6. Rage and Winter
7. Crimson Fifths
8. Undersold
9. From Shadow
10. When the Night Falls
Line Up
London Wilde (Voce, Tastiere)
Dave Starr (Chitarra, Basso)
Josh Foster (Batteria)
 
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