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Wrath Sins - The Awakening
21/02/2018
( 396 letture )
Vengono dal Portogallo questi Wrath Sins, e con The Awakening sembrano avere tutte le intenzioni di dimostrare che la terra natia non si riassume solo a fado e Pastéis de Nata. Soprattutto, l’ultimo nato marca un netto miglioramento rispetto al mediocre debutto Contempt over the Stormfall del 2015, carente nell’esecuzione ed indeciso sulla direzione da prendere. Da questo punto di vista, The Awakening presenta un suono più omogeneo, pur trovandosi a cavallo di diverse influenze dall’accostamento relativamente atipico: quanto suonato dai Wrath Sins potrebbe essere definito come una sorta di thrash metal progressivo.

L’album in questione si compone di una decina di brani corposi, dalla lunghezza medio-alta e dalla struttura relativamente complessa. L’ossatura del suono dei Wrath Sins è un thrash metal irruento e moderno – più tendente al groove che al thrash classico – ma impreziosito da diversi elementi, talvolta inusuali. Il riffing è complesso e non disegna parti sincopate o arpeggi sinistri, come nel caso del riff di apertura di Shadow’s Kingdom. Si constata in effetti la presenza di un certo gusto per le atmosfere opprimenti e tetre: disseminato un po’ dappertutto (si veda l’inizio di Collision), è talvolta esplicito, come nel breve opener strumentale Beneath Black Clouds, dagli echi quasi black metal. Il riffing molto curato ed un fino lavoro di batteria rendono il suono cangiante e di non evidente assimilazione, ma ogni brano segue in generale la stessa struttura. Le canzoni alternano strofe robuste con ritornelli più melodici ma non di certo radiofonici, che risultano di più ampio respiro senza dissipare la patina cupa che regna sui brani. La melodia si fa invece più presente nelle digressioni strumentali nelle quali la veemenza dei brani è disciolta in atmosfere progressive. La prova tecnica generale è notevole, con un particolare merito alla batteria di Diego Mascarenhas, in alcuni tratti dell’album davvero espressiva. Il già citato riffing è vario e riesce a mescolare la violenza del genere con le raffinatezze che lo impreziosiscono. Meno interessante è la voce di Mike Silva, un cantato sporco che alterna fraseggi declamati a momenti più melodici, che funziona senza entusiasmare. La produzione è cristallina e fin troppo boombastica, il che permette di valorizzare le numerose finezze ma che rende il tutto alla lunga saturo e di difficile digestione.

Malgrado i molti elementi che lo formano, il suono di The Awakening è coerente e ripresenta le stesse peculiarità da un brano all’altro. Si tratta di uno stile personale e a tratti affascinante, ma che talvolta manca di compattezza. Anche a causa delle molte e inusuali parti che lo compongono, il suono dei Wrath Sins non riesce sempre a alternarne in maniera fluida le sue diverse componenti, cosa che appesantisce l’ascolto. Chissà che con il prossimo album i Portoghesi non riescano a limare queste piccole scorie, ma The Awakening resta un valido album di metal moderno e originale, il che non è poco.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
93.45 su 22 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Division Records
Post Thrash
Tracklist
1. Beneath Black Clouds
2. Unquiet Heart
3. Shadow’s Kingdom
4. Collision
5. The Sun Wields Mercy
6. Fear of the Unseen
7. Strepidant Mist
8. Between Deaths Line
9. The Awakening
10. Silence from Above
Line Up
Mike Silva (Voce, Chitarra)
Rui Coutinho (Chitarra)
Ricardo Nora (Basso)
Diego Mascarenhas (Batteria)
 
RECENSIONI
50
 
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