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Tragedian - Unholy Divine
23/02/2018
( 316 letture )
Terzo disco per i tedeschi Tragedian, che con questo Unholy Divine cercano ulteriormente di ritagliarsi il proprio spazio all’interno dell’affollato panorama power tedesco. Il gruppo è originario di Amburgo, città che ha dato i natali alle ben note formazioni di riferimento del genere come Helloween e Gamma Ray su tutti. In verità, i Tragedian cercano di distaccarsi dalla tradizione e dal solco tracciato dai maestri e, pur rimanendo ancorati al genere, mirano a suoni e tecniche più complesse, abbracciando in alcuni passaggi soluzioni più vicine al prog metal dal forte sentore melodico, ma tuttavia cercando costantemente di mantenere alti i livelli di aggressività e mordente. Composto da undici brani per una durata totale di poco inferiore ai cinquanta minuti, Unholy Divine, oltre al veterano Gabriel Palermo, ci presenta anche due nostre conoscenze, ovvero Daniele Bisi -con lo pseudonimo Dany All- dei nostrani Fogalord alle tastiere, Nicolò Bernini dei mantovani Blaze of Sorrow alla batteria e, per quanto riguarda la voce, il nuovo vocalist Alex Blank dei Rapid Angel in sostituzione di Val Sheldon.

Unholy Divine si apre con un pezzo dal titolo The Devil Calls You, che ben inquadra la proposta della band, fatta di ritmiche avvolgenti che sorreggono un riffing piuttosto veloce e preciso, in pieno allineamento al genere di riferimento. Fin da subito, emerge la particolare timbrica di Alex Blank, cantante dalla buona tecnica generale, ma con alcune sfumature a livello d’interpretazione che possono far storcere un po' il naso, risultando per certi versi pure fastidiose. È giusto però rilevare che si tratta di un caso che rientra nel campo della piena soggettività e rimandiamo pertanto alla valutazione personale di ogni ascoltatore. Ad ogni modo, proseguendo l’ascolto del disco, la ricetta non cambia di molto; ci troviamo, infatti, nel pieno di un power metal tecnico e arrembante con Dullahan, Revelation 13:18, apprezzabile per le interessanti varianti di tastiera e chitarra, o ancora Shadow of the Moon e Chasing a Dream che, seppur un po' troppo scontate, scorrono via senza troppi affanni. Notevole di menzione, infine, Fly Away, che tocca metriche ancora più veloci e tirate, tanto da rientrare nel cosiddetto “speed metal”, mentre piuttosto piatte e noiose appaiono invece Vision’s Divine e Casting Shadows, niente più che dei meri riempitivi del disco. Ultima traccia è Destined Land, che dona qualche scossone in più, grazie all’ampio utilizzo delle melodie, e che chiude un album che difficilmente riuscirà ad emergere dal calderone di tutte le nuove proposte che invadono il mercato.

Il nuovo lavoro dei Tragedian, pur attestandosi su una sufficienza data dalle oggettive capacità tecniche dei componenti, nonché da una registrazione e produzione valida, pecca complessivamente di freschezza e originalità in fase compositiva e di una interpretazione canora un po' troppo faticosa da ascoltare. La band tedesca, pur sforzandosi di mostrare una propria personalità, fatica a raggiungere questo risultato e ad emergere; paga, come detto, una carenza in fase compositiva, probabilmente dovuta anche ad una certa saturazione di idee legate al genere che, nonostante la presenza dell’icona del metal Kai Hansen, fatica oggettivamente da anni a mostrare qualcosa di veramente meritevole di attenzione e che superi qualche manciata di ascolti.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Ice Warrior Records
Power
Tracklist
1. The Devil Calls You
2. Dullahan
3. Revelation 13:18
4. Over the Edge
5. Fly Away
6. Shadow of the Moon
7. Spectres
8. Chasing a Dream
9. Vision's Divine
10. Casting Shadows
11. Destined Land
Line Up
Alex Blank (Voce)
Gabriel Palermo (Chitarra)
Daniele Bisi (Tastiere)
Dirk Seifert (Basso)
Nicolò Bernini (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Andreas Babuschkin (Voce)
Kai Hansen (Chitarra)
Bob Katsionis (Tastiere)
 
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